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  • La maggior parte degli uomini preferirebbe morire piuttosto che riflettere. In fondo è quello che fanno.

    Bertrand Russell

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\\ : Storico : Redazionale (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 12/11/2008 @ 15:03:18, in Redazionale, linkato 3612 volte)



San Martino, patrono di Tavernerio.

Da una scatola di latta.
La storia di San Martino è un archetipo nascosto nella nostra anima: una storia semplice di generosita'. Un esempio facile comprensibile, lucido e senza discussioni. Una luce nella notte dei tempi. Forse la vediamo così perchè all'asilo le maestre di una volta la storia di San Martino ce la fecero vedere coi mezzi audiovisivi che i tempi mettevano loro a loro disposizione. Da una vecchia scatola di latta sono emerse le filmine del nostro asilo Bagliacca.
 
Di Admin (del 29/08/2008 @ 16:10:13, in Redazionale, linkato 4934 volte)
Non so più a cosa pensare. La mediocrità, abbiamo capito, è l'espressione dell'odierna democrazia. In paese poi da quando tutti hanno gridato "alla gogna!" si è generata una certa confusione, che ha impedito di confrontare non pretendiamo gli ideali, ma almeno le idee di chi scendeva in campo. Tutto ancor oggi si fonda sulle voci, sul pettegolezzo. Di questo vivono i morti viventi. Non si emerge mai dalla foschia e gli straccivendoli occupano gli scranni del potere. Il problema è che hanno solo qualche straccio sporco da piazzare e della pubblica amministrazione non capiscono quasi nulla. A parte forse i compensi. Si respira un certo malcontento. Il paese sta vivendo una depressione profonda come quella caspica e oltre. La raggiungiamo goccia a goccia. Centimetro dopo centimetro. Un cristallo di sale dopo l'altro. Prima abbiamo visto l'inaugurazione dei nuovi ambulatori. Grazie al cielo ed all'iniziativa del Dott. Rossini, che li aveva già praticamente completati prima di dimettersi. Se non fosse stato così se li sarebbe mangiati qualche imprenditore sottoponendo all'amministrazione i soliti computi metrici dimostranti quanto i preventivi fossero sottostimati. Poi abbiamo rivisto, a nemmeno un anno di distanza, la stessa inaugurazione. Negli ambienti marinari il varo da rifare sarebbe stato un cattivissimo presagio, come del resto impiccare due volte la stessa persona nel far west. Ma probabilmente i nostri pensionati d'argento si sono solo dimenticati. Qualche piccolo contatto neuronale venuto meno. Comunque c'è il geriatra in Giunta, perciò niente paura, le iniziative fioccano comunque. Un piccolo segno, ad esempio. Affittare il centro civico per festeggiare il compleanno dei propri bambini non costa più 50 euro, bensì 150, perciò la struttura non viene più utilizzata dai cittadini, che preferiscono il meno esoso mac donald. Non mi è chiaro se l'obiettivo è cacciare la gente dal Livatino o cercare di mettere le basi per un turismo d'elite. Dalla qualità nella cura dei dettagli un altro esempio. I monitor che trasmettono le informazioni del Comune diventano neri sotto il sole (e fin qui ad alcuni potrebbe anche sembrare una cosa normale), ma ora presentano sinistre macchie di cristalli liquidi disciolti anche nelle ore più fresche della giornata e persino di notte. Ancora un paio di stagioni e saranno completamente illeggibili. Forse un sintomo. I dettagli che si notano sono variopinti. L'erba in certi luoghi ha assunto un aspetto veramente selvaggio. Molti romantici scriverebbero sfavillanti versi. Sulla linea del tram in molti dicono di aver avvistato lo yeti. Probabilmente si trattava soltanto di un cantoniere che con bastoni, pietre scheggiate ed encomiabile spirito di iniziativa personale cercava di rendere agibile il sentiero. Le gru spuntano come funghi nella taiga. Si sono accorti in molti che questa è l'ultima occasione per mettere in atto qualche speculazione edilizia dalle nostre parti. Il PGT incombe, non solo a Tavernerio, mentre la crisi del mattone arride agli speculatori. Acquedotto, impianti e relativa struttura tecnica, nonchè introiti della vendita dell'acqua li stiamo regalando a una società patrimoniale provinciale dimenticando gli sforzi e i risultati ottenuti con Service 24. Lo stiamo facendo subendo il tutto come qualcosa di inevitabile, senza nemmeno andare agli incontri periodici di programmazione. In italia decine di migliaia di persone in movimenti organizzati si stanno opponendo a questo, ma da noi non se ne parla, perchè l'argomento è troppo complesso per poter dare adito a pettegolezzi. Lo scuolabus diventerà un piedibus. L'iniziativa è virtuosa non solo sotto il profilo ecologico. Fra un paio d'anni di allenamento forse selezioneremo gli studenti che avranno sviluppato maggiore attitudine alla marcia per candidarli a vincitori delle olimpiadi di Londra. Chissà, magari i bambini di Ponzate e quelli della Gilasca maggiormente dediti al piedibus riusciranno anche scalare tutti i quattordici ottomila. Sono occasioni da non perdere. La bella mensa dove persone accorte, dipendenti di AB, curavano ogni dettaglio, dall'acquisto delle materie prime al servizio in tavola è regredita al catering di basso rango. per emanciparci dal quale tanto avevamo faticato. Naturalmente il servizio è stato affidato dal CDA di Angelo Borella SpA senza una regolare procedura di evidenza pubblica. Anche la schoolcard verrà appesa al chiodo e in sua vece si rispolvereranno i buoni pasto prepagati. Probabilmente ne hanno trovato uno scatolone in archivio. I servizi sociali stanno per essere spenti. Almeno nella loro unica struttura organizzata. Forse, se va bene, torneremo ad avere un assistente sociale in Comune, che da solo farà quello che potrà fare nelle sue trentasei ore settimanali, quando non sarà assente per ferie, malattie e ragioni personali. La rete di volontariato gestita da AB si sta smagliando. Nessuno porterà più i nostri amici bisognosi presso le strutture sanitarie per terapie o esami. Ma la voce degli ultimi è difficile da fare sentire ed anche da ascoltare. La casa di riposo, che in molti auspicavano, diventerà a brevissimo un sogno irrealizzabile. Peccato, eravamo a un passo dal poter vedere nel nostro territorio una struttura che vorrebbero in molti comuni. Non si potrà mai più fare perchè l'area sulla quale avrebbe dovuto sorgere diventerà inedificabile col nuovo PGT. Le grandiose conquiste nell'ambito del sociale sono, per ora, costate circa un milione di euro dei cittadini di Tavernerio. Liquidare AB costerà ancora molto, col rischio di svendere il patrimonio immobiliare della comunità. Ma anche questo è troppo complicato per raccontarlo dal parrucchiere o davanti al caffè. La gente in gamba che si era prestata alla crescita del nostro villaggio se ne va. Per fortuna lindi occhi elettronici nuovi di zecca immortaleranno per i posteri le azioni di chi rimane. Contemporaneamente le larve del bostrico hanno roso e ucciso gli abeti. Alla Plinia hanno piantumato nuovi alberi. Giovani leve, di specie diversa, che lasciano intuire un futuro meno ombroso e, soprattutto, privo di larve di parassiti. Un segno anche questo. E la radio canta, curo le foglie, saranno forti, se riesco ad ignorare che gli alberi son morti... Uno dei trecentocinquantuno
 
Di Admin (del 19/01/2008 @ 13:26:14, in Redazionale, linkato 2691 volte)

 

Perché a volte vedevamo una fetta di pane di segale sul calorifero a riscaldare.
Per la cena.

Perché alcune notti andavamo ad aspettare l’alba sui nostri monti. Al buio. Con la pila. O la luna.
Perché delle cose che condividi, delle tante parole, rimangono sempre solamente piccoli segni.
Immensi.
Dentro occhi e mani piccole. Dover conoscere, e non saper imparare.

Anche ai colonnati della politica. 
Con un dizionario incomprensibile.
Senza aver annotato cosa significasse “visibilità”, “clientelismo”, “realismo politico”.
Sempre solo discorrere della parte degli ultimi. Di servizio e di fallimento.
Di studio, di professionalità.
Di uomini liberi. 

Perché l’energia dell’universo ha un bisbigliio muto e cantilenato.
Perché i Suoi pensieri non sono i nostri. 
E nemmeno le vie sono le stesse. 

Perché capita che venga tolto il potere. 
Che cambi il lavoro.
Ed é un dono. 
Una benedizione.

Palesarsi che le donne e gli uomini non sono le cose che costruiscono. E che quello è solo un viatico. Un modo colorato di annusare i segreti della clorofilla. 
E con lei quelli del sole. 
Della strada di casa.
Del calore sotto il mantello.

Perché a volte vedevamo una fetta di pane di segale sul calorifero a riscaldare.
Per la cena.

Con la collana della Vita in un solo fermaglio. 
E quel corpo intubato liberava l’anima di un uomo. 
Marchiandoci.

Come, con gli agnelli.
In certi giorni di quasi primavera.

 
Di Admin (del 09/01/2008 @ 13:49:39, in Redazionale, linkato 12306 volte)

 

ANGELO BORELLA SPA VORREBBE CEDERE TERRENI PER COPRIRE LO STATO DI FALLIMENTO


Esaminando il bilancio al 31.12.2006 della società Angelo Borella S.p.A., ottenuto dalla Camera di Commercio di Como, risulta che:
1. La società manifesta una perdita strutturale che non risulta diminuire nel tempo;
2. Il tentativo di ridurre tale perdita mediante la riduzione dei servizi erogati non incide sulla perdita;
3. E’ stato abbandonato l’obiettivo principale della costruzione della casa di riposo e non vi è traccia di un piano di sviluppo aziendale;
4. Si fanno sempre più evidenti problemi di carattere finanziario.

Poiché non esiste un efficace piano di ristrutturazione, che altrimenti avrebbe già dato i suoi frutti, gli amministratori potranno affrontare tale mancanza di liquidità in soli due modi: o chiedendo ulteriori affidamenti bancari, ma si dubita che in tale situazione ci possa essere una banca disposta a finanziare ulteriormente la società, oppure cedendo qualche terreno per fare cassa.
Riservandoci eventualmente di entrare nel merito sulla legittimità amministrativa della cessione di terreni di provenienza pubblica e vincolati al progetto di realizzazione della casa di riposo, ci si interroga sulla natura di tali tipi di operazioni, alla luce della situazione in cui versa la società.
Essa infatti con tali eventuali cessioni venderebbe quelli che dovrebbero essere gli strumenti della propria attività, cioè i beni patrimoniali che si sarebbero dovuti valorizzare in funzione della casa di riposo.
L’eventuale cessione di terreni sarebbe il sintomo evidente di uno stato di insolvenza che è il presupposto oggettivo di una dichiarazione di fallimento, infatti 
“lo stato di insolvenza si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni”.
La stessa Cassazione (Sez. I, 4 marzo 2005, n. 4789) afferma che “lo stato di insolvenza dell’imprenditore commerciale, quale presupposto per la dichiarazione di fallimento, si realizza in presenza di una situazione di impotenza strutturale e non soltanto transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni a seguito del venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie alla relativa attività, mentre resta in proposito irrilevante ogni indagine sulla imputabilità o meno all’imprenditore medesimo delle cause del dissesto”.
La cessione di un cespite patrimoniale che avrebbe dovuto essere oggetto di valorizzazione funzionale alla costruzione della casa di riposo per coprire semplici problemi di carattere finanziario derivanti dall’assenza di un piano industriale, è da considerarsi un’operazione non normale, indice di insolvenza.
In caso di realizzazione di tali tipi di cessioni patrimoniali si manifesteranno problemi di responsabilità per amministratori e sindaci, non escludendo ripercussioni sullo stesso acquirente.

 
Di Admin (del 24/12/2007 @ 09:07:04, in Redazionale, linkato 2652 volte)

 

Grazie Sindaco Giovanni Rossini.
Grazie di aver aperto il Sito Istituzionale del Comune di Tavernerio.
E’ un atto di novità e di enorme importanza.
Comunque.
Anche se dovesse essere un fatto incidentale per Lei e la volontà della sua maggioranza.
Perché nel nostro mondo irrompe sempre il Nuovo. Anche se non c’è posto per Lui negli alberghi. Anche se qualcuno pensa di trucidare i nati in quell’anno. Diverranno piuttosto agnelli di un sacrificio di risurrezione.
Oh, stia certo che le chiederemo di metterci anche altri contenuti. 
Di dare un posto ai cittadini per dire il loro parere, alle parrocchie, alle associazioni del territorio, alle aziende partecipate.
Alle minoranze consiliari.
Perché crediamo che una comunità sia fatta con le anime delle persone.
Del loro rispettarsi e stimolarsi. Di puntualità nell’aiuto agli ultimi. Di puntualità negli atti amministrativi. Di giustizia nel rispetto delle famiglie e dei lavoratori. 
A volte anche di scritte sui muri. Anche quando professionisti responsabili e capaci vengono scambiati per “clientes”.
Anche quando invece di servi del bene comune gli amministratori si atteggiano a “patrones”.
Ma sono le anime che contano. Il pensiero allargato dal respiro degli uomini, che si vuole libero. Perchè un sogno passa se lo si lascia passare, scriveva un cantautore.
E di sognare vorremmo non passi mai il desiderio. Con umile determinazione.
Grazie Sindaco Giovanni Rossini.
Perché il muro di omertà e disinvolta dabbenaggine nella gestione della cosa pubblica ha uno squarcio. E da quella fenditura si può cominciare a guardare. Anche se si cercherà di rattopparla, anche se si farà di tutto per renderla muta.
Perché notiamo che Lei non crede nelle anime della comunità di Tavernerio. 
Perché pensa al “noi” come ad un campo di granoturco selvatico. 
Senza immaginarlo mulino e farina. Polenta. 
E pane.
Ma questo ora non ha importanza. Importa invece che l’anima degli uomini, anche con volontà contraddittorie, si auguri nuovi orizzonti e respiri l’aria fresca del mattino.
Perché le donne e gli uomini della nostra comunità rinnovano l’adorazione al Signore Servo.

 
Di Admin (del 09/12/2007 @ 19:48:16, in Redazionale, linkato 7274 volte)

 

Oggi ho notato con “piacere” che il cantiere, che doveva essere terminato in occasione della ricorrenza delle giornate dei morti, vista la pubblicità in loco fatta dall’Assessore “pipa” (Gianni Redenti), era chiuso, ma, gironzolando lungo il perimetro, transito consentito al pubblico, ho trovato l’apertura che mi permetteva di entrare e visitare il cantiere, UNICO IMPEDIMENTO la scala in utilizzo ai loculi.

Sindaco con la “s” minuscola visto che questo Blog lo leggi, pongo due domande: 1 - il cantiere non dovrebbe essere completamente interdetto ai non addetti ai lavori? 2 - non dovrebbe essere esposto il cartello di cantiere che riporta tutti gli estremi della ditta appaltatrice (Direttore lavori, Committente, ecc.)? Mio malgrado, purtroppo per i cittadini che tu pensi di “amministrare”, devo accertare ancora una volta che le cose le fai a metà. Vedi come esempi: ACCESSO DISABILI - TOLTA CATENELLA LASCIATO CHIUSO IL CANCELLO. CIMITERO – CHIUSA LA PORTA PRINCIPALE LASCIATA APERTA LA PORTA DI SERVIZIO (e non del cantiere). DILETTANTISSIMO.
 
Di Admin (del 25/11/2007 @ 13:37:50, in Redazionale, linkato 4020 volte)

 

Caro Sindaco ho notato con piacere che la catena che ostruiva il transito per disabili è stata rimossa allora mi chiedo… sei proprio sicuro che l’amo che un dì “non molto lontano” ti è stato posto era proprio quello che faceva male? Io credo di no, visto che rispondi quasi puntualmente “ringraziando l’Altissimo con i fatti” e non con gelatinosa tremarella o con arroganti stantuffi di pipa, ai consigli che LEGGI su queste pagine. Sono oltremodo contento non certo per me, ma per la mamma e per tutti coloro che hanno la sfortunata fortuna, di proporre una vita meno amara ai loro cari diversamente abili, che puntualmente ogni giorno utilizzano il passaggio di cui TU avevi ordinato la chiusura (decisione molto superficiale). Vedo però che, come vuole l’usanza di chi comanda, i lavori vengono fatti a metà perché il cancello laterale all’Auditorium di giorno è ancora chiuso, forse i tuoi “sudditi” non trovano le chiavi?????? Comunque grazie (a metà) e ricordati che l’amo “senza doppia punta” magari qualche consiglio potrebbe ancora darlo anche su tematiche magari più importanti per esempio sulle prime lettere dell’alfabeto. Ciao Sindaco

Marciapiede intercluso: grazie Sindaco boccalone! (16/11/2007)

I disabili, lungo un tratto della provinciale e precisamente all'altezza dell'asilo Bagliacca, non possono usare lo scivolo, perché il Sindaco, per tutela del cittadino, lo ha fatto chiudere con catena, così i genitori dei bimbi, disabili e non, devono esercitarsi nel salto in alto per recarsi a scuola o all'asilo.


Grazie Sindaco per farci fare ginnastica magari di primo mattino!



Caro Sindaco una volta tanto che azzecchi qualcosa, immediatamente la rovini?
Magari a seguito di consigli, hai giustamente azzeccato la necessità di rifare la pavimentazione laterale all'auditorium perché era diventata quasi impraticabile, ma, accidenti, come mai ti è sfuggito che per poter usufruire di questa stupenda opera faraonica di lavori pubblici, bisogna che il cancello rimanga aperto, altrimenti non solo i disabili ma anche le mamme a passeggio con i loro figli non possono transitare?



Grazie Sindaco per averlo chiuso con catena, tanto tu puoi posteggiare nello spazio riservato ai disabili in Comune!



Piccolo consiglio: segui il tuo istinto e non abboccare a tutto quello che sembra tratto dal Vangelo della normativa che altri ti propinano; non fare come al solito il boccalone...

 
Di Admin (del 10/11/2007 @ 14:45:00, in Redazionale, linkato 2962 volte)

San Martino, patrono di Tavernerio.
La storia di san Martino è nota a tutti, specialmente ai più vecchi, forse anche perché veniva insegnata fin dai tempi dell’asilo, diventando parte delle radici dei Taverneriesi. Vogliamo qui rivivere la gettata di queste fondamenta, rivedendo una filmina salvata alcuni anni fa dallo sgombero dei sotterranei dell’asilo Bagliacca. Le illustrazioni non sono all’altezza degli affreschi di Giotto, ma la funzione è la stessa, come anche la sacralità degli eventi, nonostante siano ritratti con l’ingenuità e la semplicità che l’età degli alunni richiedevano.

 

 



  

 
Di Admin (del 03/11/2007 @ 14:23:41, in Redazionale, linkato 2227 volte)

 

Passano davanti agli occhi le foto di mille volti: volti sorridenti, volti tristi, volti di chi aggrediva la vita, volti di chi la viveva con fatica e di chi la viveva con gioia, di chi la sognava diversa e di chi ne era deluso, di chi sapeva perché viveva e di chi questa certezza non aveva mai avuto, di chi faceva il bravo ragazzo e di chi viveva di traverso. Volti che ti ricordi ora di non vedere più da anni e che rivedi con piacere e ti coglie un rammarico, una tristezza, una nostalgia: volti di persone care, con un sorriso che ti fa male e senti una stretta al cuore e agli occhi.
Trovi persone come te, con in mano i crisantemi: ci salutiamo sorridendo come se fossimo lì solo per adempiere a un rito doveroso. Ma non è vero perché tutti, tolte le cartacce dal pavimento della nostra anima, sanno di avere un angolo che sanguina, sempre, anche dopo anni, sempre.
Antiche dolcezze e dolori mai sopiti.
Sbattuti tra il buio dei sarcofaghi e l’oro della resurrezione. La tentazione del nulla e la gloria di antiche parole di illimitato amore.
Tutti, anche se non sanno dirlo, fissano negli occhi il dilemma metafisico; perché il marmo freddo con inchiodata la fotografia ti strappa l’anima.
Giorno dei santi.

 
Di Admin (del 24/10/2007 @ 20:05:11, in Redazionale, linkato 3803 volte)

 

Oggi è il 24 ottobre, la scuola è iniziata da più di due mesi, come sempre aspetto il rientro di mio figlio alla fermata dello scuolabus… peccato che sullo scuolabus lui non ci sia, che a scuola non mi sappiano dire nulla, che in Service 24 non mi risponda nessuno. Poi mi dicono che visto che il pulmino era completo alcuni ragazzi stanno aspettando al parco della scuola e saranno trasportati con i ragazzi più grandi delle medie nel giro successivo.

Che ci siano dei ragazzi in piedi si sa e se ne sono accorti tutti i genitori da almeno due settimane. In tutto questo tempo non sono riusciti a trovare una soluzione e se la soluzione trovata è questa di far tornare alcuni ragazzi con il giro successivo, perché non hanno pensato di avvisare i genitori?

Forse gli scuolabus sono come la valigia di Mary Poppins, possono contenere un numero illimitato di bambini?!
Se i mezzi a disposizione non sono sufficienti cosa aspettano a fare qualcosa? 

Francamente che la “colpa” sia del Comune, della Scuola, della Service 24 o dell’Assessore di turno, forse a questo punto non è rilevante.
Interessa invece che venga garantito un servizio (che si paga e che è persino aumentato rispetto all'anno scorso) e che tale servizio venga svolto in maniera adeguata.

Anche questo problema è stato ereditato dalla precedente amministrazione? Bene se quelli di prima non sono stati in grado di risolverlo pensateci Voi!
Ci sentiremo dire che state cercando di affrontare il problema, forse dovrebbe già esservi familiare visto che è una problematica che si ripresenta ormai da un paio d’anni e considerato che il paese è destinato a crescere certamente non sparirà magicamente per volere di qualche personaggio dei fumetti.

Ci si potrebbe chiedere come abbiano risolto il problema a Topolinia!

Il terzo pulmino...

 
Di Admin (del 26/07/2007 @ 19:57:56, in Redazionale, linkato 3911 volte)

 

Apprendiamo dal Giornale di Erba del 21 luglio 2007 che, a detta dell’Assessore (a che cosa?) Gianni Redenti, l’incuria dei bordi strade e delle aree verdi di Tavernerio è un retaggio della precedente amministrazione.

Peccato che sia già passato più di un anno dall’insediamento della nuova amministrazione di cui fa parte e che in tale arco di tempo non abbia neanche capito che esistono delle società di proprietà comunale e gli stessi cantonieri comunali da utilizzarsi per tali scopi.

L’assessore dov’era quando nella precedente amministrazione le strade, le aree verdi e le aiuole erano ben curate?

Ma adesso che se ne dovrebbe occupare dov’è?
Sa forse cosa fanno i cantonieri comunali? 
Sa forse che la manutenzione delle aree verdi comunali non è più di competenza di Service 24 e che questa scelta “non” operativa è di questa amministrazione e non della precedente?
Forse la cooperativa di Ponzate lavorerebbe gratis? 
E come verrebbero gestite le manutenzioni?
Si rende conto che le risorse umane e logistiche sono già esistenti e basterebbe solamente farle funzionare in modo professionale?

Almeno che si faccia un giro per il paese con il suo autoveicolo, aria condizionata ON, non si fermi alle chiacchiere e alle lamentele da bar dando retta solo a quelli che gridano di più!

Ma l’Assessore ai Lavori Pubblici Gianni Redenti una cosa l’ha già fatta...

...con i suoi amici del lunedì organizza feste nelle frazioni e contribuisce per primo alla trascuratezza e all’incuria tappezzando le strade con svolazzanti locandine!

Conclude l’articolo l’assessore: “il primo intervento di pulizia il prossimo settembre, per i Taverneriesi serve quindi ancora un po’ di pazienza”.

Taverneriesi, con questi amministratori, abbiate ancora 4 anni di pazienza!!!

 
Di Admin (del 12/07/2007 @ 20:35:17, in Redazionale, linkato 2658 volte)

 

Nasce oggi, come già sperimentato sul web, la proposta di un racconto a più mani (a tastoni per dirla con la tastiera).
Ognuno potrà continuare la storia. Aggiungere personaggi. Descrivere situazioni e inghippi.
Ne risulterà un affresco multi dipinto. Magari un “murales prosaico”, le pìstole in latino del Boccaccio.
Definito sarà solo l’ambito di partenza, abbastanza comodo alla narrazione e un tempo indefinito nell’antichità passata. Insomma quasi un “c’era una volta”, una verba-novelas da gustarsi mentre la si scrive.
Ogni riferimento sarà ovviamente deliberatamente voluto, non mancando per nulla materiale grezzo da raffinare a disposizione di tutti. Alla fine ci sforzeremo di non trarre morali, ma solo racconto, facendo di divertimento puro motivo di gaudio, lasciando a più esperti esegeti la distillazione di messaggi massonici traversali e nascosti.
Grata sarebbe anche la funzione grafica. Veder fiorire di forma e immagine i personaggi e i luoghi. 
Se di spunto certo si tratterà, non di meno vorremo lasciare vagare la fantasia in modo spensierato, per godere, noi, di lazzi e mandar a tribular, dei figuranti, l’umor acidulo dello stomaco.

La vera storia delle borchie della sella del principe Rigolò

 
Di Admin (del 04/07/2007 @ 13:45:48, in Redazionale, linkato 5910 volte)

 

Giovedì 28 giugno scorso il Consiglio Comunale ha approvato i “conti” del Comune per l’anno 2006.
Vogliamo porre queste brevi riflessioni per fissare alcuni punti. Definitivamente. 
Definitivamente non per non parlarne più.
Non perché questo ormai non ha più significato.
Non perché questo non avrà conseguenze sul futuro.
Ma definitivamente perché ora le cose sono molto chiare.
Perché sono certificate pubblicamente da una maggioranza, non solo tecnica, ma anche politica.
Perché dopo oltre un anno di mandato amministrativo sono state fatte tutte le verifiche.
Perché dopo il Commissario sono tornati molti vecchi “padrini” a mettere le mani sui conti.

I DATI
Nessun debito fuori bilancio e avanzo di amministrazione


I revisori contabili certificano: l'ente non ha riconosciuto debiti fuori bilancio

il Comune ha, al 31.12.2006, un avanzo di amministrazione di €. 241.043,60


Dopo le verifiche del Commissario e dopo un anno di amministrazione Gianni Rossini e Giuseppe Anzani NON EMERGONO DISAVANZI e BUCHI NASCOSTI nei conti del Comune, ma anzi un avanzo di amministrazione di quasi 500 milioni delle vecchie lire.

Diminuzione dell’indebitamento complessivo per mutui 



Negli ultimi 4 anni il debito complessivo è diminuito di 721.480 € con un calo cioè del 17,12%.
Questo a dimostrare come anche a medio termine i conti del Comune siano non solo in ordine ma addirittura virtuosi.

Aumento del valore del patrimonio pubblico



Negli ultimi anni precedenti, a seguito della politica di investimenti, il patrimonio comunale è aumentato di 1.400.000 € con un incremento di quasi un quarto (+ 24%).

Questi dati, certificati dai revisori del conto e ratificati dal Consiglio Comunale, dimostrano in modo inequivocabile e definitivo che NON ESISTONO BUCHI, anzi che il Comune esce con una situazione decisa di rafforzamento finanziario e patrimoniale.

Questo dimostra che l’atteggiamento irresponsabile dell’ex vice sindaco Pierluigi Invernizzi era immotivato, falso, tendenzioso e assolutamente ignorante dei più elementari elementi di finanza pubblica e di contabilità generale.

Lo certifica la stessa maggioranza che egli ha voluto propiziare con accordi di basso profilo e dai contenuti politici insostenibili.
Si interroghi lui sulla sua onestà intellettuale e politica e di fronte a tanta dimostrata stupidità amministrativa, abbia il coraggio di dedicarsi ad altro, liberando la comunità dalla sua presenza ingombrante e dequalificata.

I cittadini pagheranno una occasione persa per poter disporre di risposte migliori e più efficaci, avendo dovuto lasciare spazio a tanti personaggi di sottobosco politico armati solo di tovagliolo e posate. 
E di un ventre mai sazio.

La sinistra sconterà a fondo e per molto tempo i contraccolpi dei tagli dei servizi locali alle persone, perdendo la possibilità di una coerenza politica compromessa dalla paura e dalla sete di potere, alimentando, dopo averle poste, le premesse della dissoluzione dell’esperienza di centro-sinistra a Tavernerio.

Il Consigliere di Taverneriocittà

 
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30/03/2020 @ 11:53:38
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