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  • Un atto coerente isolato è la piu’ grande incoerenza.

    Don Lorenzo Milani

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\\ : Storico : Redazionale (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 04/07/2007 @ 13:45:48, in Redazionale, linkato 5910 volte)

 

Giovedì 28 giugno scorso il Consiglio Comunale ha approvato i “conti” del Comune per l’anno 2006.
Vogliamo porre queste brevi riflessioni per fissare alcuni punti. Definitivamente. 
Definitivamente non per non parlarne più.
Non perché questo ormai non ha più significato.
Non perché questo non avrà conseguenze sul futuro.
Ma definitivamente perché ora le cose sono molto chiare.
Perché sono certificate pubblicamente da una maggioranza, non solo tecnica, ma anche politica.
Perché dopo oltre un anno di mandato amministrativo sono state fatte tutte le verifiche.
Perché dopo il Commissario sono tornati molti vecchi “padrini” a mettere le mani sui conti.

I DATI
Nessun debito fuori bilancio e avanzo di amministrazione


I revisori contabili certificano: l'ente non ha riconosciuto debiti fuori bilancio

il Comune ha, al 31.12.2006, un avanzo di amministrazione di €. 241.043,60


Dopo le verifiche del Commissario e dopo un anno di amministrazione Gianni Rossini e Giuseppe Anzani NON EMERGONO DISAVANZI e BUCHI NASCOSTI nei conti del Comune, ma anzi un avanzo di amministrazione di quasi 500 milioni delle vecchie lire.

Diminuzione dell’indebitamento complessivo per mutui 



Negli ultimi 4 anni il debito complessivo è diminuito di 721.480 € con un calo cioè del 17,12%.
Questo a dimostrare come anche a medio termine i conti del Comune siano non solo in ordine ma addirittura virtuosi.

Aumento del valore del patrimonio pubblico



Negli ultimi anni precedenti, a seguito della politica di investimenti, il patrimonio comunale è aumentato di 1.400.000 € con un incremento di quasi un quarto (+ 24%).

Questi dati, certificati dai revisori del conto e ratificati dal Consiglio Comunale, dimostrano in modo inequivocabile e definitivo che NON ESISTONO BUCHI, anzi che il Comune esce con una situazione decisa di rafforzamento finanziario e patrimoniale.

Questo dimostra che l’atteggiamento irresponsabile dell’ex vice sindaco Pierluigi Invernizzi era immotivato, falso, tendenzioso e assolutamente ignorante dei più elementari elementi di finanza pubblica e di contabilità generale.

Lo certifica la stessa maggioranza che egli ha voluto propiziare con accordi di basso profilo e dai contenuti politici insostenibili.
Si interroghi lui sulla sua onestà intellettuale e politica e di fronte a tanta dimostrata stupidità amministrativa, abbia il coraggio di dedicarsi ad altro, liberando la comunità dalla sua presenza ingombrante e dequalificata.

I cittadini pagheranno una occasione persa per poter disporre di risposte migliori e più efficaci, avendo dovuto lasciare spazio a tanti personaggi di sottobosco politico armati solo di tovagliolo e posate. 
E di un ventre mai sazio.

La sinistra sconterà a fondo e per molto tempo i contraccolpi dei tagli dei servizi locali alle persone, perdendo la possibilità di una coerenza politica compromessa dalla paura e dalla sete di potere, alimentando, dopo averle poste, le premesse della dissoluzione dell’esperienza di centro-sinistra a Tavernerio.

Il Consigliere di Taverneriocittà

 
Di Admin (del 12/07/2007 @ 20:35:17, in Redazionale, linkato 2658 volte)

 

Nasce oggi, come già sperimentato sul web, la proposta di un racconto a più mani (a tastoni per dirla con la tastiera).
Ognuno potrà continuare la storia. Aggiungere personaggi. Descrivere situazioni e inghippi.
Ne risulterà un affresco multi dipinto. Magari un “murales prosaico”, le pìstole in latino del Boccaccio.
Definito sarà solo l’ambito di partenza, abbastanza comodo alla narrazione e un tempo indefinito nell’antichità passata. Insomma quasi un “c’era una volta”, una verba-novelas da gustarsi mentre la si scrive.
Ogni riferimento sarà ovviamente deliberatamente voluto, non mancando per nulla materiale grezzo da raffinare a disposizione di tutti. Alla fine ci sforzeremo di non trarre morali, ma solo racconto, facendo di divertimento puro motivo di gaudio, lasciando a più esperti esegeti la distillazione di messaggi massonici traversali e nascosti.
Grata sarebbe anche la funzione grafica. Veder fiorire di forma e immagine i personaggi e i luoghi. 
Se di spunto certo si tratterà, non di meno vorremo lasciare vagare la fantasia in modo spensierato, per godere, noi, di lazzi e mandar a tribular, dei figuranti, l’umor acidulo dello stomaco.

La vera storia delle borchie della sella del principe Rigolò

 
Di Admin (del 26/07/2007 @ 19:57:56, in Redazionale, linkato 3911 volte)

 

Apprendiamo dal Giornale di Erba del 21 luglio 2007 che, a detta dell’Assessore (a che cosa?) Gianni Redenti, l’incuria dei bordi strade e delle aree verdi di Tavernerio è un retaggio della precedente amministrazione.

Peccato che sia già passato più di un anno dall’insediamento della nuova amministrazione di cui fa parte e che in tale arco di tempo non abbia neanche capito che esistono delle società di proprietà comunale e gli stessi cantonieri comunali da utilizzarsi per tali scopi.

L’assessore dov’era quando nella precedente amministrazione le strade, le aree verdi e le aiuole erano ben curate?

Ma adesso che se ne dovrebbe occupare dov’è?
Sa forse cosa fanno i cantonieri comunali? 
Sa forse che la manutenzione delle aree verdi comunali non è più di competenza di Service 24 e che questa scelta “non” operativa è di questa amministrazione e non della precedente?
Forse la cooperativa di Ponzate lavorerebbe gratis? 
E come verrebbero gestite le manutenzioni?
Si rende conto che le risorse umane e logistiche sono già esistenti e basterebbe solamente farle funzionare in modo professionale?

Almeno che si faccia un giro per il paese con il suo autoveicolo, aria condizionata ON, non si fermi alle chiacchiere e alle lamentele da bar dando retta solo a quelli che gridano di più!

Ma l’Assessore ai Lavori Pubblici Gianni Redenti una cosa l’ha già fatta...

...con i suoi amici del lunedì organizza feste nelle frazioni e contribuisce per primo alla trascuratezza e all’incuria tappezzando le strade con svolazzanti locandine!

Conclude l’articolo l’assessore: “il primo intervento di pulizia il prossimo settembre, per i Taverneriesi serve quindi ancora un po’ di pazienza”.

Taverneriesi, con questi amministratori, abbiate ancora 4 anni di pazienza!!!

 
Di Admin (del 24/10/2007 @ 20:05:11, in Redazionale, linkato 3803 volte)

 

Oggi è il 24 ottobre, la scuola è iniziata da più di due mesi, come sempre aspetto il rientro di mio figlio alla fermata dello scuolabus… peccato che sullo scuolabus lui non ci sia, che a scuola non mi sappiano dire nulla, che in Service 24 non mi risponda nessuno. Poi mi dicono che visto che il pulmino era completo alcuni ragazzi stanno aspettando al parco della scuola e saranno trasportati con i ragazzi più grandi delle medie nel giro successivo.

Che ci siano dei ragazzi in piedi si sa e se ne sono accorti tutti i genitori da almeno due settimane. In tutto questo tempo non sono riusciti a trovare una soluzione e se la soluzione trovata è questa di far tornare alcuni ragazzi con il giro successivo, perché non hanno pensato di avvisare i genitori?

Forse gli scuolabus sono come la valigia di Mary Poppins, possono contenere un numero illimitato di bambini?!
Se i mezzi a disposizione non sono sufficienti cosa aspettano a fare qualcosa? 

Francamente che la “colpa” sia del Comune, della Scuola, della Service 24 o dell’Assessore di turno, forse a questo punto non è rilevante.
Interessa invece che venga garantito un servizio (che si paga e che è persino aumentato rispetto all'anno scorso) e che tale servizio venga svolto in maniera adeguata.

Anche questo problema è stato ereditato dalla precedente amministrazione? Bene se quelli di prima non sono stati in grado di risolverlo pensateci Voi!
Ci sentiremo dire che state cercando di affrontare il problema, forse dovrebbe già esservi familiare visto che è una problematica che si ripresenta ormai da un paio d’anni e considerato che il paese è destinato a crescere certamente non sparirà magicamente per volere di qualche personaggio dei fumetti.

Ci si potrebbe chiedere come abbiano risolto il problema a Topolinia!

Il terzo pulmino...

 
Di Admin (del 03/11/2007 @ 14:23:41, in Redazionale, linkato 2227 volte)

 

Passano davanti agli occhi le foto di mille volti: volti sorridenti, volti tristi, volti di chi aggrediva la vita, volti di chi la viveva con fatica e di chi la viveva con gioia, di chi la sognava diversa e di chi ne era deluso, di chi sapeva perché viveva e di chi questa certezza non aveva mai avuto, di chi faceva il bravo ragazzo e di chi viveva di traverso. Volti che ti ricordi ora di non vedere più da anni e che rivedi con piacere e ti coglie un rammarico, una tristezza, una nostalgia: volti di persone care, con un sorriso che ti fa male e senti una stretta al cuore e agli occhi.
Trovi persone come te, con in mano i crisantemi: ci salutiamo sorridendo come se fossimo lì solo per adempiere a un rito doveroso. Ma non è vero perché tutti, tolte le cartacce dal pavimento della nostra anima, sanno di avere un angolo che sanguina, sempre, anche dopo anni, sempre.
Antiche dolcezze e dolori mai sopiti.
Sbattuti tra il buio dei sarcofaghi e l’oro della resurrezione. La tentazione del nulla e la gloria di antiche parole di illimitato amore.
Tutti, anche se non sanno dirlo, fissano negli occhi il dilemma metafisico; perché il marmo freddo con inchiodata la fotografia ti strappa l’anima.
Giorno dei santi.

 
Di Admin (del 10/11/2007 @ 14:45:00, in Redazionale, linkato 2962 volte)

San Martino, patrono di Tavernerio.
La storia di san Martino è nota a tutti, specialmente ai più vecchi, forse anche perché veniva insegnata fin dai tempi dell’asilo, diventando parte delle radici dei Taverneriesi. Vogliamo qui rivivere la gettata di queste fondamenta, rivedendo una filmina salvata alcuni anni fa dallo sgombero dei sotterranei dell’asilo Bagliacca. Le illustrazioni non sono all’altezza degli affreschi di Giotto, ma la funzione è la stessa, come anche la sacralità degli eventi, nonostante siano ritratti con l’ingenuità e la semplicità che l’età degli alunni richiedevano.

 

 



  

 
Di Admin (del 25/11/2007 @ 13:37:50, in Redazionale, linkato 4020 volte)

 

Caro Sindaco ho notato con piacere che la catena che ostruiva il transito per disabili è stata rimossa allora mi chiedo… sei proprio sicuro che l’amo che un dì “non molto lontano” ti è stato posto era proprio quello che faceva male? Io credo di no, visto che rispondi quasi puntualmente “ringraziando l’Altissimo con i fatti” e non con gelatinosa tremarella o con arroganti stantuffi di pipa, ai consigli che LEGGI su queste pagine. Sono oltremodo contento non certo per me, ma per la mamma e per tutti coloro che hanno la sfortunata fortuna, di proporre una vita meno amara ai loro cari diversamente abili, che puntualmente ogni giorno utilizzano il passaggio di cui TU avevi ordinato la chiusura (decisione molto superficiale). Vedo però che, come vuole l’usanza di chi comanda, i lavori vengono fatti a metà perché il cancello laterale all’Auditorium di giorno è ancora chiuso, forse i tuoi “sudditi” non trovano le chiavi?????? Comunque grazie (a metà) e ricordati che l’amo “senza doppia punta” magari qualche consiglio potrebbe ancora darlo anche su tematiche magari più importanti per esempio sulle prime lettere dell’alfabeto. Ciao Sindaco

Marciapiede intercluso: grazie Sindaco boccalone! (16/11/2007)

I disabili, lungo un tratto della provinciale e precisamente all'altezza dell'asilo Bagliacca, non possono usare lo scivolo, perché il Sindaco, per tutela del cittadino, lo ha fatto chiudere con catena, così i genitori dei bimbi, disabili e non, devono esercitarsi nel salto in alto per recarsi a scuola o all'asilo.


Grazie Sindaco per farci fare ginnastica magari di primo mattino!



Caro Sindaco una volta tanto che azzecchi qualcosa, immediatamente la rovini?
Magari a seguito di consigli, hai giustamente azzeccato la necessità di rifare la pavimentazione laterale all'auditorium perché era diventata quasi impraticabile, ma, accidenti, come mai ti è sfuggito che per poter usufruire di questa stupenda opera faraonica di lavori pubblici, bisogna che il cancello rimanga aperto, altrimenti non solo i disabili ma anche le mamme a passeggio con i loro figli non possono transitare?



Grazie Sindaco per averlo chiuso con catena, tanto tu puoi posteggiare nello spazio riservato ai disabili in Comune!



Piccolo consiglio: segui il tuo istinto e non abboccare a tutto quello che sembra tratto dal Vangelo della normativa che altri ti propinano; non fare come al solito il boccalone...

 
Di Admin (del 09/12/2007 @ 19:48:16, in Redazionale, linkato 7274 volte)

 

Oggi ho notato con “piacere” che il cantiere, che doveva essere terminato in occasione della ricorrenza delle giornate dei morti, vista la pubblicità in loco fatta dall’Assessore “pipa” (Gianni Redenti), era chiuso, ma, gironzolando lungo il perimetro, transito consentito al pubblico, ho trovato l’apertura che mi permetteva di entrare e visitare il cantiere, UNICO IMPEDIMENTO la scala in utilizzo ai loculi.

Sindaco con la “s” minuscola visto che questo Blog lo leggi, pongo due domande: 1 - il cantiere non dovrebbe essere completamente interdetto ai non addetti ai lavori? 2 - non dovrebbe essere esposto il cartello di cantiere che riporta tutti gli estremi della ditta appaltatrice (Direttore lavori, Committente, ecc.)? Mio malgrado, purtroppo per i cittadini che tu pensi di “amministrare”, devo accertare ancora una volta che le cose le fai a metà. Vedi come esempi: ACCESSO DISABILI - TOLTA CATENELLA LASCIATO CHIUSO IL CANCELLO. CIMITERO – CHIUSA LA PORTA PRINCIPALE LASCIATA APERTA LA PORTA DI SERVIZIO (e non del cantiere). DILETTANTISSIMO.
 
Di Admin (del 24/12/2007 @ 09:07:04, in Redazionale, linkato 2652 volte)

 

Grazie Sindaco Giovanni Rossini.
Grazie di aver aperto il Sito Istituzionale del Comune di Tavernerio.
E’ un atto di novità e di enorme importanza.
Comunque.
Anche se dovesse essere un fatto incidentale per Lei e la volontà della sua maggioranza.
Perché nel nostro mondo irrompe sempre il Nuovo. Anche se non c’è posto per Lui negli alberghi. Anche se qualcuno pensa di trucidare i nati in quell’anno. Diverranno piuttosto agnelli di un sacrificio di risurrezione.
Oh, stia certo che le chiederemo di metterci anche altri contenuti. 
Di dare un posto ai cittadini per dire il loro parere, alle parrocchie, alle associazioni del territorio, alle aziende partecipate.
Alle minoranze consiliari.
Perché crediamo che una comunità sia fatta con le anime delle persone.
Del loro rispettarsi e stimolarsi. Di puntualità nell’aiuto agli ultimi. Di puntualità negli atti amministrativi. Di giustizia nel rispetto delle famiglie e dei lavoratori. 
A volte anche di scritte sui muri. Anche quando professionisti responsabili e capaci vengono scambiati per “clientes”.
Anche quando invece di servi del bene comune gli amministratori si atteggiano a “patrones”.
Ma sono le anime che contano. Il pensiero allargato dal respiro degli uomini, che si vuole libero. Perchè un sogno passa se lo si lascia passare, scriveva un cantautore.
E di sognare vorremmo non passi mai il desiderio. Con umile determinazione.
Grazie Sindaco Giovanni Rossini.
Perché il muro di omertà e disinvolta dabbenaggine nella gestione della cosa pubblica ha uno squarcio. E da quella fenditura si può cominciare a guardare. Anche se si cercherà di rattopparla, anche se si farà di tutto per renderla muta.
Perché notiamo che Lei non crede nelle anime della comunità di Tavernerio. 
Perché pensa al “noi” come ad un campo di granoturco selvatico. 
Senza immaginarlo mulino e farina. Polenta. 
E pane.
Ma questo ora non ha importanza. Importa invece che l’anima degli uomini, anche con volontà contraddittorie, si auguri nuovi orizzonti e respiri l’aria fresca del mattino.
Perché le donne e gli uomini della nostra comunità rinnovano l’adorazione al Signore Servo.

 
Di Admin (del 09/01/2008 @ 13:49:39, in Redazionale, linkato 12306 volte)

 

ANGELO BORELLA SPA VORREBBE CEDERE TERRENI PER COPRIRE LO STATO DI FALLIMENTO


Esaminando il bilancio al 31.12.2006 della società Angelo Borella S.p.A., ottenuto dalla Camera di Commercio di Como, risulta che:
1. La società manifesta una perdita strutturale che non risulta diminuire nel tempo;
2. Il tentativo di ridurre tale perdita mediante la riduzione dei servizi erogati non incide sulla perdita;
3. E’ stato abbandonato l’obiettivo principale della costruzione della casa di riposo e non vi è traccia di un piano di sviluppo aziendale;
4. Si fanno sempre più evidenti problemi di carattere finanziario.

Poiché non esiste un efficace piano di ristrutturazione, che altrimenti avrebbe già dato i suoi frutti, gli amministratori potranno affrontare tale mancanza di liquidità in soli due modi: o chiedendo ulteriori affidamenti bancari, ma si dubita che in tale situazione ci possa essere una banca disposta a finanziare ulteriormente la società, oppure cedendo qualche terreno per fare cassa.
Riservandoci eventualmente di entrare nel merito sulla legittimità amministrativa della cessione di terreni di provenienza pubblica e vincolati al progetto di realizzazione della casa di riposo, ci si interroga sulla natura di tali tipi di operazioni, alla luce della situazione in cui versa la società.
Essa infatti con tali eventuali cessioni venderebbe quelli che dovrebbero essere gli strumenti della propria attività, cioè i beni patrimoniali che si sarebbero dovuti valorizzare in funzione della casa di riposo.
L’eventuale cessione di terreni sarebbe il sintomo evidente di uno stato di insolvenza che è il presupposto oggettivo di una dichiarazione di fallimento, infatti 
“lo stato di insolvenza si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni”.
La stessa Cassazione (Sez. I, 4 marzo 2005, n. 4789) afferma che “lo stato di insolvenza dell’imprenditore commerciale, quale presupposto per la dichiarazione di fallimento, si realizza in presenza di una situazione di impotenza strutturale e non soltanto transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni a seguito del venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie alla relativa attività, mentre resta in proposito irrilevante ogni indagine sulla imputabilità o meno all’imprenditore medesimo delle cause del dissesto”.
La cessione di un cespite patrimoniale che avrebbe dovuto essere oggetto di valorizzazione funzionale alla costruzione della casa di riposo per coprire semplici problemi di carattere finanziario derivanti dall’assenza di un piano industriale, è da considerarsi un’operazione non normale, indice di insolvenza.
In caso di realizzazione di tali tipi di cessioni patrimoniali si manifesteranno problemi di responsabilità per amministratori e sindaci, non escludendo ripercussioni sullo stesso acquirente.

 
Di Admin (del 19/01/2008 @ 13:26:14, in Redazionale, linkato 2691 volte)

 

Perché a volte vedevamo una fetta di pane di segale sul calorifero a riscaldare.
Per la cena.

Perché alcune notti andavamo ad aspettare l’alba sui nostri monti. Al buio. Con la pila. O la luna.
Perché delle cose che condividi, delle tante parole, rimangono sempre solamente piccoli segni.
Immensi.
Dentro occhi e mani piccole. Dover conoscere, e non saper imparare.

Anche ai colonnati della politica. 
Con un dizionario incomprensibile.
Senza aver annotato cosa significasse “visibilità”, “clientelismo”, “realismo politico”.
Sempre solo discorrere della parte degli ultimi. Di servizio e di fallimento.
Di studio, di professionalità.
Di uomini liberi. 

Perché l’energia dell’universo ha un bisbigliio muto e cantilenato.
Perché i Suoi pensieri non sono i nostri. 
E nemmeno le vie sono le stesse. 

Perché capita che venga tolto il potere. 
Che cambi il lavoro.
Ed é un dono. 
Una benedizione.

Palesarsi che le donne e gli uomini non sono le cose che costruiscono. E che quello è solo un viatico. Un modo colorato di annusare i segreti della clorofilla. 
E con lei quelli del sole. 
Della strada di casa.
Del calore sotto il mantello.

Perché a volte vedevamo una fetta di pane di segale sul calorifero a riscaldare.
Per la cena.

Con la collana della Vita in un solo fermaglio. 
E quel corpo intubato liberava l’anima di un uomo. 
Marchiandoci.

Come, con gli agnelli.
In certi giorni di quasi primavera.

 
Di Admin (del 29/08/2008 @ 16:10:13, in Redazionale, linkato 4934 volte)
Non so più a cosa pensare. La mediocrità, abbiamo capito, è l'espressione dell'odierna democrazia. In paese poi da quando tutti hanno gridato "alla gogna!" si è generata una certa confusione, che ha impedito di confrontare non pretendiamo gli ideali, ma almeno le idee di chi scendeva in campo. Tutto ancor oggi si fonda sulle voci, sul pettegolezzo. Di questo vivono i morti viventi. Non si emerge mai dalla foschia e gli straccivendoli occupano gli scranni del potere. Il problema è che hanno solo qualche straccio sporco da piazzare e della pubblica amministrazione non capiscono quasi nulla. A parte forse i compensi. Si respira un certo malcontento. Il paese sta vivendo una depressione profonda come quella caspica e oltre. La raggiungiamo goccia a goccia. Centimetro dopo centimetro. Un cristallo di sale dopo l'altro. Prima abbiamo visto l'inaugurazione dei nuovi ambulatori. Grazie al cielo ed all'iniziativa del Dott. Rossini, che li aveva già praticamente completati prima di dimettersi. Se non fosse stato così se li sarebbe mangiati qualche imprenditore sottoponendo all'amministrazione i soliti computi metrici dimostranti quanto i preventivi fossero sottostimati. Poi abbiamo rivisto, a nemmeno un anno di distanza, la stessa inaugurazione. Negli ambienti marinari il varo da rifare sarebbe stato un cattivissimo presagio, come del resto impiccare due volte la stessa persona nel far west. Ma probabilmente i nostri pensionati d'argento si sono solo dimenticati. Qualche piccolo contatto neuronale venuto meno. Comunque c'è il geriatra in Giunta, perciò niente paura, le iniziative fioccano comunque. Un piccolo segno, ad esempio. Affittare il centro civico per festeggiare il compleanno dei propri bambini non costa più 50 euro, bensì 150, perciò la struttura non viene più utilizzata dai cittadini, che preferiscono il meno esoso mac donald. Non mi è chiaro se l'obiettivo è cacciare la gente dal Livatino o cercare di mettere le basi per un turismo d'elite. Dalla qualità nella cura dei dettagli un altro esempio. I monitor che trasmettono le informazioni del Comune diventano neri sotto il sole (e fin qui ad alcuni potrebbe anche sembrare una cosa normale), ma ora presentano sinistre macchie di cristalli liquidi disciolti anche nelle ore più fresche della giornata e persino di notte. Ancora un paio di stagioni e saranno completamente illeggibili. Forse un sintomo. I dettagli che si notano sono variopinti. L'erba in certi luoghi ha assunto un aspetto veramente selvaggio. Molti romantici scriverebbero sfavillanti versi. Sulla linea del tram in molti dicono di aver avvistato lo yeti. Probabilmente si trattava soltanto di un cantoniere che con bastoni, pietre scheggiate ed encomiabile spirito di iniziativa personale cercava di rendere agibile il sentiero. Le gru spuntano come funghi nella taiga. Si sono accorti in molti che questa è l'ultima occasione per mettere in atto qualche speculazione edilizia dalle nostre parti. Il PGT incombe, non solo a Tavernerio, mentre la crisi del mattone arride agli speculatori. Acquedotto, impianti e relativa struttura tecnica, nonchè introiti della vendita dell'acqua li stiamo regalando a una società patrimoniale provinciale dimenticando gli sforzi e i risultati ottenuti con Service 24. Lo stiamo facendo subendo il tutto come qualcosa di inevitabile, senza nemmeno andare agli incontri periodici di programmazione. In italia decine di migliaia di persone in movimenti organizzati si stanno opponendo a questo, ma da noi non se ne parla, perchè l'argomento è troppo complesso per poter dare adito a pettegolezzi. Lo scuolabus diventerà un piedibus. L'iniziativa è virtuosa non solo sotto il profilo ecologico. Fra un paio d'anni di allenamento forse selezioneremo gli studenti che avranno sviluppato maggiore attitudine alla marcia per candidarli a vincitori delle olimpiadi di Londra. Chissà, magari i bambini di Ponzate e quelli della Gilasca maggiormente dediti al piedibus riusciranno anche scalare tutti i quattordici ottomila. Sono occasioni da non perdere. La bella mensa dove persone accorte, dipendenti di AB, curavano ogni dettaglio, dall'acquisto delle materie prime al servizio in tavola è regredita al catering di basso rango. per emanciparci dal quale tanto avevamo faticato. Naturalmente il servizio è stato affidato dal CDA di Angelo Borella SpA senza una regolare procedura di evidenza pubblica. Anche la schoolcard verrà appesa al chiodo e in sua vece si rispolvereranno i buoni pasto prepagati. Probabilmente ne hanno trovato uno scatolone in archivio. I servizi sociali stanno per essere spenti. Almeno nella loro unica struttura organizzata. Forse, se va bene, torneremo ad avere un assistente sociale in Comune, che da solo farà quello che potrà fare nelle sue trentasei ore settimanali, quando non sarà assente per ferie, malattie e ragioni personali. La rete di volontariato gestita da AB si sta smagliando. Nessuno porterà più i nostri amici bisognosi presso le strutture sanitarie per terapie o esami. Ma la voce degli ultimi è difficile da fare sentire ed anche da ascoltare. La casa di riposo, che in molti auspicavano, diventerà a brevissimo un sogno irrealizzabile. Peccato, eravamo a un passo dal poter vedere nel nostro territorio una struttura che vorrebbero in molti comuni. Non si potrà mai più fare perchè l'area sulla quale avrebbe dovuto sorgere diventerà inedificabile col nuovo PGT. Le grandiose conquiste nell'ambito del sociale sono, per ora, costate circa un milione di euro dei cittadini di Tavernerio. Liquidare AB costerà ancora molto, col rischio di svendere il patrimonio immobiliare della comunità. Ma anche questo è troppo complicato per raccontarlo dal parrucchiere o davanti al caffè. La gente in gamba che si era prestata alla crescita del nostro villaggio se ne va. Per fortuna lindi occhi elettronici nuovi di zecca immortaleranno per i posteri le azioni di chi rimane. Contemporaneamente le larve del bostrico hanno roso e ucciso gli abeti. Alla Plinia hanno piantumato nuovi alberi. Giovani leve, di specie diversa, che lasciano intuire un futuro meno ombroso e, soprattutto, privo di larve di parassiti. Un segno anche questo. E la radio canta, curo le foglie, saranno forti, se riesco ad ignorare che gli alberi son morti... Uno dei trecentocinquantuno
 
Di Admin (del 12/11/2008 @ 15:03:18, in Redazionale, linkato 3612 volte)



San Martino, patrono di Tavernerio.

Da una scatola di latta.
La storia di San Martino è un archetipo nascosto nella nostra anima: una storia semplice di generosita'. Un esempio facile comprensibile, lucido e senza discussioni. Una luce nella notte dei tempi. Forse la vediamo così perchè all'asilo le maestre di una volta la storia di San Martino ce la fecero vedere coi mezzi audiovisivi che i tempi mettevano loro a loro disposizione. Da una vecchia scatola di latta sono emerse le filmine del nostro asilo Bagliacca.
 
Di Admin (del 18/09/2009 @ 16:11:10, in Redazionale, linkato 2524 volte)
Immagini scattate in data odierna.









 
Di Admin (del 21/11/2009 @ 16:46:48, in Redazionale, linkato 3967 volte)
Nelle prossime settimane arriverà, presumibilmente in ogni casa, un “voluminoso” documento redatto dal Sindaco e dall’Amministrazione Comunale.
E’ un fatto di notevole importanza che risponde ad una possibilità offerta dalla legge e rappresenta, insieme ai contenuti del sito comunale pubblicato su Internet, il primo sforzo di rendicontazione sintetica delle scelte operate in nome del bene pubblico.
Ci permetteremo di parlarne qui, per provare a capire cosa dovrebbe evidenziare ed esporre questo documento predisposto in nome dei cittadini, per informali, pagato con le risorse dei cittadini.
Perché forse mentre qualcuno ammazza, incendia e getta bombe molotov, è fondamentale capire sinteticamente cosa l’Amministrazione Comunale ha fatto in questi anni.
Ci facciamo aiutare dalla definizione contenuta nelle “ Direttiva 17 febbraio 2006 a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri” ed indirizzata anche a tutti i Comuni dì’Italia. Dal paragrafo quarto:


4. INDICAZIONI OPERATIVE PER LA REALIZZAZIONE DEL BILANCIO SOCIALE


I. Significato e contenuti del bilancio sociale

Il bilancio sociale serve a rendere conto ai cittadini in modo trasparente e chiaro di cosa fa l’amministrazione per loro. Rispetto al bilancio tradizionale, che riporta dati economico-finanziari difficilmente comprensibili dal cittadino, il bilancio sociale deve dunque rendere trasparenti e comprensibili le priorità e gli obiettivi dell’amministrazione, gli interventi realizzati e programmati, e i risultati raggiunti.

Gli elementi che caratterizzano il bilancio sociale sono:


• la volontarietà;

• la resa del conto degli impegni, dei risultati e degli effetti sociali prodotti;

• l’individuazione e la costruzione di un dialogo con i portatori d’interesse.


Per meglio comprendere ancora leggeremo anche quanto osservato del Ministero Dell’interno nelle LINEE GUIDA PER LA RENDICONTAZIONE SOCIALE NEGLI ENTI LOCALI. Testo approvato il 7 giugno 2007. Capitolo secondo paragrafo 9:


Tra gli strumenti di responsabilità sociale il Bilancio Sociale rappresenta l’esito di un processo e non un documento fine a se stesso: “Il bilancio sociale è l’esito di un processo con cui l’amministrazione rende conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse in un dato periodo, in modo da consentire ai cittadini e ai diversi interlocutori di conoscere e formulare un proprio giudizio su come l’amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato”.


Sinteticamente possiamo dire che è uno strumento per capire cosa una Amministrazione Pubblica, nel nostro caso l’Amministrazione Comunale, ha fatto di “nuovo” nel suo mandato. Spiega quanto ha prelevato di imposte, come le ha spese, che servizi ha potenziato, quali sostituiti, quali creati ex novo per i più svantaggiati, per l’ambiente, per la sicurezza, del il patrimonio pubblico, per la scuola e gli asili, per il tessuto produttivo, per le risorse idriche.

Invitiamo tutti ad andare a leggere la bozza di “Bilancio Sociale” che si può leggere sul sito comunale (www.comune.tavernerio.co.it) che appare, per ora, un compitino delle vacanze, pieno di foto colorate e tanti numeri ammucchiati. Un numero speciale del “giornalino comunale”. Ma sicuramente è una prima stesura. Nell’edizione finale siamo certi si avrà cura di tenere conto delle raccomandazioni istituzionali sopra citate.




 
Di Admin (del 15/03/2010 @ 15:11:28, in Redazionale, linkato 3332 volte)

protocollo Comunale 10580 del 1 ottobre 2009

Trasmissione via mail a bilanciosociale@comunetavernerio.co.it

Premesse:
  1. Il bilancio sociale non è una illustrazione diretta delle condizioni dei servizi pubblici locali presenti sul territorio a favore della popolazione in un dato momento. Essi infatti possono essere stati resi presenti  o precedentemente”predisposti”  da altri soggetti. Il bilancio sociale di una amministrazione evidenza l’ ”incremento di beni e servizi” favoriti dal lavoro amministrativo, quando e là dove questo incremento c’è stato.
  2. Conseguentemente il bilancio sociale non è neppure l’illustrazione di come e se è stato realizzato un programma elettorale: il programma elettorale potrebbe essere stato mal concepito. E’ il rilevo dell’incremento di una “crescita civica” delle condizioni complessive di vita, non solamente economica.
  3. Presentare un bilancio sociale che non evidenzia chiaramente i “plus” e i “minus” è di per se stesso un atto puramente retorico indice di poca comprensione dello strumento utilizzato, peggio rivela incoscienza amministrativa. E’ uno strumento facoltativo nell’adozione, non certo nel merito dell’utilizzo. Certamente non è l’“allegato” di una campagna elettorale o del “ Giornalino Comunale” nella sezione “ il Sindaco e gli Assessori comunicano”.

Esiste quindi una prima critica di fondo sull’insieme della presentazione dei dati predisposta e qui proposta, che non mettono in risalto se, dove e come sia stato posto in essere una presa di vantaggio civica.
Nonostante questo, in modo non diretto, si possono ricavare indicazioni “ plus- minus” dall’analisi dei dati proposti nella “bozza”.

1. Involuzione nella gestione della ricchezza e degli strumenti finanziari

a. Aumento considerevole della pressione tributaria: nel quinquennio un aumento del prelievo complessivo per la sola addizionale comunale IRPEF di oltre un milione di euro, indice di una incapacità a governare la spesa corrente affidandosi ad automatismi di prelievo sui redditi.

b. Disattenzione tariffaria:
la gestione di quella idrica rappresenta l’incapacità di utilizzare i margini possibili per condurre il servizio in pareggio: il solo disavanzo idrico supera gli incrementi avuti con l’aumento dell’addizionale IRPEF, questo dimostra incapacità di gestione dei costi dei servizi che devono tendere al pareggio (vedi Tia).
Le condizioni per un riequilibrio dei conti idrici ci sono da anni in Service 24spa, ma questa amministrazione non ha saputo fare le relative messe a punto.
La stessa situazione c’era per la Tassa Rifiuti Solidi Urbani fino al 1996. La creazione della società e della piattaforma ha permesso di avere il pareggio di un servizio industriale diversamente dalla soluzione precedente, indiscutibilmente inaccettabile.

c. Appesantimento spesa corrente comunale:
la spesa corrente comunale annuale è aumenta di un milione di euro, segno evidente che non solo non ci sono stati risparmi di spesa corrente (incapacità organizzativa), ma che l’aumento dei costi non ha dato aumento di prestazioni e  servizi.
Indice davvero di una modello di gestione delle risorse assolutamente tornato agli anni ’90 con costante aumento della spesa senza controllo.
E un dato allarmante che rischia di diventare difficilmente comprimibile nei prossimi anni.

d. Mutui aggiunti a spesa corrente:
Gli ottimistici intendimenti di aumentare la spesa in conto capitale per contenere la spesa corrente appaiono qui decisamente fallimentari.
Nessuna opera pubblica significativa è stata iniziata a fronte di un indebitamento eccessivo, non rispettoso del patto di stabilità, oggetto di richiamo della Corte dei Conti e dell’organo di Revisione interno.
Il bilancio di previsione 2009 largamente inattendibile e giunto ad una progressiva asfissia operativa dimostra questa involuzione del modello finanziario avvenuta in questi anni.

e. Inerzia patrimoniale e disattenzione alla rendita. Appiattimento sugli Oneri e i Piani Integrati.
Le “ammissioni di rivalutazione del patrimonio” operate nel corso dei bilanci ha preso nota contabile degli incrementi apportati delle attività che hanno preceduto questa esperienza amministrativa, registrandone i significativi aumenti.
Nonostante questo mancano ancora all’appello diversi cespiti “trascurati” come ad esempio il complesso di oltre 20 appartamenti delle “Case Rosse”, l’acquisita rete del metano, il reale valore della piattaforma.
Per quanto riguarda poi la rendita di un patrimonio del valore reale che si avvicina ai 20 milioni di euro, siamo a percentuali che sfiorano a mala pena l’uno percento, soprattutto grazie all’affitto delle piattaforma ecologica, che questa amministrazione nulla ha fatto per potenziare e salvaguardare.
Il ricorso pesante alla monetizzazione degli oneri (procedura totalmente sprovvista di strumenti reali di controllo da parte dell’Ente) ed all’incapacità di proposta attiva sui Piani integrati (quelli sviluppati sono stati ereditati) ha privato l’Ente di risorse e di iniziativa partendo dall’importante opportunità del governo del territorio.

Appare evidente una involuzione di questi anni verso una conduzione superficiale e “astensionista” che ha ricondotto la gestione finanziaria della “cosa pubblica” a puro strumento referenziale verso se stessa senza continuare l’intento fecondatore ereditato.
Questo sicuramente il dato macroeconomico risultate che ha cercato di riportare la conduzione economica e finanziaria dentro schemi superati e non più attendibili. I dati complessivi certificati e i richiami della Corte dei Conti ne sono puntuale conferma.

Il Consigliere di Taverneriocittà
Giovanni Aiani
 
Di Admin (del 15/03/2010 @ 15:38:48, in Redazionale, linkato 4222 volte)
protocollo Comunale 10580 del 1 ottobre 2009

Trasmissione via mail a bilanciosociale@comunetavernerio.co.it


2. Involuzione amministrativa e di governance


Gli organismi di “corredo” (gli enti partecipati) non sono stati aumentati e neppure sviluppati:
L’amministrazione si è ritrovata strumenti che non ha provato a conoscere e utilizzare, ne tanto meno a sviluppare: la rete dei Centri Civici, il trattamento dei rifiuti, la gestione dell’acqua, il Consorzio di Polizia, il Poliambulatorio, Comodepour.
In tutti questi casi si è arretrati ad una conduzione minimale, vicina alla chiusura e sempre abbandonando alla gestione “privata discrezionale” il funzionamento delle stesse.
Solo nel Consorzio di Polizia si è ospitato un nuovo socio, mentre del “bacino di Service 24” non si è saputo coinvolgere altri Enti nei servizi come quello idrico per esempio, stante l’inerzia di fatto dell’Ato.
I risultati sono stati  negativi in termini di prestazioni e di risultato economico.
Ulteriore riprova di nessun progresso amministrativo e di politica dei servizi.

L’offerta infrastrutturale è rimasta ferma (Nuovo palazzo comunale, Nuova tesoreria e Banca, nuovi Uffici Postali, archivio Comunale, magazzino logistico per le manutenzioni).
L’immobilismo si è poi espresso in un disimpegno totale su compiti Istituzionali (Archivio Comunale) e di potenziamento (Nuova Posta) lasciando il posto a piccoli aggiustamenti di facciata senza poter sfruttare le opportunità economiche e logistiche di una offerta nuova per i cittadini.
In questo senso questi anni amministrativi sono stati caratterizzati da un immobilismo progettuale di contenuti che ha riportato l’Ente locale in una posizione marginale rispetto alla creazione di infrastrutture da mettere al servizio della comunità.

Il Consigliere di Taverneriocittà
Giovanni Aiani
 
Di Admin (del 15/03/2010 @ 15:41:06, in Redazionale, linkato 2156 volte)
protocollo Comunale 10580 del 1 ottobre 2009

Trasmissione via mail a bilanciosociale@comunetavernerio.co.it

3. Involuzione della presenza nel tessuto sociale ed educativo


Incapacità di gestione del Angelo Borella Spa:
la gestione della spa di servizi alla persona rappresenta il marchio di scarsa sensibilità e incapacità progettuale di questa amministrazione.
4 anni per non riuscire a capire cosa e come fare con le risorse precedentemente  messe a disposizione, eliminando servizi ai più deboli, senza comprenderne le potenzialità economiche, di servizio civico e di creazione di posti di lavoro.
La recentissima difficoltà dei comuni vicini di dare risposte accettabili in ambiti specifici dei servizi sociali avrebbe dato, come già stato per i rifiuti, e in parte per la sicurezza e l’acqua, la possibilità di cominciare a costruire i contorni di un quadro contabile sostenibile.
Per un Ente locale Il punto non è ovviamente dare servizi ai cittadini se questi servizi sono “economicamente possibili”, ma creare condizioni patrimoniali che permettano una conto economico che “crei servizio”, soprattutto a favore di chi ha più bisogno.
Oltre a questa critica di fondo che marchia questo bilancio sociale come un risultato poco “civile” e sicuramente “molto superficiale”, c’è anche il peggiorativo di non essere in un lustro riusciti comunque  a sistemare  l’insieme  della società dandogli nuovi e definitivi equilibri, anche nella sua liquidazione. Incapacità di comprensione unita a incapacità amministrativa e societaria.

Nodo irrisolto scuola dell’infanzia e nido:
si riportano asetticamente i numeri dei frequentanti le strutture della scuola d’infanzia e del nido.
Come accennato nelle premesse non si tratta tanto di riempire dei fogli con numeri, ne tanto meno di avere comunque qualcosa da dire sull’argomento.
In questo campo nulla è stato fatto, ne una riflessione seria, ne uno studio di fattibilità neppure una lettura ragionata di due strutture che hanno secoli di vita, privi della possibilità di essere messi a norma, privi di sicurezza nel controllo degli accessi, privi della possibilità di un reale piano di offerta formativa dedicata.
Questo tema, decisamente prioritario, dimostra ulteriormente il carattere anoressico di questa conduzione amministrativa.

Ritorno ad una politica autoreferenziale dell’Assessorato:
il ritorno all’interpretazione dell’assessorato ai servizi sociali come espressione personale dell’Assessore con strumenti come le delibere di Giunta per rispondere ai problemi della comunità e un assistente sociale che dovrebbe riassumere competenze amministrative, legali, educative, riabilitative, cliniche, sindacali, in tema di integrazione e accoglienza, di lotta all’alcolismo, di mediazione famigliare, di assegnazione di contributi, di gestione delle dinamiche legata agli alloggi. Competenze che ovviamente non può possedere.
Il risultato è un ritorno ad una politica sociale del tutto marginale per i cittadini, fatta di riflettori puntati sulla discrezionalità personale, che ha anche avuto qualche inciampo penale e molti li rischia continuamente.


Il giudizio che viene dai dati e dagli atti amministrativi, dalla Corte dei Conti, dai Revisori dei Conti e dall’analisi dei servizi appare improntato a rilevare una scarsissima capacità propositiva, una superficialità nello sviluppo delle dinamiche esistenti e nella proposta di un paino d’insieme organico, incisivo, contabilmente corretto e legittimo.
L’incremento di beni e servizi appare davvero complessivamente vicino allo zero, quando non addirittura negativo.

Il Consigliere di Taverneriocittà
Giovanni Aiani
 
Di Admin (del 29/09/2010 @ 19:00:40, in Redazionale, linkato 3880 volte)


La scorsa estate è stato pubblicato il volume “Tavernerio - Toponomastica storica”, scritto da Rita Pellegrini, appassionata concittadina che ha dedicato molti anni di ricerca e studio alla realizzazione di tale importante documento sul nostro paese.
La prima parte del libro, dalla quale è tratto il breve testo sotto riportato, contiene precisi profili storici relativi agli abitati di Tavernerio, Solzago e Ponzate, mentre la seconda   consiste in una dettagliata indagine sull’origine ed il significato dei nomi dei luoghi del nostro territorio (toponomastica). Completano l’opera numerose fotografie storiche, pazientemente raccolte da Sergio Gatti attraverso ricerche capillari ottenendo il contributo di molti cittadini del luogo, che hanno messo a disposizione i propri ricordi di famiglia.
L’ultima parte dell’opera, ma non per questo meno interessante, è costituita da una serie di mappe inedite ed appositamente realizzate da Flavio Maesani, sulle quali si collocano i toponimi descritti nel testo.

"Le vicende trascorse di Tavernerio e Solzago ci inducono a tracciare un quadro storico comune dei due paesi, i quali costituirono per molti secoli un'unica entità civile e che vennero separati amministrativamente soltanto dopo la metà del Settecento. Le prime testimonianze cartacee dei loro nomi risalgono al secolo decimosecondo. Di Solzago troviamo notizia in una pergamena del 1143 relativa ad una permuta di immobili effettuata tra la chiesa comasca di S. Giovanni in Atrio da una parte ed Aldo Aiani con Crescenzo Ferrari, entrambi de loco Sulzago, dall'altra. A cinquant'anni dopo (1193) risale invece la prima citazione nota di Tavernerio, fatta a proposito del suo castello, il Castrum Tabernarii.
Riguardo all'origine etimologica dei nomi dei nostri paesi, si è già sostenuto da più parti che Tavernerio sarebbe termine ricollegantesi al latino Tabernarius e che troverebbe quindi la propria radice nel sostantivo taberna, nel senso di bottega. Migliore proposta interpretativa non è stata fino ad ora avanzata e noi accoglieremo tale ipotesi, retta anche dall'osservazione che il luogo poteva costituire alle sue origini una via di sosta lungo la strada che già in epoca romana collegava Bergamo e Como. In Solzago, come per tutti i toponimi con desinenza gallica -acus, si può riconoscere una forma aggettivale del nome gentilizio Sulcius o Saltius. Alternativamente è proponibile un accostamento con la forma caledoniana Solusach, che ha significato di luminoso ed indicherebbe pertanto la felice esposizione del paese alla luce solare. [...]
Il nome di Ponzate, che si vuole etimologicamente derivare da una forma aggettivale del gentilizio romano o dalla voce latina Pontiuspons (ponte), si trova citato per la prima volta nel 1193 a proposito del già nominato Castrum Tabernarii, di cui il governo comasco ordinò in quell'anno l'ampliamento. Fra gli uomini che avrebbero costituito manovalanza nell'opera programmata erano compresi anche quelli di Ponzate e di Casina. Quest'ultima località costituisce oggi, insieme a Chiassino, una delle due frazioni ponzatesi, ma nel medioevo veniva spesso nominata in modo esplicito e distinto da Ponzate, forse anche a causa del fatto che, rispetto al nucleo abitato del comune di riferimento, si trova geograficamente decentrata."


Informazioni bibliografiche


Titolo    Tavernerio toponomastica storica
Autore    Rita Pellegrini
Editore    Arti Grafiche Sampietro sas
ISBN    8887672261, 9788887672268

Per acquistare il volume contattare il numero 031 301897
 
Di Admin (del 30/04/2011 @ 17:18:58, in Redazionale, linkato 7298 volte)



LISTA N. 2




un voto ai progetti


CANDIDATO SINDACO

FRANCESCO AGOSTINELLI


CANDIDATI CONSIGLIERI

Fabio Rossini
Flavio Brambilla
Natale Butti detto Dario
Roberto Colombo
Antonio Rubin
Anna Marin
Claudio Ostinelli
Fabio Brenna
Andrea Avanzi
Ugo Angelo Magri




Indicare un programma elettorale è ricercare un consenso.
Crediamo che tale consenso debba compiersi sulle idee, sui progetti.
Perché tutte le persone possano con il voto e la partecipazione, oltre a lavorare per migliori servizi, sentirsi portatrici di un progetto da tenere da pensare, da sviluppare. Da amare.
Scegliendo così, già nel loro pensarsi, di divenire più generose e libere.
Questi progetti contribuirebbero a tutti gli sforzi da continuare a dedicare per la valorizzazione del patrimonio comunale, per la tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini.
Alcune realizzazioni sono già parte integrante della vita della comunità (centri civici, possesso e disponibilità della piattaforma ecologica, possesso delle rete di distribuzione del metano, centri sportivi, plesso del polo scolastico, poliambulatorio), altre ancora mancano all’appello, come un palazzo comunale correttamente dimensionato, un ufficio postale adeguato, una proposta comune organica per la vita quotidiana di coloro che affrontano la terza età. Questi elementi di cultura civica continueranno a restare come domande poste all’intelligente responsabilità di chi vuole mettersi al servizio della comunità.

Giova tenerli sempre presenti.
Giova studiare e proporre progetti.
Giova tenere sempre pensieri da pensare.

 

i Cittadini sono invitati il
10 maggio alle ore 21 in Auditorium
al dibattito pubblico fra i tre candidati Sindaci

 
Di Admin (del 02/05/2011 @ 14:29:52, in Redazionale, linkato 2008 volte)
 
Di Admin (del 02/05/2011 @ 14:30:57, in Redazionale, linkato 2144 volte)
 
Di Admin (del 02/05/2011 @ 14:32:12, in Redazionale, linkato 2191 volte)
 
Di Admin (del 05/05/2011 @ 21:28:13, in Redazionale, linkato 2089 volte)
 
Di Admin (del 11/05/2011 @ 21:46:25, in Redazionale, linkato 1689 volte)
Incontro pubblico 10 maggio 2011 - Auditorium
Intervento di Fabio Rossini


In questo momento , che vede in campagna elettorale tre candidati sindaci, vorrei proporre loro un tema  molto importante che riguarda il rispetto della democrazia nella vita amministrativa del comune. Il tema è molto importante soprattutto per le minoranze, per le quali è vitale poter  utilizzare i canali istituzionali di partecipazione alla vita amministrativa. Quando si parla di partecipazione democratica delle minoranze,  qualcuno ( in  particolare, naturalmente, chi si trova in maggioranza)  potrà pensare che ciò significhi aprire  le porte ad una opposizione precostituita, al boicottaggio, alla perdita di tempo, in ultima analisi al rallentamento e all’insabbiamento del progetto politico della maggioranza pro tempore. Se in qualche occasione  partecipazione minoritaria può avere avuto solo questo significato, è invece da sottolineare con forza l’importanza anche della critica nel buon svolgimento della vita democratica. Ma  soprattutto è importante l’apporto costruttivo che le minoranze possono dare alla buona gestione della cosa comune: chi ha detto che la minoranza può solo criticare la maggioranza? E’ davvero inconcepibile che la minoranza  possa anche fare proposte intelligenti e concordare con la maggioranza percorsi di lavoro perfettamente compatibili con le esigenze della maggioranza? Nel pieno rispetto  dei rispettivi ruoli istituzionali.
L’atteggiamento della amministrazione uscente è stato improntato ad una sostanziale chiusura alla partecipazione democratica delle minoranze. Lo si è visto a vari livelli tra i quali  sottolineiamo:
1)  la mancata convocazione dei capigruppo.
La riunione periodica dei capigruppo ha lo scopo di mettere al corrente i capigruppo dei progetti in corso di sviluppo all’interno della Amministrazione, e recepirne i commenti e le proposte, oltre alle critiche. Durante questo mandato elettorale,  tali convocazioni, dopo la prima per altro male organizzata e inconcludente, non si sono mai verificate.
Vorremmo  a tal proposito conoscere quale tipo di impegno sarà preso in tale senso dai candidati Sindaci.
2) la censura operata sugli organi  di divulgazione istituzionale del Comune. 
In occasione della consultazione dei  portatori di interesse ( rappresentanti di associazioni, parrocchie, scuole o enti di rilevanza sociale) nella stesura del Bilancio Sociale di Mandato, il parere espresso da Taverneriocittà non venne pubblicato in quanto giudicato non pertinente. Esso conteneva un giudizio ampiamente documentato,negativo, ma che diritto ha il Sindaco di giudicare un parere di una minoranza e soprattutto di  censurarlo?
3) la  discriminazione nella composizione della Assemblea dei soci della Fondazione Angelo Borella
La Fondazione Angelo Borella gestisce la Scuola dell’Infanzia di Solzago. Essa era socio della Società Angelo Borella (ora liquidata dalla Amministrazione uscente), ed è dotata di un capitale sociale importante di circa 5 milioni. E’ amministrata da un consiglio di amministrazione di quattro persone e da un’assemblea dei soci che lo elegge. Nel 2006 l’entrata di numerosi soci nella Assemblea, molti facenti capo a Taverneriocittà, fu bloccata con ogni mezzo ricorrendo a espedienti legali. Il Sindaco partecipo’ alla farsa per poi chiedere la esclusione delle sua figura dal Consiglio di Amministrazione, di cui il Sindaco fa parte per statuto come  membro di diritto. Non è questa la sede di ricostruire tutti gli umilianti passaggi di questa esclusione “politica” di persone di Solzago che potevano cambiare col loro voto la composizione del CDA della Fondazione. Basta però ricordare che al loro posto vennero accolte le domande di adesione di molte altre persone  della cerchia degli amministratori uscenti.
Ai candidati Sindaci sottoponiamo questo episodio non per riproporre delle persone  e neppure per rivendicare le discriminazioni subite. Vogliamo invece che essi siano ben consapevoli delle problematiche  connesse con la Fondazione Angelo Borella: sebbene la Fondazione sia infatti un Ente privato giuridicamente, essa di fatto è per Statuto un Ente di interesse pubblico .
Infatti essa
1)  gestisce una Scuola di Infanzia non alternativa alla Scuola comunale (L’asilo comunale non è in grado di ospitare tutti i bambini del Comune di Tavernerio),
2) possiede un patrimonio ingente  derivante dalla liquidazione della Società Angelo Borella (che era composta da due soci: il Comune di Tavernerio e la Fondazione Angelo Borella)
3) riceve  contributi sostanziosi annuali dal Comune di Tavernerio.

Chiediamo  pertanto  al futuro Sindaco di riconsiderare l’intero comparto tenendone presente la valenza pubblica e quindi il suo pensiero sulla correttezza democratica della gestione e sul  suo ruolo istituzionale all’interno del CDA.
 
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