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  • Quante strade dovrà farsi a piedi un uomo, prima che tu lo possa chiamare uomo... la risposta, amico mio, soffia nel vento.

    Bob Dylan

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\\ : Storico : Archivio redazionali (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 27/06/2007 @ 20:22:26, in Archivio redazionali, linkato 3420 volte)

La storia della foglia di ficus.



All’incontro tenuto con un poco di ritardo sull’orario indicato, hanno partecipato il vice sindaco Cosimo Prete, in veste di delegato dal sindaco Gianni Rossini, il capogruppo di maggioranza Anna Maria Antonacci ed i due capigruppo di minoranza Claudio Gatti e Giovanni Aiani.

Pur volendo cogliere la positività dell’applicazione della lettera dello statuto comunale, finora disattesa, appare impossibile non notare che l’incontro ha avuto il carattere della “chiacchierata” da sala da tè.
La sala invero era poco accogliente, con i tavoli dell’ufficio segreteria “impegnati” in gran parte, sopra e sotto, dai classici “faldoni” stile impero.
Il vice sindaco ha dato la personale disponibilità a cominciare un cammino, anche di contenuti.
Staremo a vedere.
Si è stabilito di fissare un calendario di incontri: il prossimo è fissato per l’11 luglio prossimo.
Si è inoltre convenuto di fissare un insieme di ambiti tematici da formalizzare in ordine del giorno di convocazione.
E’ stata sottolineata dai capigruppo di minoranza l’indispensabilità di basare gli incontri su materiale documentale amministrativo, delibere di giunta soprattutto, ma anche determine dei responsabili di servizio, da mettere a disposizione in copia anche alle minoranze, escludendo le vaghe dichiarazioni di disponibilità o incerte prolusioni di auspici.
Gli ambiti tematici fissati sono:
1. dati ed atti amministrativi relativi alla partecipata Service 24 S.p.A.;
2. dati ed atti amministrativi relativi alla partecipata Angelo Borella S.p.A.;
3. dati ed atti amministrativi relativi al Consorzio di Polizia Alta Brianza;
4. dati ed atti amministrativi relativi alla Fondazione Asilo Angelo Borella;
5. dati ed atti amministrativi relativi all’insieme dell’”universo” scuola;
6. dati ed atti amministrativi relativi alla conduzione e al funzionamento del poliambulatorio;
7. dati ed atti amministrativi relativi all’attività e agli adempimenti del P.L. industriale di Urago;
8. dati ed atti amministrativi relativi agli adempimenti del P.L. Chiesa dell’Eucarestia;
9. garanzie di partecipazione e dotazioni logistiche per i gruppi di minoranza.

Constatata la piena disponibilità da parte del delegato del Sindaco e del capogruppo di maggioranza di farsi parte diligente in questo lavoro di recupero, anche se tardivo, di valenza democratica nella comunicazione ai gruppi consiliari, abbiamo aggiornato la seduta.

Solo due commenti.
a. Il sindaco Gianni Rossini, presente nel palazzo comunale si è limitato ad un “sorpreso saluto da lontano”, transitando verso l’adiacente suo ufficio. Seduta sul vaso di ficus, nell’ufficio di segreteria, la “musa” della democrazia non ha avuto nemmeno un fremito. Solo allargato le braccia sconsolata. Si è sentita, con un filo di voce stanca: “mi chiamano solo ogni tanto, alle elezioni, o a ai funerali. Poi si comportano come piccoli feudatari, con il loro codazzo di vassalli minori, valvassori e valvassini. E bottegai...”. Si è ricomposta con la testa fra le mani.
b. Ha sorpreso l’ammissione di Anna Maria Antonacci, capogruppo di maggioranza, che ha confermato di essere esclusa sistematicamente dalle riunioni della giunta.
Sotto lo stesso ficus, seduta, più nascosta dai rami bassi della pianta, si è scorta a quel punto anche un’altra figura, forse la “sirena” della politica, sicuramente privata delle sue ali, che di parlare non aveva affatto voglia. Scuoteva il capo e pareva parlare da sola.
Stava con la schiena appoggiata a quella della democrazia che prendendone le difese si raccomandò: “Non la disturbate...lei non la chiamano più nemmeno alle elezioni...la tengono solo per i funerali”.

Il Consigliere di Taverneriocittà

 
Di Admin (del 23/06/2007 @ 19:59:19, in Archivio redazionali, linkato 1476 volte)

 

Con una lettera datata 13 giugno, a firma del vice sindaco Cosimo Prete, viene convocata, dopo oltre un anno, la conferenza dei capigruppo consiliari per martedì 26 giugno prossimo, presso il palazzo comunale.
Sui contenuti dell’incontro informeremo tramite il nostro blog.
La richiesta, così come previsto dall’art. 12 comma 4 dello Statuto Comunale, era stata più volte e in diverse sedi avanzata dalle minoranze, ma l’affanno amministrativo aveva impedito anche la semplice apertura di un tavolo di dialogo.
Elemento decisamente in linea con un profilo amministrativo caratterizzato da chiusura o quanto meno da forte disagio.
Ora assistiamo al tentativo di riaprire un “orizzonte democratico” che possa permettere di discutere delle condizioni della partecipazione dei gruppi di minoranza alla vita amministrativa di Tavernerio.
Il fatto che l’attuale amministrazione sia retta sulla mancanza di un “voto della maggioranza assoluta della popolazione”, pur ovviamente senza lederne la piena legittimità, impone l’apertura ed il mantenimento di un confronto amministrativo assiduo. Non occasionale e non strumentale.
Il momento celebrativo del Consiglio Comunale appare infatti assolutamente inadatto all’approfondimento delle scelte amministrative, constatata del resto la “sobrietà” del numero di convocazioni annuali.
Potrebbe aprirsi un momento di “dialogo costruttivo”, che, escludendo ogni “pasticciato mucchio selvaggio”, già ormai ampiamente sperimentato da alcuni forzisti e sinistra locale, finisca per metter in condizione i cittadini di disporre di un sereno momento informativo circa le scelte amministrative. Fatte o disattese.
L’intendimento di Taverneriocittà non è mai stato quello di essere occasione di sterile polemica, ma piuttosto di verifica, controllo, a volte anche di proposta in direzione del bene comune.
Leggere l’ambito della minoranza come il luogo del “purgatorio politico degli sconfitti” è forse uno degli elementi che contribuiscono a privare le nostre comunità delle energie per poter essere nuovo e migliore motivo di servizio.
“Chiedere” le dimissioni di una compagine amministrativa è sempre un elemento che impone una riflessione responsabile, di fronte a profondi tradimenti del mandato elettorale sottoscritto con i cittadini.
Pur con le forti riserve sull’operato inefficace ed inefficiente di questa amministrazione, una sorta di “sonno amministrativo”, riteniamo che debba esistere “sollecitato” un ruolo significativo del servizio reso anche dalle minoranze.
La politica, anche quella amministrativa, ci ha insegnato che ogni mandato democratico è “a termine”. Sempre.
Consigliere di Taverneriocittà.

 
Di Admin (del 19/06/2007 @ 20:08:14, in Archivio redazionali, linkato 6574 volte)

 

Di seguito alcuni esempi di manutenzione del verde del bordo strada a Tavernerio.


A prescindere dalla mancanza del taglio, ma che addirittura "fioriscano" i cartelli di "STOP"...


Il nostro (?) Sindaco e i nostri (?) Assessori hanno evidentemente il pollice verde nel lasciar crescere addirittura oltre all'erba anche un fico sul bordo strada e badate bene, non sulla passeggiata della linea del tram, ma addirittura in centro paese in via Roma. Altro che fico eroico, fico "furbo"; è riuscito a farla in barba anche a quei furbacchioni di amministratori.


E questa è la situazione sul sentiero del Ponte dei Bottini:

 
Di Admin (del 19/06/2007 @ 12:51:08, in Archivio redazionali, linkato 2056 volte)

 

Dal 25 aprile, in via S. Fereolo, siglata da una croce celtica, campeggia questa scritta offensiva, non solo per gran parte della cittadinanza, ma, a giudicare dai manifesti esposti durante la Festa Nazionale, anche per i nostri amministratori.

Naturalmente non si può pretendere che vengano periodicamente passate in rassegna tutte le vie del paese, così si pensava che la preparazione delle strade per la festa di San Fereolo, sarebbe stata l’occasione per rimediare allo sfregio pubblico.
Purtroppo il 3 giugno la scritta era ancora lì, mentre le erbacce (che al confronto sono sempre fiori) erano state tolte. La pulizia non aveva certo interessato il muro imbrattato. Pulizia non è rendere accogliente un luogo e prepararlo per un evento speciale, con cura, ma fare un lavoro di routine.


Così, nel giorno della festa, tutti i cittadini del paese e le altre persone giunte da fuori che si recavano al Santuario, hanno potuto sentirsi doppiamente insultati (all’andata ed al ritorno), con gran soddisfazione dell’autore che mai avrebbe sperato in un tale successo di pubblico scegliendo la piccola e defilata via S. Fereolo.
Qualcuno della giunta si sarà recato ad una delle SS. Messe?
Qualcuno di loro sarà andato a toccare il miracoloso affresco?
Forse qualcuno di loro, accortosi della svista avrà pensato: “Che figuraccia! Che disattenzione, occorre rimediare: lunedì questa scritta va subito fatta sparire!”
Macchè: lunedì, martedì, mercoledì… la scritta era ancora lì e nemmeno le torrenziali piogge di questo giugno l’hanno cancellata.

Ora, giunti al 20 giugno e soddisfatte le parti della croce celtica, riteniamo sia il momento di mostrare rispetto per tutta la restante popolazione, che da questa scritta si sente quotidianamente insultata ed offesa. È tempo che questa venga cancellata e che la via torni ad essere pulita.

Lasciare tale scritta ingiuriosa per quasi due mesi è qualcosa di inconcepibile.
La cosa pubblica, cosa di tutti, è cosa di ognuno, ma ancora molti pensano alla vecchia equazione tipicamente italiana “cosa di tutti = cosa di nessuno”; alla stessa stregua una grave offesa a buona parte della popolazione passa inosservata quando invece dovrebbe essere percepita come doppiamente oscena nel suo rivolgersi ad ogni passante.

Se tuttavia si trattasse di un problema economico si può suggerire di utilizzare, per la pulizia, i fondi stanziati per la stampa dei manifesti “25 aprile 2008”, ché sarebbe, questo sì, un umile e sentito omaggio al giorno della memoria.

 
Di Admin (del 14/06/2007 @ 21:30:59, in Archivio redazionali, linkato 5019 volte)

 

Una lettera distribuita da due genitori. La pubblichiamo: è girata pubblicamente.
Mandata ad un pezzo della propria comunità per cercare di capire. Percepire se davvero ci si possa fidare delle parole. Della capacità di costruire aiuto e una vita fatta di voglia di vita.
Eppure questa comunità fatica a liberarsi delle paure per vestirsi della volontà di essere più al servizio delle persone.
Inebetita e balbettante con tra le mani fondazioni, società di servizio, società per l’acqua, società per pensare agli anziani.
I limiti di uno sguardo “inutile” di un’amministrazione comune si notano solo quando tocca i nostri interessi: i bambini, gli anziani, i malati, i disadattati.
E’ comprensibile, immediato.
Ma più facile ritagliarsi intorno “amicizie utili”, portare i polli all’Azzeccagarbugli, arrotondare le entrate con qualche lavoretto in nero o con qualche incarico, magari sfruttando la propria posizione di responsabilità.
E pensare che questo possa bastare.
Ma non sarà sufficiente. Forse basterà a crescere diverse donne e uomini ben nutriti. Magari non tutti e non tutti allo stesso modo. 
Ma sicuramente non formerà uomini liberi e responsabili.





Gent.mo 
Pres. Consiglio d’amministrazione
Scuola dell’Infanzia “Angelo Borella”
Tavernerio (CO)

e.p.c. : A tutti i genitori degli alunni



OGGETTO: Comunicazione chiusura estiva mese di agosto.

“ …Al fine di agevolare le famiglie, la scuola dell’infanzia sarà aperta tutto l’anno. Di norma i programmi ministeriali prevedono che l’attività didattica debba essere svolta nel corso di 10 mesi, pertanto durante i mesi di luglio e agosto la scuola fornirà un servizio di assistenza…”.
Uno dei motivi fondamentali che ci hanno spinto ad iscrivere i nostri figli presso il vostro istituto è stato proprio questo: la possibilità di usufruire di assistenza durante i mesi estivi, come specificato nel regolamento consegnatoci al momento dell’iscrizione. Ora ci troviamo, con grave disagio per la nostra famiglia, a doverci organizzare in altro modo, poiché ci é stato comunicato che questo servizio non verrà garantito.
Peraltro questa comunicazione oltre ad essere pervenuta con estremo ritardo, verso la metà del mese di maggio, non risulta essere sufficientemente esplicativa, perché sembra mettere in dubbio l’apertura della scuola anche nel mese di luglio.
Quello che ci disorienta è aver sempre creduto di servirci di un’istituzione al servizio delle famiglie e ritrovarci invece trattati con poco rispetto, in quanto non informati per tempo delle motivazioni che vi hanno spinto a prendere una decisione, in contrasto con il vostro stesso regolamento, che mette in serie difficoltà due genitori che lavorano.
Siamo sicuri che vi rendete conto di cosa significhi organizzare la gestione di una famiglia, quando non si ha la fortuna di avere altro aiuto che le istituzioni come la vostra e quindi non ci spieghiamo come con tanta leggerezza abbiate preso questa decisione senza consultare i genitori.
Non vogliamo dilungarci ulteriormente, la vostra pazienza è già stata messa a dura prova…ma restiamo in attesa di una vostra sollecita e cortese risposta.
Distinti saluti

Due genitori della Scuola dell’Infanzia “Angelo Borella”

 
Di Admin (del 03/06/2007 @ 10:05:13, in Archivio redazionali, linkato 14843 volte)

Caro dott. Paolo Monti, ciao.
Mi hanno segnalato il tuo intervento pubblicato sul sito www.service24spa.it a proposito delle vicende legate al furto dell’autocarro.
Sono andato a leggerlo e a margine di queste mie parole pubblichiamo volentieri il link per permettere anche ad altri di raggiungerlo. Anzi cogliamo l’occasione per mettere l’icona delle aziende partecipate dal Comune di Tavernerio sulla nostra home page.
Credo che il fatto che gli articoli riguardo questo fatto abbiano superato i 2.500 accessi, sommando gli accessi al tuo articolo con quelli apparsi sul sito di Taverneriocittà, dimostra che era ed è importante parlarne.
Voglio sottolineare innanzitutto che l’operato in tema ambientale di Service 24 S.p.A. è non solo importante, ma ormai insostituibile. I volumi trattati, lo sforzo comunicativo, il coinvolgimento sovracomunale, il modello industriale organizzativo, sono un fatto assolutamente positivo.
Non credo si possano avere dubbi riguardo questo tema, sul mio parere e su quello di Taverneriocittà.
Ciò nonostante ritengo che una delle funzioni di un gruppo consigliare di minoranza sia anche quello di vigilare, svolgere una funzione critica. A volte propositiva, a volte di denuncia.
Vorrei invitarti, per non essere ripetitivo, a leggere il parere della Cassazione a sezioni unite con Sentenza 3 maggio 2005 n. 9096, riportata all’interno dell’interpellanza da me presentata al Consiglio Comunale 29 marzo 2007. Riporto solo l’affermazione conclusiva:
La giurisprudenza ha così dovuto prendere atto della esistenza di società per azioni che costituiscono "istituzione pubblica"; e quindi ha affermato che la gestione di queste società è sottoposta alla giurisdizione della Corte dei Conti.

Questo per chiarezza di collocazione. Per ricordare cioè che Service 24 S.p.A. è preciso e doveroso oggetto di attenzione da parte dei Consigli Comunali e dei suoi consiglieri.
Servizi pubblici organizzati in una forma nuova, moderna, che dovrebbe garantire dinamicità ed efficienza, ma strettamente soggetti alla verifica, all’indirizzo, della politica amministrativa pubblica.

Registriamo anche la tua funzione di addetto stampa del Consiglio di Amministrazione di Service 24 S.p.A. e di portavoce del Presidente.
A questo proposito ci sarebbe sembrata corretta una comunicazione più tempestiva.
Rivediamo le date:
· furto: domenica 22 aprile alle ore 20.30;
· comunicazione blog Taverneriocittà: domenica 29 aprile;
· intervista vice-presidente Service 24 S.p.A. Luca Rossi a La Provincia: lunedì 30 aprile;
· ritrovamento autocarro: mercoledì 2 maggio;
· comunicazione portavoce Service 24 dott. Paolo Monti: martedì 8 maggio.
Io credo che le informazioni legate ad un bene di tutti debbano essere tempestive e la completezza debba rientrare negli obblighi di un addetto stampa.
Riteniamo che il comunicato debba inoltre contenere elementi di dettaglio per evitare illazioni, far sapere se sono intervenuti i Carabinieri, se non ci sono altri pericoli per l’accesso dei cittadini, verificata la possibilità di estranei di poter accedere ai piazzali, ai cassoni, alle strumentazioni.

Quanto poi alle considerazioni sulla conduzione complessiva dei luoghi del servizio pubblico esse danno origine a domande solo per il fatto di annotare, come fatto tempestivamente nel blog, che la notte dell'1 maggio, prima quindi del ritrovamento stando alle tue comunicazioni, il vostro servizio di sicurezza mi ha chiamato all’1.40 di notte per comunicarmi che i cancelli della piattaforma erano aperti. Anzi sollecitando il mio intervento, come persona responsabile.
Sono certo che potrai serenamente condividere lo sconcerto. Almeno quello.

Riguardo ai temi economici sono certo poi che, dopo questo tuo intervento, continuerai a tenerci informati sull’eventualità dell’acquisto di un “nuovo ragno”, un nuovo cassone, se quelli vecchi sono stati magari ritrovati e a conclusione magari “un prospettino” circa i costi subiti (riparazioni, tagliandi, collaudi, nuovi acquisti, interventi straordinari di altri operatori per garantire il servizio) e le quote rimborsate dall’assicurazione.

Condivido con te che per evitare speculazioni, da qualsiasi parte, basta come risposta la comunicazione. Precisa, tempestiva, dettagliata. Come se le domande fossero poste dalla Corte dei Conti.

Consigliere di Taverneriocittà

Allegato: intervento Dott. Paolo Monti su sito Service 24 S.p.A.

 
Di Admin (del 31/05/2007 @ 11:04:58, in Archivio redazionali, linkato 3500 volte)

 

Pubblichiamo l’ordinanza del Sindaco Gianni Rossini.
E ci permettiamo qualche considerazione.
Partiamo dalla lingua italiana, per poi tentare qualche altra riflessione.
Dal testo dell’ordinanza:
“ORDINA alla popolazione residente nella frazione di Solzago, limitatamente alle Vie N. Sauro ed Alla Gilasca e località da queste raggiungibili...”.
Forse al primo cittadino sfugge che non si tratta di una sorta di enclave etnica, infatti, anche se al consigliere Giovanni Muscionico & company piace definirsi quelli delle ”terre alte”, da quelle due vie si possono raggiungere tutte le località del Comune.
Addirittura da quelle vie si raggiunge tutta la Provincia di Como e, ma non vorremmo osare troppo, l’intera Regione Lombardia.
Taluni, certamente più arditi, parlano di favolosi viaggi nella pianura romagnola e fin anche a lambire le coste lontane di qualche mare.
Ma atteniamoci al “raggio istituzionale maximo” (“maximo” in onore dell'ex compagno Gigi) che è quello comunale. Quindi tutte le altre località, tutte le altre case di Tavernerio sono raggiungibili da quelle vie.
Si deve bollire l’acqua in tutto il Comune? Come mai? C’è una sorta di cordone sanitario intorno alle “terre alte”?
Potrebbe non stupire. O forse sono portatori sani, per il fatto stesso di risiedervi, di una particolare contaminazione che obbliga tutti alle abluzioni?
Misteri del lessico sindacale che firma qualsiasi cosa gli sottopongono da firmare. Leggere difficile. Capire ancora meno.
Forse voleva dire che si trattava di tutte le utenze servite dai due serbatoi: quello in via N.Sauro e quello della Gilasca.
Anche in questo caso l’ordinanza è fortemente imprecisa. Ogni cittadino deve quindi controllare e sapere da dove gli arriva l’acqua? Conoscere gli ultimi interventi sulla rete, fare una perizia per capire se magari negli ultimi tempi è stato collegato a quei serbatoi?
Il sindaco ordina, usa la categoria dell’”ORDINANZA CONTINGIBILE URGENTE”, quella cioè legata a gravi motivi di minaccia della salute dei cittadini e chiede loro di capire bene i confini di questa minaccia?
Bisognerebbe mettere a disposizione, magari in rete sul sito comunale, la mappa della rete dell’acquedotto. Perlomeno.
Ormai la conduzione approssimativa di questa amministrazione, normativamente lacunosa, organizzativamente precaria, logisticamente inefficace, appare nella sua disarmante evidenza.
Nessuna cura per l’acquedotto, nessuna conoscenza. Nemmeno dell’”itagliano”.
Oh voi delle “terre alte”: brindate.
Con l’acqua minerale.

Allegata: ordinanza contingibile urgente n. 1007

 
Di Admin (del 25/05/2007 @ 13:50:55, in Archivio redazionali, linkato 89734 volte)

 

Il Paese

Il Comune di Tavernerio si era dotato di uno strumento di comunicazione che si chiamava “Il Paese”. Era un giornale periodico, che usciva due o tre volte all’anno, pensato per informare la popolazione delle realizzazioni già compiute e di quelle in fase di progetto e per comunicare le idee più propriamente politiche che stavano alla base dell’azione amministrativa. Questo spazio si chiamava:

Poi c’era uno spazio per le parti politiche, uno per le associazioni, uno per gli avvisi, uno culturale, uno per le lettere inviate dai cittadini e uno per le delibere di giunta e di consiglio.
Il giornale aveva un Direttore responsabile come previsto dalla legge, ruolo che deve essere coperto da un giornalista o da altra persona iscritta all’elenco speciale annesso all’Albo dei Giornalisti, era registrato presso il Tribunale, aveva un comitato di redazione composto da consiglieri di maggioranza e di minoranza; c’era anche un regolamento che normava il funzionamento del comitato di redazione.
Il giornale era uno strumento interessante per creare un rapporto istituzionale con la popolazione, aveva dietro una struttura democratica, che garantiva l’apporto e il controllo delle minoranze. Aveva un inconveniente: era poco elastico nei tempi in quanto occorreva molto tempo per raccogliere gli articoli, sottoporli al comitato di redazione, compiere i vari passaggi dal tipografo, organizzare la spedizione postale. Questo faceva sì che specie negli ultimi tempi il giornale acquistasse più la forma di una pubblicazione voluminosa e di riflessione che quella di un agile aggiornamento.

Il giornale è stato spento.
Eppure la struttura organizzativa è già pronta, basta nominare le persone, il nuovo Direttore, farlo iscrivere con una procedura facile all’albo dei giornalisti…. Perché è stato spento? I problemi organizzativi e di gestione sono limitati: basterebbe la volontà di farlo. Non si vuole aprire una porta? Non c’è niente da dire? Paura di trasparenza? Quando si faceva il giornale, le allora minoranze che ora governano si lamentavano di essere trascurate. Ora hanno risolto il problema dei rapporti tra maggioranza e minoranza: non fanno più il giornale.
Per ovviare al difetto della scarsa elasticità propria del giornale periodico, era venuta avanti l’idea di affidare l’aggiornamento rapido ad altre forme di comunicazione che nel frattempo erano divenute disponibili: il sito internet del Comune e gli schermi al plasma distribuiti nei punti strategici del territorio. 

Il portale di Tavernerio

Si chiamava TAVERNERIOPOLIS, cioè città di Tavernerio. Era gestito da Service 24 Divisione servizi. Era un sito vivo, nato per informare la gente sui servizi di Service 24, ma si stava ampliando in modo continuo con varie rubriche, come il sito storico curato da Sergio Gatti, il sito di MeteoComo, il nuovo Piano Regolatore, i giornali del giorno. L’idea era di farlo diventare il sito vivo, non solo burocratico, del Comune: era un lavoro complesso che richiedeva tempo per essere completato. Era e poteva diventare sempre più uno strumento agile di comunicazione e di servizio, anche interattivo coi cittadini e per giunta a costi molto più convenienti del giornalino.

Il sito è stato oscurato immediatamente dai nuovi amministratori per motivi ignoti: bisogno di cancellare le tracce ignobili dei ladri che amministravano prima? Il nome richiamava troppo da vicino l’appellativo di Taverneriocittà? Incapacità di gestire e portare avanti un sito che richiedeva molto lavoro, dedizione e capacità? Mancanza di un progetto di comunicazione coi cittadini? Interesse a coprire col silenzio i problemi? Sappiamo che quando si apre una porta di dialogo, nascono problemi di rapporto con gli utenti: la gente chiede, scrive, protesta, qualche volta apprezza, critica…. Maltagliati scriveva…. Se le porte si chiudono, la gente tace, sembra che tutto vada bene, le critiche non si sentono.
Le porte sono state chiuse. Bastava tenere aperto il sito e lavorarci se ci fosse stata intelligenza e perspicacia; io avrei cambiato il nome, le persone, ma avrei sfruttato l’impalcatura per fare qualcosa di diverso, di meglio, o anche, in caso di pigrizia o incapacità, mi sarei accontentato di proseguire sulla stessa strada. Cosa diranno ora i professionisti o i privati che vorranno consultare il nuovo piano regolatore e non lo troveranno più? Andranno in Comune a chiedere le tavole…. Modernità telematica!

Gli schermi al plasma sul territorio

Finanziati per il 70% dalla Regione Lombardia nell’ambito di una campagna di incentivazione delle iniziative di tipo commerciale sul territorio, erano stati proposti come veicolo pubblicitario sul territorio comunale, al posto degli arcaici e deturpanti cartelli pubblicitari e come strumento di comunicazione tra amministrazione e cittadini, appunto strumento agile e in tempo reale, al posto dei manifestini, degli avvisi col megafono e dei cartelli che nessuno legge affissi con la carta gommata sui pali della luce, tutti strumenti oggi ridicoli e di nessuna utilità.

Da pochi giorni sono stati installati alcuni di questi. Finora hanno trasmesso immagini di repertorio e gli orari dei servizi: potrebbero trasmettere le immagini provenienti da webcam poste in diversi luoghi del territorio. Per esempio si potrebbe vedere se c’è coda in piattaforma e scegliere il momento giusto per andarci, oppure vedere che tempo fa dal Monte Bollettone, o sul lago di Como. Si potrebbe trasmettere la pubblicità abolendo i cartelli e introitando i proventi della stessa. Forse si potrebbero sostituire i manifesti delle campagne elettorali, evitando di deturpare periodicamente (cioè quasi ogni anno) i muri del comune (e risparmiando le spese che tali deturpazioni comportano per il comune stesso, in termini di personale addetto e di materiali impiegati). Si potrebbero trasmettere gli avvisi delle associazioni, messaggi promozionali di servizi o di pubblicità progresso….
Certamente gli schermi sono uno strumento fantastico di comunicazione, ma occorre prevedere gli strumenti che lo sappiano gestire. Chi produrrà i programmi? Chi aggiornerà in tempo reale le informazioni? Chi svolgerà il compito di interfacciarsi con l’Amministrazione? Se un sito richiede strutture gestionali agili e veloci, gli schermi, proprio perché visti da tutti tutto il giorno, richiedono strutture agilissime e velocissime: chi lo saprà fare? Occorreva pensarci prima di accenderli, altrimenti la gente dirà, giustamente, che sono soldi spesi inutilmente per trasmettere nulla. 
Senza una organizzazione di questo tipo gli schermi per un po’ trasmetteranno immagini di repertorio e orari, poi si spegneranno, come il sito internet e come il giornalino.

L’Informa Famiglie

Spento IL PAESE, spento il sito del Comune, poco attivi gli schermi, il nostro Vicesindaco ha trovato “la terza via”, la vera soluzione del problema comunicativo: un giornale prodotto col fai da te, per informare le famiglie solo sui problemi sociali. Gli altri problemi non lo riguardano.

Ma quali sono i problemi sociali? Piccole iniziative di contorno, proposte da altri enti o associazioni. Una calda introduzione dell’assessore, che rappresenta un buon sesto dell’intero spazio messo a disposizione. Sono questi i problemi sociali del nostro Comune? La raccolta dei tappi delle bottiglie per una nobile causa promossa nel terzo mondo?
E l’asilo estivo di cui la gente non sa niente?
E le mense della scuola che si sente dire in procinto di cambio di gestione?
E i nostri ammalati come sono gestiti?
E gli ambulatori come funzionano?
E per i giovani disadattati cosa si vuol fare?
E per gli alcoolisti?
E per i minori affidati al Comune quale personale viene impiegato?
E come funzionano ora i servizi sociali dopo le amputazioni incredibili inferte ad Angelo Borella?
E perché non viene con forza suggerita la preferenza del 5 per mille alla Fondazione Borella, che è, con Angelo Borella, il futuro dei servizi sociali di Tavernerio? La Fondazione alla pari di telefono donna? E poi è addirittura sbagliato il codice fiscale della Fondazione.
L’informa famiglie non è uno strumento agile e serio: è uno scherzo inventato dall’assessore nonchè Vicesindaco Mimmo Prete per distribuire un po’ di buon umore tra la gente addormentata (forse) dal grigiore di questa amministrazione.
Il problema è che Mimmo Prete produce scherzi fregandosene bellamente di qualsiasi percorso legalmente corretto: distribuisce un periodico con lo stemma del Comune, privo di Direttore responsabile, senza registrazione presso il Tribunale, che scrive egli stesso senza nessuna garanzia di collegialità politica alle spalle, supplendo a tale autoreferenza con la richiesta ai cittadini, posta in calce, di inviare proposte utili e interessanti! Incredibile la leggerezza del nostro Vicesindaco, la sua propensione per il fai da te, come nel caso dei prelievi di sangue, quando mandava la moglie a supplire il personale del laboratorio di analisi San Nicolò, perché non si era ricordato di rinnovare il contratto. Eppure Mimmo Prete ha una struttura di redazione già pronta, con la quale potrebbe produrre il suo giornalino in piena correttezza legale, registrato in Tribunale, nelle forme che preferisce.
Invece per superare le difficoltà legate ad una macchina amministrativa pessima, produce un giornale illegale, che non è molto diverso dai fogli che facevamo all’oratorio quarant’anni fa: li facevamo uscire con il sottotitolo “stampato in proprio, numero unico” per non incorrere nei rigori della legge. Ma lui esce con lo stemma del Comune e ha l’aggravante che dimentica i problemi sociali!
Mimmo desiderava uno strumento agile per un’informazione in tempo reale? Poteva sollecitare l’istituzione del portale del Comune. Poteva essere il primo (libidine immensa) a trasmettere la sua foto sugli schermi al plasma!
Sorge un dubbio: finora quella di Mimmo Prete è l’unica forma di comunicazione apparsa da quando è stata eletta la nuova Amministrazione. E’ una comunicazione che, nonostante la sua portata ridicola, è così mal tollerata dai suoi compagni di Giunta, che porta solo il suo nome.

Conclusioni:
1) Prete Mimmo ha vita dura coi suoi compagni di destra e di sinistra.
2) Usa metodi dilettanteschi rischiando inutilmente per produrre carta straccia.
3) Questa amministrazione non ha né la volontà, né la capacità di comunicare con nessuno. 

Ex Sindaco

 
Di Admin (del 09/05/2007 @ 13:39:48, in Archivio redazionali, linkato 50072 volte)

Il Sindaco di Tavernerio, Giovanni Rossini, viene sostituito dal Prefetto e perde l’occasione per dimostrare di essere “il Sindaco di tutti”.



La bilancia della Giustizia.
Ministero della Giustizia, stucco dello scalone.
Rappresentazione dei due piatti della bilancia, simbolo della Giustizia, ironicamente sbilanciati.
L'immagine, dal chiaro tono mordace, è probabilmente una delle numerose "pasquinate" sul tema "La legge è uguale per tutti".


Anche a Tavernerio la bilancia pende.


Il Prefetto ha scosso dal torpore letargico il Presidente pro-tempore della Fondazione Asilo Angelo Borella e lo ha costretto ad uscire allo scoperto.
Il Presidente, non potendosi più esimere dal rispondere, ha incaricato un avvocato, come si deduce dallo stile della risposta e dal fatto che questa è scritta in lingua italiana corretta, cosa che sarebbe riuscita impossibile a Renato Olivieri.
L’avvocato, pur esibendosi in un profluvio di parole e ripetendo ad ogni dove che il Presidente della Fondazione ha ragione, non ha potuto far altro che riconoscere il suo torto.
Le risposte inequivocabili alle tre domande poste dal Dr Giovanni Aiani, Consigliere di Tavernerio Città, sono:
1) “La possibilità di diventare sostenitori della Fondazione da parte di associati ad altri enti non è mai stata messa in dubbio”.
“La possibilità per i richiedenti esclusi, in quanto tali, di aderire è sempre aperta”.
2) L’annullamento delle schede con i voti attribuiti a Giovanni Aiani, Piero Brenna, Stefano Lomazzi è avvenuto sulla base del Regolamento approvato per il funzionamento del C.d.A. mancando, illegittimamente, il regolamento previsto dall’articolo 8 dello Statuto.
3) Il Presidente della Angelo Borella S.p.A. Alessandro Pozzoli, qualora eletto in Fondazione, avrebbe dovuto optare ad una delle due cariche.
Essendo egli già Presidente della AB è logico ritenere che avrebbe lasciato questa carica e optato per la Fondazione.

L’avvocato, più volte, a supporto delle proprie affermazioni, ha sottolineato che le varie irregolarità contestate non sono mai state impugnate facendo ricorso alla magistratura ordinaria.
Concediamo l’onore delle armi all’avvocato che, dovendo difendere chi aveva torto, ha fatto del suo meglio.
Non possiamo però non ricordare all’avvocato e più ancora a chi ha desiderio di conoscere i fatti e approfondire l’argomento, che si fa ricorso alla magistratura quando ci sono interessi personali da difendere.
La battaglia fatta e vinta da Tavernerio Città è una battaglia morale.
Per quale motivo, infatti, il Consigliere Aiani, una volta vista respingere l’interpellanza per carenza di forma (carenza peraltro del tutto contestabile) non l’avrebbe presentata con i crismi richiesti?
Si ritiene forse che Aiani non sia capace di apporre una firma?
Si ritiene forse che i singoli respinti, in maniera discriminatoria, da Renato Olivieri, non fossero capaci di adire le vie giudiziarie?
Si ritiene forse che Aiani, Brenna e Lomazzi, oltre che a far ricorso al Tribunale in seguito all’illegittima esclusione, non avrebbero potuto, a monte, presentare le proprie candidature nei termini e nei modi previsti dal regolamento, seppur illegittimo, del C.d.A.?
I motivi che hanno determinato le scelte fatte sono altri e facilmente intuibili.
Aiani ha informato il Sindaco di una situazione anomala.
Lo scopo era verificare il senso di giustizia del Sindaco stesso e la sua capacità morale di intervenire, almeno sul piano formale, così come ha fatto il Prefetto.
I candidati a diventare Soci sostenitori volevano diventare Sostenitori per la loro volontà di operare a favore della Fondazione, non per ordine del magistrato.
Aiani, Brenna e Lomazzi non avevano nessun interesse a diventare membri del C.d.A. di una Fondazione pressoché impossibilitata ad agire secondo gli intenti che la indussero, a suo tempo, a costituire una Società per Azioni, trovandosi con un Socio ottusamente e aprioristicamente contrario al funzionamento della Società ed alla costruzione del Villaggio della Terza Età, unica vera ragione che giustifica una Società per Azioni con il capitale sociale che si ritrova.
Essi avrebbero inoltre dovuto iniziare una lotta, defatigante e scarsamente produttiva visti gli intendimenti del Socio Comune, con almeno altri due membri del Consiglio incapaci, forse lo stesso Olivieri o Muscionico o, perché no, Rossi.
Inoltre avrebbero dovuto lottare per delegittimare i rappresentanti nominati in Consiglio di AB perché anch’essi incapaci.
Ecco perché si è iniziata una battaglia morale e non giudiziaria e si è vinta.
I legittimi, ancorché non riconosciuti, membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione sono Giovanni Aiani, Piero Brenna e Stefano Lomazzi.
Gli altri sono e restano illegittimi.
Il Prefetto ha fatto quello che poteva fare e cioè costringere la Fondazione ad esprimersi, non essendo compito del Prefetto entrare nel merito di una questione che riguarda una Fondazione.
Il Sindaco Giovanni Rossini ha perso un’occasione dignitosa per far bella figura senza dover cedere nulla.
Renato Olivieri ha risposto, dovendo ammettere quanto meno la propria insipienza.
Lo ha fatto perché costretto dal Prefetto e non dal Sindaco o per sua volontà.
In Fondazione non cambia nulla e nulla si vuol far cambiare, essendo ormai predisposti a veder trascorrere altri tre anni deludenti e inconcludenti.
Ma la brutta figura del Sindaco che, attaccandosi alla forma, ha finto di non sapere per non intervenire, resta.
Anche per questo “brutto” Sindaco di parte ci si è preparati a fargli trascorrere, in maniera piatta e inefficiente, tutto il suo mandato.

Osservazioni a margine della risposta della Fondazione.
Per una analisi attenta della risposta della Fondazione pervenuta e di seguito integralmente riprodotta, risposta che, come già detto, dimostra una buona abilità nel manipolare la verità cercando di dimostrare, soprattutto al lettore superficiale, le ragioni della Fondazione, si propongono le seguenti osservazioni.
Primo punto. “Sul preteso arbitrario di ammissione di nuovi sostenitori”.
Fra le varie contraddizioni, visto che «La possibilità di diventare sostenitori della Fondazione da parte di associati ad altri enti non è mai stata messa in dubbio. La possibilità per i richiedenti esclusi, in quanto tali, di aderire è sempre aperta», come dichiara l’avvocato, si segnalano queste affermazioni palesemente assurde.
I richiedenti l’iscrizione «risultavano essere stati reclutati dalla Associazione Culturale Tavernerio Città». «Da ciò si desumeva il chiaro intento, valutato ostativo, all’ammissione, di costituire all’interno della Fondazione una associazione».
Ma se è stato detto che «La possibilità di diventare sostenitori della Fondazione da parte di associati ad altri enti non è mai stata messa in dubbio» da dove viene fuori il «chiaro intento di costituire all’interno della Fondazione una associazione».
Inoltre, va bene “arrampicarsi sui vetri”, ma cosa vuole dire “costituire all’interno della Fondazione una associazione”? Come sarebbe possibile? Altro che “arrampicarsi sui vetri”, qui siamo di fronte alla pura farneticazione.
E, infine, se il motivo, pur farneticante, era ostativo allora perché non lo è più oggi, visto che si dice che «La possibilità per i richiedenti esclusi, in quanto tali, di aderire è sempre aperta»?
Cosa è successo nel frattempo, se non l’essersi resi conto che la discriminazione perpetrata era soltanto uno stupido e vergognoso abominio?
Potremmo continuare, ma ci sembra che basti.
Passiamo al secondo punto. “Sui motivi di censura di cui al secondo punto”.
L’avvocato, dopo aver affermato che «le censure sono infondate» (bravo avvocato, lei è pagato per fare bene il suo mestiere!), deve ammettere che il regolamento utilizzato è quello approvato in prima assemblea del 23/02/04 per il Consiglio di Amministrazione.
Bravo, ma lo avevamo capito.
Noi si sosteneva e si sostiene che lo Statuto dice un’altra cosa.
Lo Statuto, all’articolo 8, comma 8 dice: «I Sostenitori iscritti all’Albo, riuniti ai sensi del comma sei: 
a) disciplinano, con regolamento interno, modalità, procedure e tempi per la propria convocazione, nonché le modalità di nomina dei membri del C.d.A., a loro riservata;...»
Quindi il regolamento applicato non è quello previsto dallo Statuto.
Noi volevamo affermare solo questo.
Poi se qualcuno vuol dire che tanto “va sempre bene”, libero di farlo.
Tutte le regole “vanno sempre bene”, ma in una democrazia, fissate le regole, si rispettano. Se non vanno bene, si cambiano.
Ma questa facoltà spetta all’Assemblea dei Soci sostenitori.
L’interpretazione data dal Consiglio della Fondazione è una pura e semplice prevaricazione e l’avvocato, con tutta la sua maestria, non può dimostrare il contrario.
Terzo punto. “Sul terzo motivo di censura”.
L’avvocato si esibisce in una disquisizione tra incompatibilità e ineleggibilità.
Bravo, siamo perfettamente d’accordo con lui.
A noi premeva solo evidenziare che Alessandro Pozzoli, come lo stesso avvocato afferma, qualora fosse stato eletto in Fondazione, avrebbe dovuto dimettersi dalla carica di Presidente di AB o rinunciare alla nomina in Fondazione, ipotesi peraltro assurda se ci poniamo una semplice domanda: perché candidarsi per poi rinunciare alla nomina?
Quindi Pozzoli sperava di essere nominato in Fondazione e lì sarebbe rimasto, dimostrando quello che in più occasioni abbiamo avuto occasione di dire e di scrivere: Pozzoli si rende conto di non essere in grado di fare il Presidente di AB, ha accettato la carica obtorto collo e cerca, appena possibile, di uscirne.
Vi immaginate che razza di Presidente può essere e quali capacità può sviluppare uno che non aspira altro che ad andarsene?
Ecco perché, a costo di essere ripetitivi, possiamo affermare che da questa vicenda abbiamo ottenuto la prova inconfutabile della vergognosa parzialità del Sindaco, della conclamata incapacità di Renato Olivieri e di Alessandro Pozzoli e - per deduzione, conoscenza ed analogia - della congrega di personaggi che a questi squallidi individui ruotano intorno, per svolgere le mansioni cui, per sole ragioni politiche e di nepotismo e non di merito, sono stati chiamati.

Allegato: copia stralcio nota pervenuta a Prefetto da Fondazione Asilo Angelo Borella

 
Di Admin (del 01/05/2007 @ 19:27:56, in Archivio redazionali, linkato 4599 volte)

Negli ultimi giorni a Tavernerio sono comparsi foglietti volanti intestati “Fondazione Asilo Angelo Borella”, riportanti il seguente testo:


DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2007 – SCEGLI “FONDAZIONE ANGELO BORELLA” –

Oggi con il 5 per mille puoi aiutarci anche Tu, non Ti costa nulla.
Il Tuo contributo servirà a migliorare i servizi per i bambini del Nostro Nido e del Nostro Asilo.

Nella prossima dichiarazione dei redditi destina il 5 per mille dell’imposta sul reddito alla Fondazione Asilo Angelo Borella a Solzago di Tavernerio.

Basta firmare e scrivere nell’area “Sostegno delle organizzazioni non lucrative” il codice fiscale della Fondazione Asilo Angelo Borella: 80005550134


Sorvolando sul ritardo e sul metodo con cui tale pubblicità è stata proposta (non potevano magari essere utilizzati i nuovi schermi posizionati sul territorio dando così l’impressione che anche in Fondazione si siano accorti di essere nel Ventunesimo secolo?), così come sulla solita vena sgrammaticata che contraddistingue il Presidente Renato Olivieri ed i suoi accoliti, una domanda sorge spontanea:

Considerato che l’asilo nido e la scuola dell’infanzia Rag. Angelo Borella sono gestiti da oltre tre anni dalla società partecipata Angelo Borella S.p.A., come è possibile che i soldi ricavati dal 5x1000 possano servire a migliorare i servizi dell’asilo, che non sono più di competenza della Fondazione?

Restiamo in attesa di conoscere quindi la reale destinazione di questi fondi, nella speranza che non sia il solito trucchetto per recuperare quattrini al fine di pagare i compensi del consiglio di amministrazione, posto che in questi tre anni deludenti ed inconcludenti si siano accorti di non gestire più l’asilo…

 
Di Admin (del 29/04/2007 @ 14:09:21, in Archivio redazionali, linkato 15301 volte)

Autocarro scarrabile con ragno, in libera uscita...

Operazione “porte aperte” in piattaforma ecologica

Ci è giunta notizia che l’autocarro scarrabile con ragno di Service 24 S.p.A. sia stato rubato. Pur non conoscendo i dettagli, possiamo di certo porci alcune domande seguite da alcune riflessioni.


Vediamo le domande.
· Perché non è stato idoneamente protetto?
· Chi pagherà il danno subito?

Prima domanda.
L’autocarro di Service 24, con il suo allestimento, è un “giochino” che costa intorno ai 300.000,00 euro.
Non era più nuovissimo, ma, considerando che un autocarro, a differenza di un’automobile, può percorrere anche più di un milione di chilometri senza grossi problemi, possiamo sicuramente affermare che era perfettamente efficiente e che avrebbe potuto svolgere il suo compito per moltissimi anni ancora.
Per proteggerlo dal furto e per preservarlo il più a lungo possibile, fu predisposto un idoneo capannone, chiuso e protetto da antifurto.
Per prudenza, inoltre, l’autista, a fine servizio, deve inserire chiavi e telecomando in un’apposita busta, dove si trovano anche i documenti del mezzo e depositarla in ufficio, altrettanto protetto da antifurto.
Nel piazzale furono disposte diverse telecamere, funzionanti giorno e notte, per il controllo dei movimenti.
Con questi accorgimenti, come ha fatto l'autocarro ad essere rubato?
Forse c'è qualcosa che non ha funzionato.
Ci piacerebbe sapere:
1) L'autocarro era parcheggiato all'interno del capannone?
2) Le chiavi e il telecomando per l'apertura dei cancelli erano in ufficio?
3) Come hanno messo in moto l'autocarro i ladri?
4) Come hanno aperto il cancello?
5) Come hanno forzato i portoni del capannone?
6) Come mai il sistema di allarme non ha funzionato?
7) Le telecamere non hanno ripreso nulla?
8) L'autocarro era opportunamente assicurato?

Seconda domanda.
Qui la risposta è semplice.
Il danno subito sarà pagato dagli utenti dei Comuni di (in ordine alfabetico, per non fare torto a nessuno): Albavilla, Albese con Cassano, Capiago Intimiano, Lipomo, Montorfano, Orsenigo e Tavernerio.
Sicuramente il danno lo pagheranno i cittadini.
E quasi sicuramente ingiustamente.
Sarà forse una malignità, ma sino a che non saranno fornite esaurienti risposte alle domande sul come e perché l'autocarro è stato rubato, abbiamo il forte sospetto che il danno sia causato da alcune leggerezze commesse nel custodire un bene pubblico e quindi da incuria da parte degli Amministratori, Presidente del Consiglio di Amministrazione in testa.
Perché i signori Fabio Maria Palmieri, Luca Rossi e Giulio Saruggia, se colpevoli di quanto accaduto, non dovrebbero risponderne minimamente?
In qualsiasi azienda privata verrebbe intentata un’azione di rivalsa e quantomeno, gli Amministratori incapaci sarebbero costretti alle dimissioni.
In una Società le cui azioni sono detenute da Enti Pubblici si applica il criterio del pubblico. La capacità “politica” è quella che conta, la capacità gestionale è un optional.
E quando il manager del “pubblico” sbaglia, il cittadino paga.
Non dimentichiamo il prezioso insegnamento del nostro Renato Olivieri, Presidente della Fondazione Asilo Angelo Borella.
Dopo aver dichiarato in Assemblea di aver governato tre anni “deludenti e inconcludenti”, si è ripresentato candidamente alle elezioni e seppur con un indegno artifizio, è stato rieletto.

E vola vola vola, autocarro mio bello, e vola vola vola e vola e va! *



* da far cantare a Gian Vittorio Redenti con il coro “Amici del lunedì”.

 
Di Admin (del 06/04/2007 @ 17:09:10, in Archivio redazionali, linkato 1759 volte)

S.Pasqua 2007


Uno soltanto è l’uscio della casa degli uomini.
Ma non a tutte le ore distribuisce miglio e sole.
A volte la fame e la tempesta scardinano l’anta, lasciano solo abbracci gelati al torace.
Vengono con le barche e parlano di quelli che sono rimasti dall’altro lato della casa.
A morire.
Non a tutte le ore distribuisce canti. E nemmeno giustizia.
Supplicate i fratelli nel tempo buono perché forgino le armi in vomeri, perché non abbiamo paura di rimanere senza miglio e senza sole.

Una soltanto è la pace all’uscio della porta degli uomini.
E l’ira sguaiata assale le banche, i fondi pensione, gli ospedali.
Il palazzo del governatore.
All’ambulatorio non può arrivare chi dorme a sud nel corridoio.
Corte sono a volte le braccia. Mai dovrebbe esserlo lo sguardo del cuore.
Oggi non c’è pace nella casa degli uomini.

Chiamate all’uscio i fratelli del tempo buono: comincino a distribuire ciò che non gli appartiene.

 
Di Admin (del 03/04/2007 @ 20:44:40, in Archivio redazionali, linkato 2050 volte)

 

"pensate all'azienda come ad una cattedrale.
Imprenditori, riempitela di significato"

Le Corbusier



Fare che una comunità crei ricchezza è bene. Fare che questa ricchezza sia distribuita è responsabilità. Fare che una comunità crei laboratori per imprenditori e architetti di cattedrali è intelligente.
Si può creare ricchezza ognuno per conto proprio. Da soli. In famiglie. In clan.
Si può creare ricchezza anche come comunità. Soprattutto se i campi di intervento sono beni essenziali per la vita: l’ambiente, l’acqua, l’energia, i servizi alla persona.
Costruire una comunità come “laboratori di ricchezza umanizzante”, che proponga uomini liberi, creativi e responsabili: è questa la sfida cominciata a Tavernerio. Sfida cominciata con la “pluralità delle istituzioni”.
Non più solo l’Amministrazione Comunale, non più solo le parrocchie, non più solo la scuola, non più solo le famiglie.
Ma anche aziende “pubbliche” di tutti, che si occupino di ambiente, acqua, palazzi pubblici, scuole, ambulatori, asili. Soluzioni per la terza età.
Qualcuno scuoterà il capo. Ancora. Altri staranno alla finestra.
Altri ancora penseranno semplicemente che è stipendio, lavoro, un modo come un altro di tornare a fare ricchezza ognuno per conto proprio. Da soli. In famiglie. In clan.
E’ una logica superata. Almeno per i beni essenziali alla vita: occorre uno sguardo comune, perché comune è il destino. Perché il destino è allargato al mondo intero. Perché il mondo è complesso.
Ma disegnando con la matita del pensiero il domani, occorre guardare l’oggi.
E proviamo a guardarlo.



Immagini del PL di Urago. Vicino alla piattaforma. Sotto gli occhi di tutti. Immagini di un territorio aggredito, di un ambiente umiliato.


Un pezzo del nostro territorio che la raccolta differenziata può spingere a giardino. E nonostante questa possibilità ecco la stupidità, l’incuria, la “ricchezza ognuno per conto proprio”.


La solita minaccia insensata contro il “laboratorio degli uomini”.
L’Amministrazione Comunale dorme. Un sonno culturale e civico. Schiacciato dal patto impotente di “imbecillità in cambio di voti”. Di un “voto contro”. Contro tutti.


Di seguito la richiesta di documentazione che Taverneriocittà ha inviato al sindaco Gianni Rossini. Senza risposta. Perché mandata via mail.


E l’aggressione al territorio continua. Forse anche mettendo rifiuti tossici e nocivi “classe “A”, insieme alla terra e alle pietre. E la gente passerà a migliaia a conferire in piattaforma. E magari quelle sostanze respirerà.


Il “parco della valle del Cosia”? Fumo degli occhi di promesse che mai si manterranno.
Mentre intanto Tavernerio è assalita alla gola.



Alla cortese attenzione
del Sindaco di Tavernerio

La presente per richiedere copia della convenzione per la realizzazione del Pl industriale di Urago.
Al fine di evitare ulteriori richieste sarei grato di poter avere documentazione completa soprattutto delle opere di urbanizzazione prescritte a carico dei realizzatori del PL, le tavole tecniche dell'indicazione degli impianti medesimi e tutte le eventuali autorizzazioni edilizie per la realizzazione di opere all'interno del citato PL.
In particolare oltre alla copia delle autorizzazioni edilizie, desidero ricevere copia delle autorizzazioni commerciali delle attività commerciali e industriali eventualmente rilasciate.
Appena il materiale sarà pronto gradirei un cenno a questa casella di posta elettronica, come di consueto.

Cordialmente,

Tavernerio, 18 marzo 2007

Giovanni Aiani
Consigliere per Taverneriocittà

 
Di Admin (del 30/03/2007 @ 19:46:23, in Archivio redazionali, linkato 3754 volte)

 

Consiglio Comunale 29 marzo 2007.
Intervento relativo al punto terzo dell’O.d.g.: bilancio di previsione per l’esercizio 2007.

La presente pubblicazione permette anche agli uffici comunali di scaricare i testi dell'intervento senza doverli inutilmente ridigitare.



Le presenti note valgono come dichiarazione di voto, volendo porre questioni di metodo e di merito.

Il metodo seguito da questo esecutivo e da questa maggioranza appare ancora una volta improntato ad una chiusura totale al confronto e al dialogo.
Le motivazioni di questo continuo ricorso al “silenzio” circa il dibattito politico amministrativo, appare uno dei tratti distintivi di questo primo anno di amministrazione.
Assenza dell’informatore comunale e missive più o meno legali sparse dai singoli assessori, assenza di un portale comunale in rete per la consultazione dei principali atti amministrativi, della modulistica, del piano Regolatore.
Ritorno all’approvazione del bilancio di previsione con grande ritardo di programmazione.
Nessuna presentazione in Consiglio Comunale, quantomeno degli obbiettivi generali.
Questo potrebbe essere motivato dal primo anno di mandato, con il proposito di una inversione di rotta. Staremo a vedere. Oggi, sul voto di Consiglio che ci accingiamo ad esprimere, la situazione di chiusura della comunicazione, appare totale. 
E in quanto tale inaccettabile.

Nel merito.
Diversi sono i punti che meritano di essere sottolineati.

1. Nessuna variazione prevista per l’ICI nel triennio e quindi nemmeno per il 2007.



2. In campo sociale nessun cenno al Bilancio Sociale, e al bilancio di mandato.



3. Politica per l’istruzione.



4. L’archivio comunale.



Il giudizio di Taverneriocittà è quindi fortemente negativo. Il voto negativo.

Allegati:

Un piano delle opere pubbliche da prendere a “calci”.

Interpellanza sistema idrico.

Interpellanza sistema Polizia.

Interpellanza refezione scolastica.

Interpellanza sistema TIA.

 
Di Admin (del 25/03/2007 @ 16:18:01, in Archivio redazionali, linkato 6076 volte)

 

L’Hospice San Martino di Como è una struttura di accoglienza dell'Ospedale Sant'Anna per malati gravemente compromessi o terminali, che esigono cure che non possono essere effettuate a domicilio, con elevato grado di compromissione, bisogni assistenziali continuativi e necessità di supporto per la gestione delle ultime fasi della vita.
Angelo Borella S.p.A. ha intercettato la struttura per persone, residenti in Tavernerio, che hanno avuto bisogno di attraversarla.
Ecco l’incontro, tra persone, dal quale è nata un’idea. Un progetto.
 

La messa in opera di un servizio quotidiano di ristorazione, utilizzando le professionalità e le conoscenze già sviluppate dall’interno di Angelo Borella S.p.A..
Dal Gennaio 2006, Angelo Borella garantisce la fornitura quotidiana dei pasti per malati ricoverati presso la struttura e familiari, sia per il pranzo come per la cena, 365 giorni l’anno. I pasti vengono trasportati con mezzo idoneo dalla cucina di preparazione verso la struttura ospedaliera.
Si dice anche che i pasti in eccedenza, preparati con cura e non consumati dai bambini all’Istituto Comprensivo Don L. Milani e all’Asilo Angelo Borella, vengono trasportati e donati alla mensa dei poveri presso l’Opera don Guanella in Como.
Tutto ciò da Gennaio 2006, sino alla fine di questo mese, di questa fine d’inverno.
E poi. E poi sarà primavera.
Forse sarà solo posta per un uomo già morto.
Forse no.



Posta per un uomo già morto.



Il postino era nuovo del paese.
Era ormai tre giorni che non riusciva a trovare quel recapito. Nessuno sembrava conoscere quella persona. Eppure nelle strade di paese dovrebbero conoscersi tutti.
Aveva chiesto a molte persone. All’edicolante. Al distributore di benzina sul confine del paese vicino.
Avrebbe potuto riportare quel pacco con la scritta sconosciuto. Ma non sapeva perché non gli riusciva.
Forse perché quel plico pareva importante. Confezionato a mano. Non nelle buste solite comprate in cartoleria. Forse perché una volta aveva visto sua madre inseguire per settimane una busta tornata all’ufficio postale. Con il libretto della pensione.
Forse perché fare il postino a volte significa portare in mano la vita degli altri.
Alla fine aveva deciso di andare dal parroco. In comune c’era già stato. Ma l’anagrafe aveva detto di ritornare a parlare con l’assessore. Per la privacy avevano detto.
Era troppo nuovo di quelle parti.
Dal parroco trovò una donna che gli disse che il parroco era fuori. E poi adesso c’erano le Quarantore.
Aveva ormai perso la speranza di recapitare quella posta quando una mattina si accorse che le cose camminano da sole. Come quando aspetti la primavera camminando in campagna.
Consegnava la solita posta a quella persona anziana che viveva sola. Su per la scalinata, dove la strada finisce e comincia un poco di bosco.
Aveva nel borsone il plico che non riusciva a consegnare.
L’anziano lo trovò in fondo alle scale. Strano. Raramente scendeva. Scopava le scale come spesso fa la gente che le scale conosce da tempo.
“Grazie, bella giornata vero?”
“Oh buongiorno, sì, arriva la primavera. Ecco la vostra posta.”
Accade che le cose si muovano quando noi guardiamo la primavera. E quel plico dall’indirizzo sconosciuto cadde fuori.
“Ancora tu”, disse il postino.
“Sono settimane che cerco di consegnarlo, ma nessuno conosce questa persona.”
“Chi è?” domandò l’anziano appoggiandosi alla scopa.
Il postino lesse il nome.
L’anziano sorrise.
“Non abita più in paese da quando è malata. Sa, una di quelle malattie che ti prende per mano e ti porta dove vuole lei. Anche se punti i piedi.”
“E’ morta allora?”
No sta in un posto dove cercano di non farla soffrire. In città. Non aveva più nessuno. E i nipoti, si sa, hanno la loro vita….”
Se ne andava salutando il postino. Aveva finito il turno.
Si domandava: “…ma quando la vita è vita?, e chi ti prende per mano?”
Ad una panchina di quella casa, tra gli alberi del parco, consegnò il plico.
Uscendo, con ancora la divisa da postino addosso, ripensò al prete e all’anagrafe.
Pensò di chiedere il trasferimento.
Poi vide due uccelletti rincorrersi. Era primavera.
Si volse verso la panchina, vide un plico aperto e un sorriso.
E un saluto con la mano. Insistito.

Leggete il reportage dal quotidiano La Provincia del 19 marzo 2007

 
Di Admin (del 10/02/2007 @ 14:05:42, in Archivio redazionali, linkato 3764 volte)

Illustrissimo
Signor Prefetto
Dr Sante Frantellizzi
Via Alessandro Volta, 50
22100 COMO CO

Spettabile
Direzione Affari Istituzionali Legislativo-Legale Avvocatura
Sezione di Milano
Regione Lombardia
Via Fabio Filzi, 22
20124 MILANO MI



Illustrissimo Signor Prefetto,
Spettabile Direzione Affari Istituzionali,
ci permettiamo di rivolgerci a Voi avendo rilevato fatti gravemente lesivi del rispetto delle Tavole di fondazione della Fondazione Asilo Angelo Borella (ex I.P.A.B. Asilo Rag. Angelo Borella) di Tavernerio, mancato rispetto che assume particolare gravità visto che il valore del patrimonio che la Fondazione si trova a gestire ammonta ad oltre diecimilioni di euro.

Premesso

- che in occasione dell’Assemblea dei Soci sostenitori della Fondazione Asilo Angelo Borella di Tavernerio, assemblea cui lo Statuto affida il delicato compito di individuare quattro dei cinque membri del Consiglio di Amministrazione in scadenza, si è provveduto a segnalare al Sindaco pro-tempore del Comune di Tavernerio:
a) in quanto membro di diritto della Fondazione;
b) in qualità di garante di tutti i cittadini del Comune e della Fondazione che, secondo le Tavole di fondazione, ormai da un secolo opera innanzitutto in favore dei fanciulli e delle fasce di cittadini più deboli e in particolare degli anziani;
i gravi ed illegittimi comportamenti del Consiglio di Amministrazione della predetta Fondazione, di seguito riportati, chiedendo di intervenire;
- che il Sindaco Dr Giovanni Rossini, nonostante la segnalazione, si è limitato a presenziare all’Assemblea dei Soci sostenitori ove si è provveduto alla elezione dei membri del Consiglio in palese dispregio delle norme previste dallo Statuto senza il suo benché minimo intervento, quantomeno per appurare i fatti segnalati, avallando così i comportamenti illegittimi del Consiglio uscente;

si segnalano

per competenza i seguenti fatti.

Primo fatto

Il Presidente uscente della Fondazione, nel mese di aprile dello scorso anno, ha rifiutato l’iscrizione all’Albo dei Sostenitori di numerosi richiedenti, adducendo motivazioni del tutto discrezionali e illegittimamente discriminatorie e precisamente “in quanto iscritti all’associazione culturale Taverneriocittà”.
Si osserva, a conferma della immotivata discriminazione, che alcuni associati di Taverneriocittà fanno parte dei Sostenitori storici della Fondazione e nessun provvedimento è stato preso nei loro confronti vista l’insussistenza di motivi.
Si segnala, in particolare, che tale motivazione, di per sé infondata, è stata addotta anche per rifiutare l’iscrizione di numerosi cittadini che non sono e non sono mai stati soci della predetta associazione culturale Taverneriocittà, evidenziando così il criterio assolutamente discrezionale, personalistico e non ponderato del rifiuto in oggetto.
Ci si permette altresì di ricordare che una delle fonti di entrata della Fondazione per il raggiungimento dei propri fini assistenziali è l’acquisizione delle quote di associazione dei Soci sostenitori (articolo 7 dello Statuto) e che, pertanto, il rifiuto di nuovi Sostenitori, oltreché discriminatorio per i richiedenti, è anche economicamente penalizzante per la Fondazione.
A fronte del rifiuto immotivato di accettare l’iscrizione di nuovi soci non graditi al Consiglio di Amministrazione, si è riscontata l’iscrizione all’albo dei Sostenitori di numerosi parenti dei membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione nonché dello stesso Sindaco con relativa moglie e figlia.
Tale iscrizione, più che legittima in altro contesto, rafforza la palese discriminazione verso alcuni cittadini colpevoli di non condividere le idee politiche del Presidente.

Secondo fatto

In data 23 febbraio 2004, l’adunanza dei Sostenitori della Fondazione Asilo Angelo Borella, già soci sostenitori dell’ex I.P.A.B. Asilo Rag. Angelo Borella trasformatasi in Fondazione con atto del 14/10/03 del Notaio Dr Carmelo Varrica (rep. 51.103, racc. 13.655) approvato dalla Regione Lombardia con Deliberazione n. VII/15872 del 301/12/03, approvò il Regolamento del Consiglio di Amministrazione della Fondazione stessa, contente anche talune indicazioni per le elezioni del C.d.A. medesimo.
Tale atto fu assunto e giustificato quale atto transitorio in occasione della trasformazione da I.P.A.B. in Fondazione e avrebbe dovuto essere successivamente redatto in forma compiuta e deliberato, come previsto dall’articolo 8, comma 8, lettera a) dello Statuto, dall’adunanza dei Sostenitori.
Il citato articolo, infatti, riserva esplicitamente ed esclusivamente ai Sostenitori iscritti all’Albo la facoltà di disciplinare, con regolamento interno, modalità, procedure e tempi per la propria convocazione, nonché le modalità di nomina dei membri del C.d.A. a loro riservata.
Il Consiglio uscente, nei tre anni del suo mandato, non ha mai provveduto a convocare l’assemblea dei Sostenitori per predisporre il regolamento impiegando, illegittimamente, per il rinnovo delle cariche il Regolamento transitorio del C.d.A.
All’illegittimità dell’atto si aggiunge che:
a) non è stata data alcuna pubblicità diretta ai Sostenitori alla decisione di adottare il predetto Regolamento rimasto in forma di bozza;
b) non è stato consentito di prendere visione dei verbali delle adunanze dei Sostenitori, né di quelle del C.d.A. nonostante le numerose richieste;
c) non sono stati rispettati i termini previsti dall’articolo 14 dello Statuto.
Visto quanto sopra, in sede di adunanza, constatata la mancanza del prescritto Regolamento deliberato come da Statuto, un gruppo di Sostenitori ha presentato un proprio elenco di candidati, così come di consuetudine in occasione delle precedenti elezioni, in assenza del previsto regolamento.
L’esito delle votazioni è stato il seguente:
· Aiani Giovanni: voti 15
· Brenna Piero: voti 15
· Lomazzi Stefano: voti 14
· Muscionico Giovanni: voti 14
· Musumeci Pantaleone: voti 12
· Olivieri Renato: voti 12
· Pozzoli Alessandro: voti 1
· Pozzoli Paolo: voti 1
· Rossi Luca: voti 12.
Il Presidente uscente, ritenendo non accettabile le candidature proposte in sede di adunanza ha dichiarato nulle le 15 schede riportanti i voti per Aiani, Brenna e Lomazzi che, pertanto, non sono risultati eletti pur avendo ottenuto la maggioranza dei voti.
Si rileva altresì che, nonostante una specifica richiesta, il Presidente si è rifiutato di inserire a verbale i motivi dell’annullamento delle schede ed i nomi degli esclusi a causa dell’annullamento delle schede con l’indicazione delle preferenze raccolte.

Terzo fatto

Si rileva che il Presidente della Società Angelo Borella S.p.A., società di cui la Fondazione detiene il 50% del pacchetto azionario e di cui nomina in Presidente e due membri del Consiglio di Amministrazione e quindi Società dipendente dal Presidente della Fondazione, ha fatto parte della lista dei candidati ad entrare in Consiglio di Amministrazione della Fondazione, in palese dispregio dell’articolo 10, comma 3, lettera b) dello Statuto che prevede che non possa far parte del C.d.A. “chiunque abbia in corso rapporti di subordinazione di qualsivoglia natura, diretti o indiretti, o di fornitura con l’Asilo (la semplice dicitura “Asilo” è mutuata dalla vecchia denominazione di Asilo Rag. Angelo Borella, divenuta Fondazione Asilo Angelo Borella e, quindi, da intendersi “Fondazione Asilo Angelo Borella”).
A fronte dell’arbitrario e illegittimo comportamento del Consiglio di Amministrazione uscente e del totale disinteresse per quanto segnalato da parte del Sindaco, ci si rivolge a chi di competenza per la tutela del violato stato di diritto e degli obblighi statutari della Fondazione.
Con ossequio.
Tavernerio, 7 febbraio 2007

Il Consigliere comunale di minoranza 
Per Taverneriocittà
Giovanni Aiani




Aiani Giovanni
Via Marconi, 5
22038 Tavernerio 




Allegati:
Copia del verbale di assemblea dei soci del 26/01/07
Copia della relazione del Presidente

 
Di Admin (del 03/02/2007 @ 13:52:43, in Archivio redazionali, linkato 5017 volte)

Ho scritto alla associazione di categoria degli infermieri professionali. I.P.A.S.V.I.
Come consigliere di minoranza mi sembrava importante che il sangue dei cittadini fosse trattato secondo le norme igienico-sanitarie. Il sangue della gente non le feste di carnevale del centro civico. Vi allego la risposta del Presidente. La allego perché si possa pubblicare e si possa valutare.

"In relazione a quanto da Lei dichiarato in data 17 gennaio c.a., Le chiediamo di circostanziare meglio la segnalazione al fine di poter verificare quanto è nelle nostre facoltà, ovvero se la moglie del vice sindaco è in possesso o meno dei requisiti per poter effettuare i prelievi emato-chimici e in che regime li effettua. Per potere procedere a quanto sopra esposto, è fondamentale conoscere le generalità della signora. Per quanto concerne il trasporto degli stessi, il quesito non è di competenza del Collegio IPASVI ma dell'ASL.
Restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordiali saluti
Il Presidente
Dott. Stefano Citterio
info@ipasvicomo.it 01/02/2007 09:19"

Come sempre ognuno fa il proprio pezzettino. Ma la sig.ra Prete, moglie del vice-sindaco dott.Prete, userà sistemi idonei per il trasporto, avrà un contratto, pagherà le tasse, oppure sarà una prestazione gratuita? 
Il punto non è la disponibilità personale. E’ capire se siamo in uno stato civile, dove ci sono regole e sono rispettate, o se invece dobbiamo aspettare il “buon cuore” dei benefattori.
Il neo assessore Fabio Gatti farà qualcosa? Verificherà?
Ambulatori nuovi, nuove poltroncine, Angelo Borella SpA.
E il sangue lo va a prelevare l’iniziativa meritevole dei cittadini?
Bisogna chiamare l’ASL si dice.
Altre poltroncine. Il sindaco intanto latita. Ma lui se non ci sono i timbri giusti prende la parte delle informazioni che gli conviene e iscrive la famiglia alla Fondazione. Risposte? Cittadini discriminati?
Non c’era il timbro!
Un paese Tavernerio e l’Italia con troppi timbri e pochi uomini. Ominicchi. Quaquaraqua.
E il presidente della AB spa Sandro Pozzoli? Anche lui non c’entra? Il servizio è in capo a lui.
Da cugino del sindaco gli avrà chiesto consiglio?
Quante sigle e quanti timbri. E quante poltroncine.
Meglio stare in salute e farsi qualche amico negli ospedali. 
Sono certo che l’assessore Gatti, con delega alla sanità locale, si farà sentire. E al nuovo ambulatorio farà convenzioni calibrate, con giusta divisione dei costi.
Sono certo che tutti i passaggi di questo delicato servizio le pubblicherà sul nuovo sito del comune.
Sono certo che finalmente, almeno davanti al sangue della gente, oltre che per ostentata pacatezza ci stupirà per precisione, puntualità, giustizia.
Il consigliere di minoranza per Taverneriocittà

 
Di Admin (del 28/01/2007 @ 11:39:14, in Archivio redazionali, linkato 6345 volte)

“Nell’ottobre del 1921, mentre il signor Giuseppe Pirovano si trovava nel suo roccolo ad uccellare, avendo bevuto in abbondanza l’acqua della fonte del Tisone, si accorgeva che, oltre ad essere leggerissima ed assai digeribile, produceva dei sorprendenti effetti diuretici. Ne faceva quindi subito parola al medico di famiglia Dr. Riccardo Zavaldi, che lo consigliava di raccogliere dei campioni di tali acque e di inviarli per l’esame al chiarissimo Prof. Comm. Dr. Costantino Gorini della R. Università di Pavia e docente di chimica alla R. Scuola Superiore di Agricoltura in Milano.”


L’illustrazione della Fonte Plinia come appariva su di un opuscolo pubblicitario dell’epoca.



Tale è l’inizio della storia dell’acqua Plinia di Solzago, come si legge nell’opuscolo divulgativo e pubblicitario distribuito dalla S.A. Fonti.Plinia del Tisone nel 1922.
“Inoltre parve necessario sottoporre all’esame dell’esimio perito geologo Dottor Prof. Cav. Uff. Tullio Gervasoni del R. Liceo di Como, il territorio dove nasce l’ACQUA PLINIA ed il giudizio idro-geologico confermò la certezza che l’acqua “proviene da strati profondi del sottosuolo, che è ben protetta da infiltrazioni ed inquinamenti e non ha alcun rapporto con acque di scorrimento”.



L’analisi chimica e batteriologica del Prof. Costantino Gorini.



Il Sig. Giuseppe Pirovano non perse tempo: dopo il parere del geologo e del tecnico idraulico, Ing. Conte Dino Castelli, che “accettò di buon grado l’incarico di predisporre un progetto di massima per l’impianto dei serbatoi, della canalizzazione della costruzione dello stabilimento idroterapico rispondente ai più moderni criteri” venne rapidamente approntato il piano industriale necessario per lo sfruttamento dell’acqua.
“Il capitale occorrente per la costruzione delle predette opere, per l’acquisto dei terreni, pei progetti e spese di costruzione della Società, reclame iniziali, ecc. è stato previsto in L. 1.000.000 come dal piano finanziario redatto dal Rag. Prof. Giuseppe Fumagalli il quale, basandosi su dati concreti ed attendibilissimi ha preventivato anche quali potranno essere, in linea generale, le rendite e le spese di esercizio. Tale preventivo dà affidamento che il capitale sarà largamente remunerato.”
L’opuscolo terminava con queste parole:
“Ora non resta che affidare al pubblico intelligente il successo della iniziativa: le prerogative innegabili dell’ACQUA PLINIA, le bellezze naturali di Solzago che sorride civettuolo fra il verde festante dei colli profumati fanno sperare che l’Acqua Plinia oltre ad essere utile agli ammalati delle vie urinarie, sarà anche la fortuna di Solzago”.



La fonte Plinia da una cartolina del tempo, in stile art noveau.



La SOCIETA’ ANONIMA FONTI.PLINIA DEL TISONE si preoccupò naturalmente di accreditarsi presso la classe medica di allora, per ottenere un buon supporto medico-scientifico all’iniziativa commerciale.
Distribuì campioni di acqua minerale a vari medici di vari ospedali anche importanti. In un opuscolo pubblicitario sono pubblicati i pareri degli esimi dottori e professori, tutti declamanti le qualità eccezionali dell’acqua Plinia, ottimo rimedio contro le malattie delle vie urinarie, contro la gotta e le dispepsie gastriche ed enteriche. I ginecologi ne declamavano l’utilità nella cura “delle atonie gastriche, facili a riscontrarsi nelle donne gestanti”, i pediatri la consigliavano “quale ottimo mezzo di diluizione del latte nell’allattamento artificiale del bambino”.
Qualcuno la trovava ottima nella terapia delle forme artritiche croniche.
Al di là della interessante e quasi pionieristica impostazione pubblicitaria del piano industriale del Signor Pirovano, è divertente notare la sempre attuale inclinazione dei medici a piegare la scienza (e la coscienza) nella direzione dell'economia. 
Nel 1922 gli impianti erano pronti e cominciarono a funzionare.
Mancano dati sulla produttività e sul numero degli operai assunti inizialmente. Dalle immagini qui riportate si ha l’impressione che il lavoro fosse poco meccanizzato e che il numero di lavoranti fosse elevato rispetto al prodotto ottenuto. Dalle fotografie si contano almeno 25 persone attive contemporaneamente.



Successive fasi della lavorazione dell’acqua. 1922.



L’acqua Plinia ebbe una notevole diffusione in Lombardia, in Piemonte e in Emilia Romagna (specialmente a Modena e a Bologna). Ancora oggi è elencata sul sito internet delle acque minerali italiane e da un altro sito dedicato ai collezionisti di etichette dell’acqua minerale è stata tratta l’etichetta riportata in alto.



Nel 1926 il primo proprietario, Sig. Pirovano cedette l’attività al gruppo Levissima che continuò l’attività fino al 1969 quando l’impianto fu ceduto alla Canturina SNC di Allievi. Negli anni successivi l’attività subì diversi ammodernamenti: gli impianti, da prevalentemente manuali, diventarono semiautomatici. 


Inizio dei trasporti dell’acqua imbottigliata. 1922.



Si passò dalle bottiglie di vetro a quelle di plastica e le cassette di legno furono sostituite da quelle in plastica. I dipendenti erano scesi a 13-14: 1 persona portava le bottiglie alla macchina lavatrice, 2 persone erano addette al lavaggio, 1 persona sovrintendeva al riempimento, 1 alla “specola”, cioè guardava in controluce la bottiglia per controllare la qualità del prodotto, 1 era addetta alla etichettatura, 2 al riempimento delle cassette, 1 guidava il carrello in magazzino. Il lavaggio avveniva in tre tempi: un prelavaggio con soda caustica, un secondo lavaggio con acqua della rete, un terzo lavaggio con acqua minerale. L’acqua minerale veniva stoccata in un serbatoio di 30.000 litri, così come quella della rete. 
La produzione era di 3.600 bottiglie all’ora corrispondenti a 500-600.000 bottiglie all’anno. Il trasporto avveniva per mezzo di autocarri con rimorchio, in parte tramite un trasportatore di Casina che lavorava per la Società, in parte tramite i clienti stessi.
Tutti ricordano gli autocarri che facevano fatica a passare dalla strettoia di Stelasc nel centro di Tavernerio vecchia, quasi settimanalmente portando via qualche pezzo di muro o qualche finestra delle case prospicienti la strada. Si era addirittura provveduto ad allargare il tornante della Cava, quello che porta alla Plinia venendo da Tavernerio, per permettere ai camion a rimorchio, di fare la curva. 


La sede della S.A. Fonti.Plinia del Tisone. Solzago e i capannoni della “fabbrica” da una cartolina del tempo (1922 circa).



Il problema principale della Fonte Plinia era quello della bassa portata delle Fonte. Si passava da un massimo di 1,5 litri al secondo a un minimo di 0,5 litri al secondo. Per questo motivo si era provveduto a stoccare l’acqua in modo che di notte si accumulasse una sufficiente quantità di acqua da imbottigliare nelle ore di attività diurna. Ma il problema diventò sempre più grave perché non essendo possibile l’espansione della produzione, diventava sempre più difficile mantenerne la competitività. Fu chiamato un sacerdote rabdomante allora famoso in tutta la Brianza, sensitivo in grado di individuare la presenza di acqua nel terreno. Furono eseguite trivellazioni profonde, nella località “tana del lupo”, poco sopra la Fonte Plinia, particolarmente dispendiose in quanto su terreno roccioso, anche con l’aiuto della dinamite, ma i risultati, sebbene promettenti, non vennero ottenuti: la profondità cui era necessario spingersi consigliò la sospensione delle ricerche. Secondo le normative introdotte poi negli ultimi tempi, l’autorità sanitaria prescriveva inoltre l’introduzione di impianti di filtraggio dell’acqua per garantirne la purezza batteriologica. Il costo di tali impianti non era ammortizzabile con l’aumento della produzione, come si è detto.
Nel 1981 venne decisa la chiusura dell’impianto, con cessione degli impianti e del materiale di produzione alla Società Chiarella. 
Il proprietario della fabbrica ha tuttavia continuato a curare scrupolosamente la sede della Società e della fabbrica e il relativo parco e tuttora viene mantenuto in efficienza tutto l’impianto di captazione, derivazione e raccolta dell’acqua sorgiva Plinia del Tisone.


Un’immagine dell’epoca (1922) della sorgente Fonte Plinia e del parco annesso.



La vicenda dell’acqua Plinia del Tisone è una vicenda interessante che ha dato lustro a Solzago e che ha dato lavoro a parecchie famiglie della zona: essa fa parte della storia del nostro paese e ci sembrava giusto ricordarla.
Chissà se un giorno, con i nuovi impianti meccanizzati ora disponibili, non sarà possibile ricominciare a imbottigliare la gloriosa acqua Plinia? Magari da vendere in confezioni famiglia e per le Scuole in apposito spaccio presso il luogo di produzione, magari con la partecipazione pubblica che permetterebbe di mantenere prezzi competitivi? Ma questa è un’altra storia.

 
Di Admin (del 19/01/2007 @ 14:26:58, in Archivio redazionali, linkato 3715 volte)

Avevamo raccolto soldi quell’inverno. Tra di noi.
Tra quelli che non potranno più essere come erano.
Per il riscaldamento dei tuoi ospiti.
Ci sentivamo allontanati. Ma il vento soffia dove vuole.
Avevamo raccolto soldi per esserci. Per dirgli grazie. Da lontano.

Ora scriverti non può più essere scambiato come un trucco per la rendita del potere. E il consenso.
Non lo è mai stato. Ma adesso è finalmente disadorno e presente solo alle cose che abbiamo insieme amato. 
Che ami e amiamo.
Ora che sui muri intorno alla tua chiesa ci sono, coperte, le ingiurie e gli sputi.
Come quel “cloro al clero”. 
Le sementi secche degli uomini civetta.

E poi trovarti steso in quella cappella all’obitorio.
Rivestito di solitudine.
Come di un sorriso.
Lontano come di lontano stanno i giorni futuri.
Soli.
Diversi e appestati. 
Maledetti come lo sono gli untori.

Nessuno è rimasto dentro questa cappella.
C’è tempo ancora prima di domani.
Abbiamo visto dove andiamo. 

Un abbraccio al tuo corpo. 
E una genuflessione.

 
Di Admin (del 04/01/2007 @ 12:39:15, in Archivio redazionali, linkato 11171 volte)

Questa immagine dall’Etiopia trovata su internet è accompagnata da questo commento: ”avanti così Etiopia”. Credo che l’autore volesse dire: se continui su questa strada starai sempre male.
Io invece ho provato questa sensazione: non so se tu Donna etiope con pannocchie sei meglio o peggio di noi, forse sei più felice di noi, o potresti essere come noi o meglio di noi se le tue condizioni economiche e culturali te lo permettessero. Ma questo è certo: se noi facciamo gli arruffoni, i dilettanti, i ladri e veniamo meno alle nostre responsabilità politiche, da quelle locali a quelle mondiali, tradiamo noi e anche te. E’ come se un filo invisibile, ma implacabile collegasse te e noi nel nostro fare quotidiano. E’ come se ogni occasione che perdiamo nel promuovere lo sviluppo dell’uomo, anche qui a Tavernerio, si ripercuotesse per vie sotterranee negativamente anche su di te.

 
Di Admin (del 22/12/2006 @ 14:31:32, in Archivio redazionali, linkato 2026 volte)

Facciamoci gli auguri. A noi!, borghesemente. Alla maniera del Sindaco Gianni Rossini.
Continua a scrivere. Ma che qualcuno lo consigli. Una lettera da prevosto di campagna di fine ottocento.
Si trovi qualcuno che alle parole agganci anche messaggi e pensieri.
Accozzaglia di giustificazioni, di “stavolta non parliamo di…”.
Eh si perché quando parla di qualcosa dice sciocchezze. Almeno stavolta una pagina sola.
Auguri a chi?
Ai bambini ammazzati in Terra Santa? Agli Iracheni al macello da una politica borghese e neo coloniale di baron Bush il venditore di olio per lampade? Agli sbarchi dei clandestini? Ai famigliari e agli amici di “Erba sangue e arena”?
Auguri all’aumento dei compensi per gli amministratori del nostro Comune? Alle caditoie? All’acqua che entra dai tetti? A due muri sistemati al Centro Civico Borella?
Non doveva diventare ambulatorio per Solzago? Così vendeva nel suo studio lo “zii fra” Prete in campagna elettorale. Alla provincia per quattro segnaletiche senza progetto e dimenticando metà del territorio? Devi dare il contentino ai tuoi consiglieri dipendenti provinciali e al presidente della Fondazione Borella? Ma dai…
Opere a Ponzate?
Ma Sindaco finora hai trovato tutto fatto e ci metti sopra chiacchiere e una manciatina di polvere.
Salvo poi sputare sul fatto che le opere vanno pagate.
Almeno la decenza di uno sguardo allargato. Non dovevi cominciare a finire il cimitero? Era nelle opere pubbliche, e l’ambulatorio comprato? Ma se hai fatto una delibera e una firma?
Inauguri la politica dei piccoli passi e finisci per vendere passi banali da ladro di polli.
Non hai un progetto. Non sai come fare per trovare le risorse.
Hai gridato contro la cacca di cani e piccioni, contro le coppe del tetto del comune? Ma dai…
Il nuovo Palazzo Comunale lo tieni lì per 4 anni e mezzo così?
Il consenso alle elezioni ha turato il naso e ha accettato di fare la parte dell’utile idiota. Ma guarda che i “compagni” oltre a portarti i loro problemi personali da risolvere poi vogliono visibilità!
A Pasqua come fai a fare gli auguri?
Non convincerci che sei tutto qui. Facci vedere che un sussulto di dignitosa normalità politica c’è.
Finora c’è la pena di pensionati allo sbando con le belle macchinone.
Il segretario comunale sa usare il computer?
Non hai nemmeno aperto il sito web del Comune. Ci voleva poco. Bastava pensarci. Ce n'è uno già fatto.
Ma fanne pure un altro nuovo. Ci mandavi gli auguri anche da lì. Ci pubblicavi il nuovo statuto della comunità, approvato in fretta perché i Ds vogliono due altri posti in giunta. Ci mettevi le delibere di giunta e di consiglio. Annunciavi il Consiglio comunale.
Convocavi la riunione dei capigruppo. I tuoi cittadini sanno che la minoranza non ha nemmeno possibilità di scrivere una lettera, né di incontrare organicamente l’amministrazione? Eppure le due minoranze sono la maggioranza del paese. Di cosa hai paura?
Le letterine di babbo natale fanno ridere. Mettici almeno una figurina. Sai l’Italia è un paese di una qualche tradizione artistica. Qua e là. Distrattamente.
Una partenza che sembra sempre più zoppa.
Ma noi non ti chiediamo di andartene, di dimetterti. Troppo comodo.
Rimani e facci vedere cosa significa amministrare bene, rispondere alle sfide del futuro che intravedi e tenere in ordine la macchina comunale e le finanze.
Un decimo del tempo te lo sei giocato. Ma te ne restano altri 9 decimi. Facci vedere che dopo la caccia alle streghe sei anche capace di diventare rinascimento e abbazia. Abate, non prevosto di campagna.
E poi un consiglio: fatti dare una mano a scrivere, lo diciamo contro il nostro interesse. Fai finta che scrivere non sia mettere insieme parole. Fai finta che ci possa essere una continuità da non smentire con quello che scrivi un mese con l’altro.
Faremo finta che per scrivere i pensierini di Natale non ci hai pensato su, che hai scritto di getto.
Perché se ci hai anche pensato per scrivere sta roba bisognerebbe preoccuparsi.
Auguri di buon lavoro Sindaco. Buon lavoro. Non basta svernare nel palazzo comunale. I banconi dell’anagrafe stanno in Comune più a lungo di chiunque.
Gironzolare a capocciate in una stanza di specchi fa rumore, ma non quello di un cantiere.
Auguri signor Sindaco tra pasque e natali hai davanti ancora almeno una decina di letterine.
Puoi farcela.

Il Consigliere di minoranza per Taverneriocittà

 
Di Admin (del 17/12/2006 @ 12:15:51, in Archivio redazionali, linkato 12656 volte)

Guardate “il rudere” del Comune Nuovo: la facciata è un rettangolo in sezione aurea, anzi due rettangoli in sezioni aurea intrecciati: il trucco nascosto dell’architetto Alberto Sartoris. 

L’Architetto Alberto Sartoris


Il razionalista la sezione aurea ce l’aveva nel sangue, come ce l’aveva Terragni, suo amico: la facciata della Casa del Fascio (Piazza del Popolo a Como) è in sezione aurea.

 

Modellino della Casa del Fascio di G.Terragni


Come gli artisti e i matematici fin dall’antichità.

La vecchia sezione aurea: chi è costei? Prendete un rettangolo: se il rapporto tra il lato corto e quello lungo è 0,618, il rettangolo è in sezione aurea, il rettangolo più perfetto che ci sia. 

Nel RETTANGOLO AUREO vale la relazione [(a+b)/a] = a/b
che può essere riscritta (provare per credere…) come a/(a+b) = 0.618


Ma anche la stella a 5 punte ha i lati che si intersecano secondi questo rapporto e i Pitagorici ne fecero il loro simbolo.

 


La facciata del Partenone è in sezione aurea, ma anche i diametri dell’uovo di gallina sono in sezione aurea. Anche la spirale della conchiglia del Nautilus è generata dalla sezione aurea (spirale logaritmica).

 

 


La spirale del cavolo è una spirale logaritmica generata dalla sezione aurea.

 


Più prosaicamente, anche il bancomat è in sezione aurea. Fibonacci, matematico del medioevo, trovò che nella sequenza dei numeri in cui il successivo è la somma dei due precedenti, il rapporto tra due numeri successivi tende a “phi” (leggi “fi” da Fidia, architetto del Partenone), la sezione aurea. 

 


Molti altri esempi vi sono in natura di fenomeni in cui si realizza questo rapporto: basta leggere Il Codice Da Vinci di Dan Brown, romanzo pieno di citazioni inventate e altre vere; phi appartiene a quelle vere.… Così gli antichi, vedendo che questo rapporto faceva funzionare la natura e rendeva bellissimo il rettangolo, pensavano che la sezione aurea fosse qualcosa di divino: il pensiero di Dio che generava la vita e insieme il bello dell’arte: l’armonia tra bellezza e natura. Luca Pacioli, frate francescano, grande matematico e ragioniere (inventò la partita doppia), fu grande teorico dell’arte del Rinascimento e nel 1496 scrisse un libro dedicato alla Sezione aurea: “De divina proportione”, illustrato da disegni di Leonardo da Vinci al quale insegnò la matematica. Chi meglio di un frate francescano e per giunta matematico poteva teorizzare sulla divinità del “phi”?. 

 

Ritratto di Luca Pacioli (Iacopo dè Barbari - Museo di Capodimonte. Napoli)


Ma veniamo a Tavernerio, che non è l’ultimo dei paeselli: la facciata del futuro Comune, se riuscite a superare l’impatto del non finito, che altera la percezione, è formata da due rettangoli in sezione aurea che si sovrappongono nella parte centrale.

 


Questa parte di sovrapposizione definisce il settore centrale più stretto, della facciata, quello destinato all’ingresso e ai sistemi di risalita: trovata geniale, che conferisce eleganza alla struttura; un tocco di armonie che vengono da lontano, eco di antichi misteri: non è un rudere come alcuni dicono, ma un gioiello l’edificio del comune nuovo: non un anonimo edificio industriale, ma una raffinata opera di architettura con una sua collocazione precisa nella storia dell’architettura del secolo scorso. Una volta portato a termine secondo i disegni primitivi e non senza gli intelligenti adeguamenti alle esigenze e ai canoni estetici di oggi, diventerà un gioiello: uno dei pochi gioielli che possiede Tavernerio. Tengano presente anche questo i nostri Amministratori se per caso dovessero imbroccare l’idea di venderlo per ripianare i buchi del bilancio: fatte le debite proporzioni, non vi incazzereste se Michelangelo non avesse scolpito la pietà perché doveva pagare il macellaio? 

 

Rustico del futuro Palazzo del Municipio di Tavernerio, sito in via G. Perlasca, di proprietà del Comune di Tavernerio: facciata principale come appare dalla Piazza della Chiesa dell’Eucarestia: data di costruzione: 1992-1995.
Architetto: Alberto Sartoris (1901-1998) con la collaborazione dell’Architetto Alfredo Lazzaroni. 


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Di Admin (del 14/12/2006 @ 12:57:51, in Archivio redazionali, linkato 5822 volte)

Storia di pesci lessi e pesci cani.


La precedente Amministrazione aveva deciso di acquistare un terreno situato a nord della piattaforma ecologica, ad essa adiacente: si trattava di un terreno di scarso valore in sé, ma importante strategicamente per Service 24: avrebbe permesso di ampliare il servizio, situandovi un grande trituratore per il verde entro il quale i camion avrebbero potuto scaricare direttamente il carico, riducendone il volume e evitando di raccogliere il materiale sul piazzale. 

Questo sarebbe stato il primo passo per l’eventuale costruzione di un termovalorizzatore di piccole dimensioni forse sul luogo stesso o in altra sede. Ciò avrebbe permesso di risparmiare sullo smaltimento del verde e avrebbe permesso di fornire acqua calda per gli impianti di riscaldamento del circondario (risparmiando sul carburante). Impianti di teleriscaldamento di questo genere sono già funzionanti in altri paesi, come a Tirano. Per le spese di costruzione non era impossibile prevedere la partecipazione di imprese interessate allo smaltimento del verde. Che ne è di questo terreno? Perderemo la caparra per lasciarlo dormire? Forse non interessa a nessuno che Service 24 sviluppi la sua vocazione iniziale di fornire sempre nuovi servizi alla comunità. Specialmente quando il presidente (Fabio Maria Palmieri) e il vicepresidente, rappresentante del Comune di Tavernerio (Luca Rossi), sono consulenti e dipendenti della ACSM e quindi i meno interessati a portare avanti un discorso di indipendenza di Service 24. Dormendo sonni tranquilli, con la benedizione di EcoNord, stiamo certi che ben presto i cittadini di Tavernerio vedranno un nuovo cartello quando si recheranno in piattaforma: BENVENUTI IN ACSM: chi se ne frega, diranno, tanto il servizio va avanti lo stesso. 
Fabio Rossini

 

 
Di Admin (del 01/12/2006 @ 18:52:22, in Archivio redazionali, linkato 1983 volte)

Sul Corriere del 23 novembre l’assessore all’educazione del Comune di Milano, Mariolina Moioli, sta studiando “una sorta di self service per i bambini: il pranzo sarà visto come un gioco”.

Meno male che per una volta il Comune di Tavernerio è davanti a Milano. Speriamo ora che i nostri amministratori, da buoni smantellatori impegnati, non decidano che tutto sommato era meglio la mensa di una volta col catering e coi buoni mensa gestiti dall’assessore.



Un vecchio amministratore
 
Di Admin (del 27/11/2006 @ 12:35:37, in Archivio redazionali, linkato 2282 volte)

Ricorre oggi, 27 novembre, il primo anniversario della morte del prof. Aldo Rossini. 

Grande uomo, medico e studioso. 

Una persona che ha lasciato il segno: un punto di riferimento importante, che ha messo la propria intelligenza e il proprio sapere a servizio degli altri, per aiutare tutti indistintamente.

Dalla cultura greca e latina, dalla filosofia antica e moderna, dagli usi e consuetudini paesani ha saputo attingere gli aspetti migliori che hanno poi contraddistinto la sua vita… sempre.

Tutto sapeva. Ascoltarlo era davvero un piacere, sebbene immediatamente la consapevolezza di essere un po’ ”ignorante” ti pervadesse il cuore.

Anche per il suo Paese ha fatto tanto: ha sempre creduto nella forza della cultura. Ha saputo rischiare e ha fatto in modo che Tavernerio abbia un istituto scolastico.

Sarà stato il destino, ma è bello pensare che il professor Rossini abbia passato il testimone a suo figlio Fabio, dr Rossini, che ha governato il nostro Paese con altrettanta serietà e determinazione: in assoluta trasparenza, ha ridato forza ad un paese assopito, vecchio nel corpo e nell’anima.

Grazie Professor Rossini: dei suoi consigli abbiamo fatto e continueremo a fare tesoro.

 
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15/12/2017 @ 01:53:26
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