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  • Quante strade dovrà farsi a piedi un uomo, prima che tu lo possa chiamare uomo... la risposta, amico mio, soffia nel vento.

    Bob Dylan

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Di FLOP
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Di Anonimo
andate a casaa
01/09/2018 @ 16:36:24
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Niente di che , un colpo di caldo. Tutto rientrato.
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 24/12/2007 @ 09:07:04, in Redazionale, linkato 2510 volte)

 

Grazie Sindaco Giovanni Rossini.
Grazie di aver aperto il Sito Istituzionale del Comune di Tavernerio.
E’ un atto di novità e di enorme importanza.
Comunque.
Anche se dovesse essere un fatto incidentale per Lei e la volontà della sua maggioranza.
Perché nel nostro mondo irrompe sempre il Nuovo. Anche se non c’è posto per Lui negli alberghi. Anche se qualcuno pensa di trucidare i nati in quell’anno. Diverranno piuttosto agnelli di un sacrificio di risurrezione.
Oh, stia certo che le chiederemo di metterci anche altri contenuti. 
Di dare un posto ai cittadini per dire il loro parere, alle parrocchie, alle associazioni del territorio, alle aziende partecipate.
Alle minoranze consiliari.
Perché crediamo che una comunità sia fatta con le anime delle persone.
Del loro rispettarsi e stimolarsi. Di puntualità nell’aiuto agli ultimi. Di puntualità negli atti amministrativi. Di giustizia nel rispetto delle famiglie e dei lavoratori. 
A volte anche di scritte sui muri. Anche quando professionisti responsabili e capaci vengono scambiati per “clientes”.
Anche quando invece di servi del bene comune gli amministratori si atteggiano a “patrones”.
Ma sono le anime che contano. Il pensiero allargato dal respiro degli uomini, che si vuole libero. Perchè un sogno passa se lo si lascia passare, scriveva un cantautore.
E di sognare vorremmo non passi mai il desiderio. Con umile determinazione.
Grazie Sindaco Giovanni Rossini.
Perché il muro di omertà e disinvolta dabbenaggine nella gestione della cosa pubblica ha uno squarcio. E da quella fenditura si può cominciare a guardare. Anche se si cercherà di rattopparla, anche se si farà di tutto per renderla muta.
Perché notiamo che Lei non crede nelle anime della comunità di Tavernerio. 
Perché pensa al “noi” come ad un campo di granoturco selvatico. 
Senza immaginarlo mulino e farina. Polenta. 
E pane.
Ma questo ora non ha importanza. Importa invece che l’anima degli uomini, anche con volontà contraddittorie, si auguri nuovi orizzonti e respiri l’aria fresca del mattino.
Perché le donne e gli uomini della nostra comunità rinnovano l’adorazione al Signore Servo.

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Di Admin (del 09/12/2007 @ 19:59:07, in Appuntamenti, linkato 4247 volte)

 

Presentazione del Libro



PULVISCOLO MEMORIALE

di
ALDO ROSSINI

presso l'AUDITORIUM COMUNALE di TAVERNERIO

VENERDI' 14 DICEMBRE 2007 ALLE ORE 21


In occasione del secondo anniversario della morte del caro papà, viene pubblicato il suo ultimo libro, al quale lavorò negli ultimi anni della sua vita, con impegno e precisione e che terminò pochi giorni prima di morire. Crediamo in questo modo di realizzare la sua volontà e di far rivivere la sua cara figura che tanto ci manca e che tanta parte ebbe nella storia di questa Comunità e in quella della città di Como.
La Sua presenza sarà graditissima come quella di parenti, conoscenti e amici ai quali vorrà estendere l'invito.

i figli Fabio e Valerio

L'Auditorium Comunale è situato in via Provinciale, vicino al Municipio. Parcheggio presso il Municipio o in via Risorgimento, raggiungibile facendo il giro dell'isolato.
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Di Admin (del 09/12/2007 @ 19:48:16, in Redazionale, linkato 7077 volte)

 

Oggi ho notato con “piacere” che il cantiere, che doveva essere terminato in occasione della ricorrenza delle giornate dei morti, vista la pubblicità in loco fatta dall’Assessore “pipa” (Gianni Redenti), era chiuso, ma, gironzolando lungo il perimetro, transito consentito al pubblico, ho trovato l’apertura che mi permetteva di entrare e visitare il cantiere, UNICO IMPEDIMENTO la scala in utilizzo ai loculi.

Sindaco con la “s” minuscola visto che questo Blog lo leggi, pongo due domande: 1 - il cantiere non dovrebbe essere completamente interdetto ai non addetti ai lavori? 2 - non dovrebbe essere esposto il cartello di cantiere che riporta tutti gli estremi della ditta appaltatrice (Direttore lavori, Committente, ecc.)? Mio malgrado, purtroppo per i cittadini che tu pensi di “amministrare”, devo accertare ancora una volta che le cose le fai a metà. Vedi come esempi: ACCESSO DISABILI - TOLTA CATENELLA LASCIATO CHIUSO IL CANCELLO. CIMITERO – CHIUSA LA PORTA PRINCIPALE LASCIATA APERTA LA PORTA DI SERVIZIO (e non del cantiere). DILETTANTISSIMO.
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Di Admin (del 25/11/2007 @ 13:37:50, in Redazionale, linkato 3816 volte)

 

Caro Sindaco ho notato con piacere che la catena che ostruiva il transito per disabili è stata rimossa allora mi chiedo… sei proprio sicuro che l’amo che un dì “non molto lontano” ti è stato posto era proprio quello che faceva male? Io credo di no, visto che rispondi quasi puntualmente “ringraziando l’Altissimo con i fatti” e non con gelatinosa tremarella o con arroganti stantuffi di pipa, ai consigli che LEGGI su queste pagine. Sono oltremodo contento non certo per me, ma per la mamma e per tutti coloro che hanno la sfortunata fortuna, di proporre una vita meno amara ai loro cari diversamente abili, che puntualmente ogni giorno utilizzano il passaggio di cui TU avevi ordinato la chiusura (decisione molto superficiale). Vedo però che, come vuole l’usanza di chi comanda, i lavori vengono fatti a metà perché il cancello laterale all’Auditorium di giorno è ancora chiuso, forse i tuoi “sudditi” non trovano le chiavi?????? Comunque grazie (a metà) e ricordati che l’amo “senza doppia punta” magari qualche consiglio potrebbe ancora darlo anche su tematiche magari più importanti per esempio sulle prime lettere dell’alfabeto. Ciao Sindaco

Marciapiede intercluso: grazie Sindaco boccalone! (16/11/2007)

I disabili, lungo un tratto della provinciale e precisamente all'altezza dell'asilo Bagliacca, non possono usare lo scivolo, perché il Sindaco, per tutela del cittadino, lo ha fatto chiudere con catena, così i genitori dei bimbi, disabili e non, devono esercitarsi nel salto in alto per recarsi a scuola o all'asilo.


Grazie Sindaco per farci fare ginnastica magari di primo mattino!



Caro Sindaco una volta tanto che azzecchi qualcosa, immediatamente la rovini?
Magari a seguito di consigli, hai giustamente azzeccato la necessità di rifare la pavimentazione laterale all'auditorium perché era diventata quasi impraticabile, ma, accidenti, come mai ti è sfuggito che per poter usufruire di questa stupenda opera faraonica di lavori pubblici, bisogna che il cancello rimanga aperto, altrimenti non solo i disabili ma anche le mamme a passeggio con i loro figli non possono transitare?



Grazie Sindaco per averlo chiuso con catena, tanto tu puoi posteggiare nello spazio riservato ai disabili in Comune!



Piccolo consiglio: segui il tuo istinto e non abboccare a tutto quello che sembra tratto dal Vangelo della normativa che altri ti propinano; non fare come al solito il boccalone...

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Di Admin (del 24/11/2007 @ 14:03:36, in Consigli Comunali, linkato 3174 volte)

 

Consiglio Comunale

Giovedì 29 novembre 2007 - ore 21

presso l'Auditorium Comunale

Ordine del giorno:


1. Interpellanza del gruppo consigliare di minoranza "Le Radici del Domani" prot. 9920 del 28/9/2007. Risposta;
2. Assestamento generale del bilancio per l'esercizio 2007;
3. Proroga di un anno della concessione del servizio di depurazione degli scarichi civili ed industriali della convalle comasca alla società Comodepur S.p.A.;
4. Approvazione del piano per il diritto allo studio per l'anno scolastico 2007/2008;
5. Nomina direttore responsabile di redazione del periodico "Il Paese".

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Di Admin (del 10/11/2007 @ 14:45:00, in Redazionale, linkato 2737 volte)

San Martino, patrono di Tavernerio.
La storia di san Martino è nota a tutti, specialmente ai più vecchi, forse anche perché veniva insegnata fin dai tempi dell’asilo, diventando parte delle radici dei Taverneriesi. Vogliamo qui rivivere la gettata di queste fondamenta, rivedendo una filmina salvata alcuni anni fa dallo sgombero dei sotterranei dell’asilo Bagliacca. Le illustrazioni non sono all’altezza degli affreschi di Giotto, ma la funzione è la stessa, come anche la sacralità degli eventi, nonostante siano ritratti con l’ingenuità e la semplicità che l’età degli alunni richiedevano.

 

 



  

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Di Admin (del 09/11/2007 @ 13:00:19, in Terzi, linkato 2459 volte)

 

A.T.O. di COMO:
NO ALLA SOCIETA' PATRIMONIALE DELL'ACQUA


Non approvate le linee guida della Società Patrimoniale dell'acqua,
così come sono state proposte.
E' questo l'appello che lanciamo a tutti i Comuni della provincia di Como, che a breve verranno chiamati a votare la costituzione della nuova società che controllerà la proprietà e la gestione delle reti idriche a livello provinciale.


Il nostro appello nasce da più motivi di preoccupazione:
> Nello statuto è previsto che i privati entrino a far parte della nuova società: in tal modo avremo riconosciuta per sempre la privatizzazione della proprietà di parte degli impianti di depurazione e degli acquedotti.
> E' previsto che gli stessi privati entrino nel Consiglio di Amministrazione della società con 1 loro rappresentante: in tal modo i privati avrebbero il 20% dei voti nel CdA, a fronte di una proprietà pari all'8%.
> La forma della società di capitali (S.p.A.), forse scartata per motivi tecnici in favore della Srl, rappresenta un rischio, poiché le società di diritto privato hanno per scopo la realizzazione di utili e non il perseguimento dell'interesse pubblico.
> La scelta di costituire la Società Patrimoniale discende dal recepimento della legge regionale n. 18/2006, sulla quale è previsto a breve il pronunciamento della Corte Costituzionale in base al ricorso presentato dal Governo Prodi.
> Contro la stessa legge regionale, ben 70 Comuni lombardi (dei quali 5 della provincia di Como: Lurate Caccivio, Eupilio, Cucciago, Bulgarograsso, Longone al Segrino) hanno votato la proposta di un Referendum abrogativo per cancellare la possibilità di privatizzare la proprietà e l'erogazione dei servizi idrici.


Bisogna inoltre tenere in considerazione che lo scorso 25 ottobre il Senato ha votato una moratoria di 12 mesi degli affidamenti del servizio idrico a qualsiasi società di capitali.


Alla luce di quanto sopra, chiediamo di non votare la costituzione della Società Patrimoniale.
In alternativa proponiamo di:
# Mettere in votazione nei Consigli Comunali la proposta di Referendum abrogativo per cancellare gli obblighi di privatizzazione imposti dalla legge regionale n. 18/2006.
# Non consentire la suddivisione del servizio idrico tra proprietà, gestione ed erogazione (come obbligherebbe a fare la legge regionale).
# Avviare il percorso di aggregazione delle società totalmente pubbliche che già oggi gestiscono gli acquedotti e i depuratori in provincia di Como, a cui affidare direttamente la gestione e l'erogazione.


Solo in questo modo si potrà assicurare che il servizio idrico resti in mani pubbliche. L'acqua è un bene di tutti che non può essere privatizzato!


Promuovono l'appello:
* Sindaco e Giunta del Comune di Lurate Caccivio
* Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", Merone
* Attac Italia, comitato di Como
* Territorio Precario
* Gruppo promotore del Forum Ambientalista Lombardia
* Circolo Arci Settima Generazione, Tremezzo
* Associazione Orrido di Inverigo
* Verdi di Como
* Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo - coordinamento di Como
* Rifondazione Comunista, fed. prov. di Como
* Circolo Rifondazione Comunista di Erba
* Celeste Grossi, vicepresidente Coordinamento Comasco per la Pace
* Graziano Dizioli, presidente del Circolo Culturale "Libero Fumagalli"
* Renato Tettamanti, capogruppo Prc in Consiglio Provinciale
* Eugenio Secchi, consigliere comunale Prc Mariano Comense
* Gian Paolo Fasola, consigliere comunale di Lurate Caccivio
* Maria Chiara Sibilia, ex Assessore del Comune di Appiano Gentile


Como, novembre 2007

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Di Admin (del 08/11/2007 @ 12:45:42, in Terzi, linkato 15191 volte)

RIPRENDIAMOCI LE CUCINE



Cosa c'è di meglio, per gestire una tavola da qualche milione di coperti, che applicare i principi del fordismo e automatizzare tutto l'automatizzabile? Centralizzare il controllo e omologare tutto l'omologabile? Viene in mente la mitica scena della "eating machine" in Tempi Moderni di Charlie Chaplin: il povero protagonista, durante la pausa pranzo nella mensa della sua fabbrica, è usato come cavia per il test di un marchingegno infernale che lo immobilizza, lo imbocca e gli netta le labbra dopo ogni boccone. Il problema sorge quando la macchina impazzisce e comincia a molestare il malcapitato, a rovesciargli in grembo la minestra e a fargli rotolare una pannocchia sotto il naso, terminando il suo "pasto" con la più classica delle torte in faccia. Grottesco, ma l'espressione tra il terrorizzato e il sottomesso di Chaplin è tutta un programma, e probabilmente non si discosta molto da certe reazioni che si possono dipingere sul volto di tanti cittadini alle prese con molti servizi di ristorazione collettiva. Quanto meno è ciò che può capitare dopo l'assaggio di verdure che hanno abbandonato il loro gusto in chissà quale fase di lavorazione o trasporto, di paste scotte, di alimenti vari da catena di montaggio, indigesti e sciapi.
Buona parte dei pasti serviti nelle mense pubbliche e private, scolastiche, aziendali, ospedaliere, nelle carceri e nelle caserme ha gli effetti collaterali della modernità su cui gioca Chaplin: poche strutture centralizzate gestiscono un'enorme quantità di pasti pre-cotti, con materie prime di incerta o insostenibile provenienza, distribuiti e somministrati con fredda efficienza. Tutto ciò a scapito del gusto, della piacevolezza al consumo, di culture e colture locali, a volte della salute pubblica. Se si parla con i giovani che hanno sperimentato le mense scolastiche di un po' tutta Italia si raccolgono storie di rifiuto, disgusto, sprechi, diseducazione. Se cade l'occhio sulla statistica che vuole il 41 % dei ricoverati negli ospedali a rischio malnutrizione c'è da gridare allo scandalo. Se si analizzano i metodi di approvvigionamento e preparazione delle grandi catene c'è da porsi seri problemi sul futuro della nostra agricoltura e dell’ambiente.


Certo, esistono fiordi isole felici in cui si recupera innanzi tutto una dimensione umana del servizio, e quindi la gratificazione per il palato, la salubrità e il risparmio contro gli sprechi. Gestire mense da migliaia di pasti al giorno non è cosa semplIce: il rancio, lo dice già il nome, non è storicamente una cosa buona. Ma è pur vero che c'è un limite al peggio e i modi per permettere che il diritto a un cibo buono e sostenibile sia rispettato ci sono. E' un diritto che va garantito e dunque è giunto il momento di mettere mano al sistema. La parola chiave per correggere e migliorare è "locale". Decentralizzando, diversificando: riprendendoci le mense. Il processo di ri-localizzazione passa ad esempio per la riapertura delle cucine interne alle strutture che ne usufruiscono. Dovrebbe essere previsto per legge. Nei piccoli centri sarebbe più facile, certo, ma anche sui grandi numeri un'ottica per quanto possibile locale porterà buoni frutti. In questo modo l'approvvigionamento delle materie prime può essere svincolato dai capitolati che a volte impongono acquisiti senza senso e sarebbe più in linea con ciò che offre il territorio. Biodiversità, ambiente, stagionalità, freschezza e dunque qualità generale sarebbero più facilmente rispettati. 
Liberiamoci il più possibile dai vincoli burocratici e cominciamo a vedere l'alimentazione pubblica in maniera flessibile: ri-localizziamola. I costi di questo processo non dovrebbero far lievitare troppo le spese, e se si aggiunge il sicuro abbattimento degli sprechi, la riduzione delle emissioni, l'aumento di posti di lavoro qualificati e il guadagno in salute pubblica, il bilancio in attivo presto si palesa. Su scala locale si può avere controllo e garanzie sulla preparazione degli addetti, sulle materie prime e la qualità dei pasti, si può aver cura di chi si siede in mensa, perché lo si conosce. Si tratta di una normale, umana attenzione: non si può pensare che il momento del pasto a scuola non sia anche un momento educativo, non si può pensare che in ospedale il malato debba soffrire ancora di più quanto già soffre. Stiamo parlando di civiltà, che a volte si immola sull'altare della modernità e di una presunta efficienza economica che ci priva del nostro benessere. È sufficiente cambiare il punto di vista: se si pensa che il cibo è il fondamento della nostra esistenza, certe situazioni relative alla ristorazione collettiva sono quasi sintomo di barbarie. 
Chi può intervenire e non lo fa è come se fosse nei panni di Chaplin e azionasse da solo la sua eating machine: continuando così il risultato sarà ben più drammatico di una banale, ma pur sempre comica, torta in faccia.

Carlo Petrini (fondatore di Slow Food) – da La Repubblica di Giovedì 18 ottobre 2007

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Di Admin (del 03/11/2007 @ 14:23:41, in Redazionale, linkato 1967 volte)

 

Passano davanti agli occhi le foto di mille volti: volti sorridenti, volti tristi, volti di chi aggrediva la vita, volti di chi la viveva con fatica e di chi la viveva con gioia, di chi la sognava diversa e di chi ne era deluso, di chi sapeva perché viveva e di chi questa certezza non aveva mai avuto, di chi faceva il bravo ragazzo e di chi viveva di traverso. Volti che ti ricordi ora di non vedere più da anni e che rivedi con piacere e ti coglie un rammarico, una tristezza, una nostalgia: volti di persone care, con un sorriso che ti fa male e senti una stretta al cuore e agli occhi.
Trovi persone come te, con in mano i crisantemi: ci salutiamo sorridendo come se fossimo lì solo per adempiere a un rito doveroso. Ma non è vero perché tutti, tolte le cartacce dal pavimento della nostra anima, sanno di avere un angolo che sanguina, sempre, anche dopo anni, sempre.
Antiche dolcezze e dolori mai sopiti.
Sbattuti tra il buio dei sarcofaghi e l’oro della resurrezione. La tentazione del nulla e la gloria di antiche parole di illimitato amore.
Tutti, anche se non sanno dirlo, fissano negli occhi il dilemma metafisico; perché il marmo freddo con inchiodata la fotografia ti strappa l’anima.
Giorno dei santi.

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Di Admin (del 24/10/2007 @ 20:05:11, in Redazionale, linkato 3593 volte)

 

Oggi è il 24 ottobre, la scuola è iniziata da più di due mesi, come sempre aspetto il rientro di mio figlio alla fermata dello scuolabus… peccato che sullo scuolabus lui non ci sia, che a scuola non mi sappiano dire nulla, che in Service 24 non mi risponda nessuno. Poi mi dicono che visto che il pulmino era completo alcuni ragazzi stanno aspettando al parco della scuola e saranno trasportati con i ragazzi più grandi delle medie nel giro successivo.

Che ci siano dei ragazzi in piedi si sa e se ne sono accorti tutti i genitori da almeno due settimane. In tutto questo tempo non sono riusciti a trovare una soluzione e se la soluzione trovata è questa di far tornare alcuni ragazzi con il giro successivo, perché non hanno pensato di avvisare i genitori?

Forse gli scuolabus sono come la valigia di Mary Poppins, possono contenere un numero illimitato di bambini?!
Se i mezzi a disposizione non sono sufficienti cosa aspettano a fare qualcosa? 

Francamente che la “colpa” sia del Comune, della Scuola, della Service 24 o dell’Assessore di turno, forse a questo punto non è rilevante.
Interessa invece che venga garantito un servizio (che si paga e che è persino aumentato rispetto all'anno scorso) e che tale servizio venga svolto in maniera adeguata.

Anche questo problema è stato ereditato dalla precedente amministrazione? Bene se quelli di prima non sono stati in grado di risolverlo pensateci Voi!
Ci sentiremo dire che state cercando di affrontare il problema, forse dovrebbe già esservi familiare visto che è una problematica che si ripresenta ormai da un paio d’anni e considerato che il paese è destinato a crescere certamente non sparirà magicamente per volere di qualche personaggio dei fumetti.

Ci si potrebbe chiedere come abbiano risolto il problema a Topolinia!

Il terzo pulmino...

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Di Admin (del 24/09/2007 @ 12:43:26, in Consigli Comunali, linkato 4397 volte)

 

Consiglio Comunale

Martedì 27 settembre 2007 - ore 21

presso l'Auditorium Comunale

Ordine del giorno:


1. Salvaguardia degli equilibri di bilancio e stato di attuazione dei programmi (art.193 D.Lgs. n.267 del 18.8.2000);
2. Variazioni al bilancio di previsione 2007;
3. Art.194 D.Lgs. n.267/2000. Riconoscimento debito fuori bilancio derivante da sentenza esecutiva;
4. Art.194 D.Lgs. n.267/2000. Riconoscimento debito fuori bilancio derivante da procedimento arbitrale;
5. Regolamento per la concessione di contributi, sussidi, ausili finanziari e per l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone in stato di bisogno;
6. Decentramento delle funzioni catastali ai comuni ai sensi del DPCM del 14.6.2007;
7. Affidamento a Service 24 S.p.A. – Divisione Servizi – del servizio manutenzione del patrimonio - modifiche della convenzione;
8. Affidamento a Service 24 S.p.A. – Divisione Servizi – del servizio cimiteriale - modifiche della convenzione;
9. Affidamento a Service 24 S.p.A. – Divisione Servizi – del servizio gestione impianti sportivi - modifiche della convenzione;
10. Affidamento a Service 24 S.p.A. – Divisione Servizi – del servizio manutenzione strade comunali – modifiche della convenzione;
11. Affidamento a Service 24 S.p.A. – Divisione Servizi – del servizio gestione automezzi - modifiche della convenzione;
12. Affidamento a Service 24 S.p.A. – Divisione Servizi – del servizio trasporto alunni - modifiche della convenzione.

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Di Admin (del 26/07/2007 @ 19:57:56, in Redazionale, linkato 3738 volte)

 

Apprendiamo dal Giornale di Erba del 21 luglio 2007 che, a detta dell’Assessore (a che cosa?) Gianni Redenti, l’incuria dei bordi strade e delle aree verdi di Tavernerio è un retaggio della precedente amministrazione.

Peccato che sia già passato più di un anno dall’insediamento della nuova amministrazione di cui fa parte e che in tale arco di tempo non abbia neanche capito che esistono delle società di proprietà comunale e gli stessi cantonieri comunali da utilizzarsi per tali scopi.

L’assessore dov’era quando nella precedente amministrazione le strade, le aree verdi e le aiuole erano ben curate?

Ma adesso che se ne dovrebbe occupare dov’è?
Sa forse cosa fanno i cantonieri comunali? 
Sa forse che la manutenzione delle aree verdi comunali non è più di competenza di Service 24 e che questa scelta “non” operativa è di questa amministrazione e non della precedente?
Forse la cooperativa di Ponzate lavorerebbe gratis? 
E come verrebbero gestite le manutenzioni?
Si rende conto che le risorse umane e logistiche sono già esistenti e basterebbe solamente farle funzionare in modo professionale?

Almeno che si faccia un giro per il paese con il suo autoveicolo, aria condizionata ON, non si fermi alle chiacchiere e alle lamentele da bar dando retta solo a quelli che gridano di più!

Ma l’Assessore ai Lavori Pubblici Gianni Redenti una cosa l’ha già fatta...

...con i suoi amici del lunedì organizza feste nelle frazioni e contribuisce per primo alla trascuratezza e all’incuria tappezzando le strade con svolazzanti locandine!

Conclude l’articolo l’assessore: “il primo intervento di pulizia il prossimo settembre, per i Taverneriesi serve quindi ancora un po’ di pazienza”.

Taverneriesi, con questi amministratori, abbiate ancora 4 anni di pazienza!!!

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Di Admin (del 12/07/2007 @ 20:35:17, in Redazionale, linkato 2440 volte)

 

Nasce oggi, come già sperimentato sul web, la proposta di un racconto a più mani (a tastoni per dirla con la tastiera).
Ognuno potrà continuare la storia. Aggiungere personaggi. Descrivere situazioni e inghippi.
Ne risulterà un affresco multi dipinto. Magari un “murales prosaico”, le pìstole in latino del Boccaccio.
Definito sarà solo l’ambito di partenza, abbastanza comodo alla narrazione e un tempo indefinito nell’antichità passata. Insomma quasi un “c’era una volta”, una verba-novelas da gustarsi mentre la si scrive.
Ogni riferimento sarà ovviamente deliberatamente voluto, non mancando per nulla materiale grezzo da raffinare a disposizione di tutti. Alla fine ci sforzeremo di non trarre morali, ma solo racconto, facendo di divertimento puro motivo di gaudio, lasciando a più esperti esegeti la distillazione di messaggi massonici traversali e nascosti.
Grata sarebbe anche la funzione grafica. Veder fiorire di forma e immagine i personaggi e i luoghi. 
Se di spunto certo si tratterà, non di meno vorremo lasciare vagare la fantasia in modo spensierato, per godere, noi, di lazzi e mandar a tribular, dei figuranti, l’umor acidulo dello stomaco.

La vera storia delle borchie della sella del principe Rigolò

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Di Admin (del 12/07/2007 @ 11:53:22, in Consigli Comunali, linkato 3418 volte)

 

Consiglio Comunale

Martedì 17 luglio 2007 - ore 21

presso l'Auditorium Comunale

Ordine del giorno:


1. Variazione al bilancio di previsione 2007;
2. Regolamento per il trattamento dati sensibili e giudiziari del Comune. Modifiche e Integrazione.

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Di Admin (del 04/07/2007 @ 13:45:48, in Redazionale, linkato 5731 volte)

 

Giovedì 28 giugno scorso il Consiglio Comunale ha approvato i “conti” del Comune per l’anno 2006.
Vogliamo porre queste brevi riflessioni per fissare alcuni punti. Definitivamente. 
Definitivamente non per non parlarne più.
Non perché questo ormai non ha più significato.
Non perché questo non avrà conseguenze sul futuro.
Ma definitivamente perché ora le cose sono molto chiare.
Perché sono certificate pubblicamente da una maggioranza, non solo tecnica, ma anche politica.
Perché dopo oltre un anno di mandato amministrativo sono state fatte tutte le verifiche.
Perché dopo il Commissario sono tornati molti vecchi “padrini” a mettere le mani sui conti.

I DATI
Nessun debito fuori bilancio e avanzo di amministrazione


I revisori contabili certificano: l'ente non ha riconosciuto debiti fuori bilancio

il Comune ha, al 31.12.2006, un avanzo di amministrazione di €. 241.043,60


Dopo le verifiche del Commissario e dopo un anno di amministrazione Gianni Rossini e Giuseppe Anzani NON EMERGONO DISAVANZI e BUCHI NASCOSTI nei conti del Comune, ma anzi un avanzo di amministrazione di quasi 500 milioni delle vecchie lire.

Diminuzione dell’indebitamento complessivo per mutui 



Negli ultimi 4 anni il debito complessivo è diminuito di 721.480 € con un calo cioè del 17,12%.
Questo a dimostrare come anche a medio termine i conti del Comune siano non solo in ordine ma addirittura virtuosi.

Aumento del valore del patrimonio pubblico



Negli ultimi anni precedenti, a seguito della politica di investimenti, il patrimonio comunale è aumentato di 1.400.000 € con un incremento di quasi un quarto (+ 24%).

Questi dati, certificati dai revisori del conto e ratificati dal Consiglio Comunale, dimostrano in modo inequivocabile e definitivo che NON ESISTONO BUCHI, anzi che il Comune esce con una situazione decisa di rafforzamento finanziario e patrimoniale.

Questo dimostra che l’atteggiamento irresponsabile dell’ex vice sindaco Pierluigi Invernizzi era immotivato, falso, tendenzioso e assolutamente ignorante dei più elementari elementi di finanza pubblica e di contabilità generale.

Lo certifica la stessa maggioranza che egli ha voluto propiziare con accordi di basso profilo e dai contenuti politici insostenibili.
Si interroghi lui sulla sua onestà intellettuale e politica e di fronte a tanta dimostrata stupidità amministrativa, abbia il coraggio di dedicarsi ad altro, liberando la comunità dalla sua presenza ingombrante e dequalificata.

I cittadini pagheranno una occasione persa per poter disporre di risposte migliori e più efficaci, avendo dovuto lasciare spazio a tanti personaggi di sottobosco politico armati solo di tovagliolo e posate. 
E di un ventre mai sazio.

La sinistra sconterà a fondo e per molto tempo i contraccolpi dei tagli dei servizi locali alle persone, perdendo la possibilità di una coerenza politica compromessa dalla paura e dalla sete di potere, alimentando, dopo averle poste, le premesse della dissoluzione dell’esperienza di centro-sinistra a Tavernerio.

Il Consigliere di Taverneriocittà

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Di Admin (del 27/06/2007 @ 20:22:26, in Archivio redazionali, linkato 3728 volte)

La storia della foglia di ficus.



All’incontro tenuto con un poco di ritardo sull’orario indicato, hanno partecipato il vice sindaco Cosimo Prete, in veste di delegato dal sindaco Gianni Rossini, il capogruppo di maggioranza Anna Maria Antonacci ed i due capigruppo di minoranza Claudio Gatti e Giovanni Aiani.

Pur volendo cogliere la positività dell’applicazione della lettera dello statuto comunale, finora disattesa, appare impossibile non notare che l’incontro ha avuto il carattere della “chiacchierata” da sala da tè.
La sala invero era poco accogliente, con i tavoli dell’ufficio segreteria “impegnati” in gran parte, sopra e sotto, dai classici “faldoni” stile impero.
Il vice sindaco ha dato la personale disponibilità a cominciare un cammino, anche di contenuti.
Staremo a vedere.
Si è stabilito di fissare un calendario di incontri: il prossimo è fissato per l’11 luglio prossimo.
Si è inoltre convenuto di fissare un insieme di ambiti tematici da formalizzare in ordine del giorno di convocazione.
E’ stata sottolineata dai capigruppo di minoranza l’indispensabilità di basare gli incontri su materiale documentale amministrativo, delibere di giunta soprattutto, ma anche determine dei responsabili di servizio, da mettere a disposizione in copia anche alle minoranze, escludendo le vaghe dichiarazioni di disponibilità o incerte prolusioni di auspici.
Gli ambiti tematici fissati sono:
1. dati ed atti amministrativi relativi alla partecipata Service 24 S.p.A.;
2. dati ed atti amministrativi relativi alla partecipata Angelo Borella S.p.A.;
3. dati ed atti amministrativi relativi al Consorzio di Polizia Alta Brianza;
4. dati ed atti amministrativi relativi alla Fondazione Asilo Angelo Borella;
5. dati ed atti amministrativi relativi all’insieme dell’”universo” scuola;
6. dati ed atti amministrativi relativi alla conduzione e al funzionamento del poliambulatorio;
7. dati ed atti amministrativi relativi all’attività e agli adempimenti del P.L. industriale di Urago;
8. dati ed atti amministrativi relativi agli adempimenti del P.L. Chiesa dell’Eucarestia;
9. garanzie di partecipazione e dotazioni logistiche per i gruppi di minoranza.

Constatata la piena disponibilità da parte del delegato del Sindaco e del capogruppo di maggioranza di farsi parte diligente in questo lavoro di recupero, anche se tardivo, di valenza democratica nella comunicazione ai gruppi consiliari, abbiamo aggiornato la seduta.

Solo due commenti.
a. Il sindaco Gianni Rossini, presente nel palazzo comunale si è limitato ad un “sorpreso saluto da lontano”, transitando verso l’adiacente suo ufficio. Seduta sul vaso di ficus, nell’ufficio di segreteria, la “musa” della democrazia non ha avuto nemmeno un fremito. Solo allargato le braccia sconsolata. Si è sentita, con un filo di voce stanca: “mi chiamano solo ogni tanto, alle elezioni, o a ai funerali. Poi si comportano come piccoli feudatari, con il loro codazzo di vassalli minori, valvassori e valvassini. E bottegai...”. Si è ricomposta con la testa fra le mani.
b. Ha sorpreso l’ammissione di Anna Maria Antonacci, capogruppo di maggioranza, che ha confermato di essere esclusa sistematicamente dalle riunioni della giunta.
Sotto lo stesso ficus, seduta, più nascosta dai rami bassi della pianta, si è scorta a quel punto anche un’altra figura, forse la “sirena” della politica, sicuramente privata delle sue ali, che di parlare non aveva affatto voglia. Scuoteva il capo e pareva parlare da sola.
Stava con la schiena appoggiata a quella della democrazia che prendendone le difese si raccomandò: “Non la disturbate...lei non la chiamano più nemmeno alle elezioni...la tengono solo per i funerali”.

Il Consigliere di Taverneriocittà

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Di Admin (del 23/06/2007 @ 19:59:19, in Archivio redazionali, linkato 1823 volte)

 

Con una lettera datata 13 giugno, a firma del vice sindaco Cosimo Prete, viene convocata, dopo oltre un anno, la conferenza dei capigruppo consiliari per martedì 26 giugno prossimo, presso il palazzo comunale.
Sui contenuti dell’incontro informeremo tramite il nostro blog.
La richiesta, così come previsto dall’art. 12 comma 4 dello Statuto Comunale, era stata più volte e in diverse sedi avanzata dalle minoranze, ma l’affanno amministrativo aveva impedito anche la semplice apertura di un tavolo di dialogo.
Elemento decisamente in linea con un profilo amministrativo caratterizzato da chiusura o quanto meno da forte disagio.
Ora assistiamo al tentativo di riaprire un “orizzonte democratico” che possa permettere di discutere delle condizioni della partecipazione dei gruppi di minoranza alla vita amministrativa di Tavernerio.
Il fatto che l’attuale amministrazione sia retta sulla mancanza di un “voto della maggioranza assoluta della popolazione”, pur ovviamente senza lederne la piena legittimità, impone l’apertura ed il mantenimento di un confronto amministrativo assiduo. Non occasionale e non strumentale.
Il momento celebrativo del Consiglio Comunale appare infatti assolutamente inadatto all’approfondimento delle scelte amministrative, constatata del resto la “sobrietà” del numero di convocazioni annuali.
Potrebbe aprirsi un momento di “dialogo costruttivo”, che, escludendo ogni “pasticciato mucchio selvaggio”, già ormai ampiamente sperimentato da alcuni forzisti e sinistra locale, finisca per metter in condizione i cittadini di disporre di un sereno momento informativo circa le scelte amministrative. Fatte o disattese.
L’intendimento di Taverneriocittà non è mai stato quello di essere occasione di sterile polemica, ma piuttosto di verifica, controllo, a volte anche di proposta in direzione del bene comune.
Leggere l’ambito della minoranza come il luogo del “purgatorio politico degli sconfitti” è forse uno degli elementi che contribuiscono a privare le nostre comunità delle energie per poter essere nuovo e migliore motivo di servizio.
“Chiedere” le dimissioni di una compagine amministrativa è sempre un elemento che impone una riflessione responsabile, di fronte a profondi tradimenti del mandato elettorale sottoscritto con i cittadini.
Pur con le forti riserve sull’operato inefficace ed inefficiente di questa amministrazione, una sorta di “sonno amministrativo”, riteniamo che debba esistere “sollecitato” un ruolo significativo del servizio reso anche dalle minoranze.
La politica, anche quella amministrativa, ci ha insegnato che ogni mandato democratico è “a termine”. Sempre.
Consigliere di Taverneriocittà.

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Di Admin (del 22/06/2007 @ 22:05:51, in Consigli Comunali, linkato 2363 volte)

 

 

Consiglio Comunale

Giovedì 28 giugno 2007 - ore 21

presso l'Auditorium Comunale

Ordine del giorno:


1. Interpellanza del consigliere Aiani gruppo “Taverneriocittà” presentata il 29.03.2007, concernente la polizia locale. Risposta;
2. Interpellanza del consigliere Aiani gruppo “Taverneriocittà” presentata il 29.03.2007, concernente la refezione scolastica. Risposta;
3. Interpellanza del consigliere Aiani gruppo “Taverneriocittà” presentata il 29.03.2007, concernente il servizio idrico integrato. Risposta;
4. Interpellanza del consigliere Aiani gruppo “Taverneriocittà” presentata il 29.03.2007, concernente la tariffa di igiene ambientale. Risposta;
5. Mozione presentata dal gruppo consiliare “Le radici del domani” il 29.03.2007 concernente il bilancio sociale;
6. I Commissione Consiliare permanente: statuto, regolamenti e partecipazione popolare. Nomina sostituto;
7. III Commissione Consiliare permanente: urbanistica, ambiente, viabilità, trasporti e lavori pubblici. Nomina sostituto;
8. IV Commissione Consiliare permanente: istruzione, cultura, tempo libero e sport. Nomina sostituti;
9. V Commissione Consiliare permanente: sanità e assistenza sociale. Nomina sostituti;
10. Comitato di redazione de “Il Paese”. Nomina sostituto;
11. Esame ed approvazione rendiconto esercizio finanziario 2006.

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Di Admin (del 19/06/2007 @ 20:08:14, in Archivio redazionali, linkato 6885 volte)

 

Di seguito alcuni esempi di manutenzione del verde del bordo strada a Tavernerio.


A prescindere dalla mancanza del taglio, ma che addirittura "fioriscano" i cartelli di "STOP"...


Il nostro (?) Sindaco e i nostri (?) Assessori hanno evidentemente il pollice verde nel lasciar crescere addirittura oltre all'erba anche un fico sul bordo strada e badate bene, non sulla passeggiata della linea del tram, ma addirittura in centro paese in via Roma. Altro che fico eroico, fico "furbo"; è riuscito a farla in barba anche a quei furbacchioni di amministratori.


E questa è la situazione sul sentiero del Ponte dei Bottini:

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Di Admin (del 19/06/2007 @ 12:51:08, in Archivio redazionali, linkato 2340 volte)

 

Dal 25 aprile, in via S. Fereolo, siglata da una croce celtica, campeggia questa scritta offensiva, non solo per gran parte della cittadinanza, ma, a giudicare dai manifesti esposti durante la Festa Nazionale, anche per i nostri amministratori.

Naturalmente non si può pretendere che vengano periodicamente passate in rassegna tutte le vie del paese, così si pensava che la preparazione delle strade per la festa di San Fereolo, sarebbe stata l’occasione per rimediare allo sfregio pubblico.
Purtroppo il 3 giugno la scritta era ancora lì, mentre le erbacce (che al confronto sono sempre fiori) erano state tolte. La pulizia non aveva certo interessato il muro imbrattato. Pulizia non è rendere accogliente un luogo e prepararlo per un evento speciale, con cura, ma fare un lavoro di routine.


Così, nel giorno della festa, tutti i cittadini del paese e le altre persone giunte da fuori che si recavano al Santuario, hanno potuto sentirsi doppiamente insultati (all’andata ed al ritorno), con gran soddisfazione dell’autore che mai avrebbe sperato in un tale successo di pubblico scegliendo la piccola e defilata via S. Fereolo.
Qualcuno della giunta si sarà recato ad una delle SS. Messe?
Qualcuno di loro sarà andato a toccare il miracoloso affresco?
Forse qualcuno di loro, accortosi della svista avrà pensato: “Che figuraccia! Che disattenzione, occorre rimediare: lunedì questa scritta va subito fatta sparire!”
Macchè: lunedì, martedì, mercoledì… la scritta era ancora lì e nemmeno le torrenziali piogge di questo giugno l’hanno cancellata.

Ora, giunti al 20 giugno e soddisfatte le parti della croce celtica, riteniamo sia il momento di mostrare rispetto per tutta la restante popolazione, che da questa scritta si sente quotidianamente insultata ed offesa. È tempo che questa venga cancellata e che la via torni ad essere pulita.

Lasciare tale scritta ingiuriosa per quasi due mesi è qualcosa di inconcepibile.
La cosa pubblica, cosa di tutti, è cosa di ognuno, ma ancora molti pensano alla vecchia equazione tipicamente italiana “cosa di tutti = cosa di nessuno”; alla stessa stregua una grave offesa a buona parte della popolazione passa inosservata quando invece dovrebbe essere percepita come doppiamente oscena nel suo rivolgersi ad ogni passante.

Se tuttavia si trattasse di un problema economico si può suggerire di utilizzare, per la pulizia, i fondi stanziati per la stampa dei manifesti “25 aprile 2008”, ché sarebbe, questo sì, un umile e sentito omaggio al giorno della memoria.

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Di Admin (del 14/06/2007 @ 21:30:59, in Archivio redazionali, linkato 5259 volte)

 

Una lettera distribuita da due genitori. La pubblichiamo: è girata pubblicamente.
Mandata ad un pezzo della propria comunità per cercare di capire. Percepire se davvero ci si possa fidare delle parole. Della capacità di costruire aiuto e una vita fatta di voglia di vita.
Eppure questa comunità fatica a liberarsi delle paure per vestirsi della volontà di essere più al servizio delle persone.
Inebetita e balbettante con tra le mani fondazioni, società di servizio, società per l’acqua, società per pensare agli anziani.
I limiti di uno sguardo “inutile” di un’amministrazione comune si notano solo quando tocca i nostri interessi: i bambini, gli anziani, i malati, i disadattati.
E’ comprensibile, immediato.
Ma più facile ritagliarsi intorno “amicizie utili”, portare i polli all’Azzeccagarbugli, arrotondare le entrate con qualche lavoretto in nero o con qualche incarico, magari sfruttando la propria posizione di responsabilità.
E pensare che questo possa bastare.
Ma non sarà sufficiente. Forse basterà a crescere diverse donne e uomini ben nutriti. Magari non tutti e non tutti allo stesso modo. 
Ma sicuramente non formerà uomini liberi e responsabili.





Gent.mo 
Pres. Consiglio d’amministrazione
Scuola dell’Infanzia “Angelo Borella”
Tavernerio (CO)

e.p.c. : A tutti i genitori degli alunni



OGGETTO: Comunicazione chiusura estiva mese di agosto.

“ …Al fine di agevolare le famiglie, la scuola dell’infanzia sarà aperta tutto l’anno. Di norma i programmi ministeriali prevedono che l’attività didattica debba essere svolta nel corso di 10 mesi, pertanto durante i mesi di luglio e agosto la scuola fornirà un servizio di assistenza…”.
Uno dei motivi fondamentali che ci hanno spinto ad iscrivere i nostri figli presso il vostro istituto è stato proprio questo: la possibilità di usufruire di assistenza durante i mesi estivi, come specificato nel regolamento consegnatoci al momento dell’iscrizione. Ora ci troviamo, con grave disagio per la nostra famiglia, a doverci organizzare in altro modo, poiché ci é stato comunicato che questo servizio non verrà garantito.
Peraltro questa comunicazione oltre ad essere pervenuta con estremo ritardo, verso la metà del mese di maggio, non risulta essere sufficientemente esplicativa, perché sembra mettere in dubbio l’apertura della scuola anche nel mese di luglio.
Quello che ci disorienta è aver sempre creduto di servirci di un’istituzione al servizio delle famiglie e ritrovarci invece trattati con poco rispetto, in quanto non informati per tempo delle motivazioni che vi hanno spinto a prendere una decisione, in contrasto con il vostro stesso regolamento, che mette in serie difficoltà due genitori che lavorano.
Siamo sicuri che vi rendete conto di cosa significhi organizzare la gestione di una famiglia, quando non si ha la fortuna di avere altro aiuto che le istituzioni come la vostra e quindi non ci spieghiamo come con tanta leggerezza abbiate preso questa decisione senza consultare i genitori.
Non vogliamo dilungarci ulteriormente, la vostra pazienza è già stata messa a dura prova…ma restiamo in attesa di una vostra sollecita e cortese risposta.
Distinti saluti

Due genitori della Scuola dell’Infanzia “Angelo Borella”

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Di Admin (del 03/06/2007 @ 10:05:13, in Archivio redazionali, linkato 15263 volte)

Caro dott. Paolo Monti, ciao.
Mi hanno segnalato il tuo intervento pubblicato sul sito www.service24spa.it a proposito delle vicende legate al furto dell’autocarro.
Sono andato a leggerlo e a margine di queste mie parole pubblichiamo volentieri il link per permettere anche ad altri di raggiungerlo. Anzi cogliamo l’occasione per mettere l’icona delle aziende partecipate dal Comune di Tavernerio sulla nostra home page.
Credo che il fatto che gli articoli riguardo questo fatto abbiano superato i 2.500 accessi, sommando gli accessi al tuo articolo con quelli apparsi sul sito di Taverneriocittà, dimostra che era ed è importante parlarne.
Voglio sottolineare innanzitutto che l’operato in tema ambientale di Service 24 S.p.A. è non solo importante, ma ormai insostituibile. I volumi trattati, lo sforzo comunicativo, il coinvolgimento sovracomunale, il modello industriale organizzativo, sono un fatto assolutamente positivo.
Non credo si possano avere dubbi riguardo questo tema, sul mio parere e su quello di Taverneriocittà.
Ciò nonostante ritengo che una delle funzioni di un gruppo consigliare di minoranza sia anche quello di vigilare, svolgere una funzione critica. A volte propositiva, a volte di denuncia.
Vorrei invitarti, per non essere ripetitivo, a leggere il parere della Cassazione a sezioni unite con Sentenza 3 maggio 2005 n. 9096, riportata all’interno dell’interpellanza da me presentata al Consiglio Comunale 29 marzo 2007. Riporto solo l’affermazione conclusiva:
La giurisprudenza ha così dovuto prendere atto della esistenza di società per azioni che costituiscono "istituzione pubblica"; e quindi ha affermato che la gestione di queste società è sottoposta alla giurisdizione della Corte dei Conti.

Questo per chiarezza di collocazione. Per ricordare cioè che Service 24 S.p.A. è preciso e doveroso oggetto di attenzione da parte dei Consigli Comunali e dei suoi consiglieri.
Servizi pubblici organizzati in una forma nuova, moderna, che dovrebbe garantire dinamicità ed efficienza, ma strettamente soggetti alla verifica, all’indirizzo, della politica amministrativa pubblica.

Registriamo anche la tua funzione di addetto stampa del Consiglio di Amministrazione di Service 24 S.p.A. e di portavoce del Presidente.
A questo proposito ci sarebbe sembrata corretta una comunicazione più tempestiva.
Rivediamo le date:
· furto: domenica 22 aprile alle ore 20.30;
· comunicazione blog Taverneriocittà: domenica 29 aprile;
· intervista vice-presidente Service 24 S.p.A. Luca Rossi a La Provincia: lunedì 30 aprile;
· ritrovamento autocarro: mercoledì 2 maggio;
· comunicazione portavoce Service 24 dott. Paolo Monti: martedì 8 maggio.
Io credo che le informazioni legate ad un bene di tutti debbano essere tempestive e la completezza debba rientrare negli obblighi di un addetto stampa.
Riteniamo che il comunicato debba inoltre contenere elementi di dettaglio per evitare illazioni, far sapere se sono intervenuti i Carabinieri, se non ci sono altri pericoli per l’accesso dei cittadini, verificata la possibilità di estranei di poter accedere ai piazzali, ai cassoni, alle strumentazioni.

Quanto poi alle considerazioni sulla conduzione complessiva dei luoghi del servizio pubblico esse danno origine a domande solo per il fatto di annotare, come fatto tempestivamente nel blog, che la notte dell'1 maggio, prima quindi del ritrovamento stando alle tue comunicazioni, il vostro servizio di sicurezza mi ha chiamato all’1.40 di notte per comunicarmi che i cancelli della piattaforma erano aperti. Anzi sollecitando il mio intervento, come persona responsabile.
Sono certo che potrai serenamente condividere lo sconcerto. Almeno quello.

Riguardo ai temi economici sono certo poi che, dopo questo tuo intervento, continuerai a tenerci informati sull’eventualità dell’acquisto di un “nuovo ragno”, un nuovo cassone, se quelli vecchi sono stati magari ritrovati e a conclusione magari “un prospettino” circa i costi subiti (riparazioni, tagliandi, collaudi, nuovi acquisti, interventi straordinari di altri operatori per garantire il servizio) e le quote rimborsate dall’assicurazione.

Condivido con te che per evitare speculazioni, da qualsiasi parte, basta come risposta la comunicazione. Precisa, tempestiva, dettagliata. Come se le domande fossero poste dalla Corte dei Conti.

Consigliere di Taverneriocittà

Allegato: intervento Dott. Paolo Monti su sito Service 24 S.p.A.

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Di Admin (del 31/05/2007 @ 11:04:58, in Archivio redazionali, linkato 3839 volte)

 

Pubblichiamo l’ordinanza del Sindaco Gianni Rossini.
E ci permettiamo qualche considerazione.
Partiamo dalla lingua italiana, per poi tentare qualche altra riflessione.
Dal testo dell’ordinanza:
“ORDINA alla popolazione residente nella frazione di Solzago, limitatamente alle Vie N. Sauro ed Alla Gilasca e località da queste raggiungibili...”.
Forse al primo cittadino sfugge che non si tratta di una sorta di enclave etnica, infatti, anche se al consigliere Giovanni Muscionico & company piace definirsi quelli delle ”terre alte”, da quelle due vie si possono raggiungere tutte le località del Comune.
Addirittura da quelle vie si raggiunge tutta la Provincia di Como e, ma non vorremmo osare troppo, l’intera Regione Lombardia.
Taluni, certamente più arditi, parlano di favolosi viaggi nella pianura romagnola e fin anche a lambire le coste lontane di qualche mare.
Ma atteniamoci al “raggio istituzionale maximo” (“maximo” in onore dell'ex compagno Gigi) che è quello comunale. Quindi tutte le altre località, tutte le altre case di Tavernerio sono raggiungibili da quelle vie.
Si deve bollire l’acqua in tutto il Comune? Come mai? C’è una sorta di cordone sanitario intorno alle “terre alte”?
Potrebbe non stupire. O forse sono portatori sani, per il fatto stesso di risiedervi, di una particolare contaminazione che obbliga tutti alle abluzioni?
Misteri del lessico sindacale che firma qualsiasi cosa gli sottopongono da firmare. Leggere difficile. Capire ancora meno.
Forse voleva dire che si trattava di tutte le utenze servite dai due serbatoi: quello in via N.Sauro e quello della Gilasca.
Anche in questo caso l’ordinanza è fortemente imprecisa. Ogni cittadino deve quindi controllare e sapere da dove gli arriva l’acqua? Conoscere gli ultimi interventi sulla rete, fare una perizia per capire se magari negli ultimi tempi è stato collegato a quei serbatoi?
Il sindaco ordina, usa la categoria dell’”ORDINANZA CONTINGIBILE URGENTE”, quella cioè legata a gravi motivi di minaccia della salute dei cittadini e chiede loro di capire bene i confini di questa minaccia?
Bisognerebbe mettere a disposizione, magari in rete sul sito comunale, la mappa della rete dell’acquedotto. Perlomeno.
Ormai la conduzione approssimativa di questa amministrazione, normativamente lacunosa, organizzativamente precaria, logisticamente inefficace, appare nella sua disarmante evidenza.
Nessuna cura per l’acquedotto, nessuna conoscenza. Nemmeno dell’”itagliano”.
Oh voi delle “terre alte”: brindate.
Con l’acqua minerale.

Allegata: ordinanza contingibile urgente n. 1007

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Di Admin (del 25/05/2007 @ 13:50:55, in Archivio redazionali, linkato 90134 volte)

 

Il Paese

Il Comune di Tavernerio si era dotato di uno strumento di comunicazione che si chiamava “Il Paese”. Era un giornale periodico, che usciva due o tre volte all’anno, pensato per informare la popolazione delle realizzazioni già compiute e di quelle in fase di progetto e per comunicare le idee più propriamente politiche che stavano alla base dell’azione amministrativa. Questo spazio si chiamava:

Poi c’era uno spazio per le parti politiche, uno per le associazioni, uno per gli avvisi, uno culturale, uno per le lettere inviate dai cittadini e uno per le delibere di giunta e di consiglio.
Il giornale aveva un Direttore responsabile come previsto dalla legge, ruolo che deve essere coperto da un giornalista o da altra persona iscritta all’elenco speciale annesso all’Albo dei Giornalisti, era registrato presso il Tribunale, aveva un comitato di redazione composto da consiglieri di maggioranza e di minoranza; c’era anche un regolamento che normava il funzionamento del comitato di redazione.
Il giornale era uno strumento interessante per creare un rapporto istituzionale con la popolazione, aveva dietro una struttura democratica, che garantiva l’apporto e il controllo delle minoranze. Aveva un inconveniente: era poco elastico nei tempi in quanto occorreva molto tempo per raccogliere gli articoli, sottoporli al comitato di redazione, compiere i vari passaggi dal tipografo, organizzare la spedizione postale. Questo faceva sì che specie negli ultimi tempi il giornale acquistasse più la forma di una pubblicazione voluminosa e di riflessione che quella di un agile aggiornamento.

Il giornale è stato spento.
Eppure la struttura organizzativa è già pronta, basta nominare le persone, il nuovo Direttore, farlo iscrivere con una procedura facile all’albo dei giornalisti…. Perché è stato spento? I problemi organizzativi e di gestione sono limitati: basterebbe la volontà di farlo. Non si vuole aprire una porta? Non c’è niente da dire? Paura di trasparenza? Quando si faceva il giornale, le allora minoranze che ora governano si lamentavano di essere trascurate. Ora hanno risolto il problema dei rapporti tra maggioranza e minoranza: non fanno più il giornale.
Per ovviare al difetto della scarsa elasticità propria del giornale periodico, era venuta avanti l’idea di affidare l’aggiornamento rapido ad altre forme di comunicazione che nel frattempo erano divenute disponibili: il sito internet del Comune e gli schermi al plasma distribuiti nei punti strategici del territorio. 

Il portale di Tavernerio

Si chiamava TAVERNERIOPOLIS, cioè città di Tavernerio. Era gestito da Service 24 Divisione servizi. Era un sito vivo, nato per informare la gente sui servizi di Service 24, ma si stava ampliando in modo continuo con varie rubriche, come il sito storico curato da Sergio Gatti, il sito di MeteoComo, il nuovo Piano Regolatore, i giornali del giorno. L’idea era di farlo diventare il sito vivo, non solo burocratico, del Comune: era un lavoro complesso che richiedeva tempo per essere completato. Era e poteva diventare sempre più uno strumento agile di comunicazione e di servizio, anche interattivo coi cittadini e per giunta a costi molto più convenienti del giornalino.

Il sito è stato oscurato immediatamente dai nuovi amministratori per motivi ignoti: bisogno di cancellare le tracce ignobili dei ladri che amministravano prima? Il nome richiamava troppo da vicino l’appellativo di Taverneriocittà? Incapacità di gestire e portare avanti un sito che richiedeva molto lavoro, dedizione e capacità? Mancanza di un progetto di comunicazione coi cittadini? Interesse a coprire col silenzio i problemi? Sappiamo che quando si apre una porta di dialogo, nascono problemi di rapporto con gli utenti: la gente chiede, scrive, protesta, qualche volta apprezza, critica…. Maltagliati scriveva…. Se le porte si chiudono, la gente tace, sembra che tutto vada bene, le critiche non si sentono.
Le porte sono state chiuse. Bastava tenere aperto il sito e lavorarci se ci fosse stata intelligenza e perspicacia; io avrei cambiato il nome, le persone, ma avrei sfruttato l’impalcatura per fare qualcosa di diverso, di meglio, o anche, in caso di pigrizia o incapacità, mi sarei accontentato di proseguire sulla stessa strada. Cosa diranno ora i professionisti o i privati che vorranno consultare il nuovo piano regolatore e non lo troveranno più? Andranno in Comune a chiedere le tavole…. Modernità telematica!

Gli schermi al plasma sul territorio

Finanziati per il 70% dalla Regione Lombardia nell’ambito di una campagna di incentivazione delle iniziative di tipo commerciale sul territorio, erano stati proposti come veicolo pubblicitario sul territorio comunale, al posto degli arcaici e deturpanti cartelli pubblicitari e come strumento di comunicazione tra amministrazione e cittadini, appunto strumento agile e in tempo reale, al posto dei manifestini, degli avvisi col megafono e dei cartelli che nessuno legge affissi con la carta gommata sui pali della luce, tutti strumenti oggi ridicoli e di nessuna utilità.

Da pochi giorni sono stati installati alcuni di questi. Finora hanno trasmesso immagini di repertorio e gli orari dei servizi: potrebbero trasmettere le immagini provenienti da webcam poste in diversi luoghi del territorio. Per esempio si potrebbe vedere se c’è coda in piattaforma e scegliere il momento giusto per andarci, oppure vedere che tempo fa dal Monte Bollettone, o sul lago di Como. Si potrebbe trasmettere la pubblicità abolendo i cartelli e introitando i proventi della stessa. Forse si potrebbero sostituire i manifesti delle campagne elettorali, evitando di deturpare periodicamente (cioè quasi ogni anno) i muri del comune (e risparmiando le spese che tali deturpazioni comportano per il comune stesso, in termini di personale addetto e di materiali impiegati). Si potrebbero trasmettere gli avvisi delle associazioni, messaggi promozionali di servizi o di pubblicità progresso….
Certamente gli schermi sono uno strumento fantastico di comunicazione, ma occorre prevedere gli strumenti che lo sappiano gestire. Chi produrrà i programmi? Chi aggiornerà in tempo reale le informazioni? Chi svolgerà il compito di interfacciarsi con l’Amministrazione? Se un sito richiede strutture gestionali agili e veloci, gli schermi, proprio perché visti da tutti tutto il giorno, richiedono strutture agilissime e velocissime: chi lo saprà fare? Occorreva pensarci prima di accenderli, altrimenti la gente dirà, giustamente, che sono soldi spesi inutilmente per trasmettere nulla. 
Senza una organizzazione di questo tipo gli schermi per un po’ trasmetteranno immagini di repertorio e orari, poi si spegneranno, come il sito internet e come il giornalino.

L’Informa Famiglie

Spento IL PAESE, spento il sito del Comune, poco attivi gli schermi, il nostro Vicesindaco ha trovato “la terza via”, la vera soluzione del problema comunicativo: un giornale prodotto col fai da te, per informare le famiglie solo sui problemi sociali. Gli altri problemi non lo riguardano.

Ma quali sono i problemi sociali? Piccole iniziative di contorno, proposte da altri enti o associazioni. Una calda introduzione dell’assessore, che rappresenta un buon sesto dell’intero spazio messo a disposizione. Sono questi i problemi sociali del nostro Comune? La raccolta dei tappi delle bottiglie per una nobile causa promossa nel terzo mondo?
E l’asilo estivo di cui la gente non sa niente?
E le mense della scuola che si sente dire in procinto di cambio di gestione?
E i nostri ammalati come sono gestiti?
E gli ambulatori come funzionano?
E per i giovani disadattati cosa si vuol fare?
E per gli alcoolisti?
E per i minori affidati al Comune quale personale viene impiegato?
E come funzionano ora i servizi sociali dopo le amputazioni incredibili inferte ad Angelo Borella?
E perché non viene con forza suggerita la preferenza del 5 per mille alla Fondazione Borella, che è, con Angelo Borella, il futuro dei servizi sociali di Tavernerio? La Fondazione alla pari di telefono donna? E poi è addirittura sbagliato il codice fiscale della Fondazione.
L’informa famiglie non è uno strumento agile e serio: è uno scherzo inventato dall’assessore nonchè Vicesindaco Mimmo Prete per distribuire un po’ di buon umore tra la gente addormentata (forse) dal grigiore di questa amministrazione.
Il problema è che Mimmo Prete produce scherzi fregandosene bellamente di qualsiasi percorso legalmente corretto: distribuisce un periodico con lo stemma del Comune, privo di Direttore responsabile, senza registrazione presso il Tribunale, che scrive egli stesso senza nessuna garanzia di collegialità politica alle spalle, supplendo a tale autoreferenza con la richiesta ai cittadini, posta in calce, di inviare proposte utili e interessanti! Incredibile la leggerezza del nostro Vicesindaco, la sua propensione per il fai da te, come nel caso dei prelievi di sangue, quando mandava la moglie a supplire il personale del laboratorio di analisi San Nicolò, perché non si era ricordato di rinnovare il contratto. Eppure Mimmo Prete ha una struttura di redazione già pronta, con la quale potrebbe produrre il suo giornalino in piena correttezza legale, registrato in Tribunale, nelle forme che preferisce.
Invece per superare le difficoltà legate ad una macchina amministrativa pessima, produce un giornale illegale, che non è molto diverso dai fogli che facevamo all’oratorio quarant’anni fa: li facevamo uscire con il sottotitolo “stampato in proprio, numero unico” per non incorrere nei rigori della legge. Ma lui esce con lo stemma del Comune e ha l’aggravante che dimentica i problemi sociali!
Mimmo desiderava uno strumento agile per un’informazione in tempo reale? Poteva sollecitare l’istituzione del portale del Comune. Poteva essere il primo (libidine immensa) a trasmettere la sua foto sugli schermi al plasma!
Sorge un dubbio: finora quella di Mimmo Prete è l’unica forma di comunicazione apparsa da quando è stata eletta la nuova Amministrazione. E’ una comunicazione che, nonostante la sua portata ridicola, è così mal tollerata dai suoi compagni di Giunta, che porta solo il suo nome.

Conclusioni:
1) Prete Mimmo ha vita dura coi suoi compagni di destra e di sinistra.
2) Usa metodi dilettanteschi rischiando inutilmente per produrre carta straccia.
3) Questa amministrazione non ha né la volontà, né la capacità di comunicare con nessuno. 

Ex Sindaco

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Di Admin (del 09/05/2007 @ 13:39:48, in Archivio redazionali, linkato 51122 volte)

Il Sindaco di Tavernerio, Giovanni Rossini, viene sostituito dal Prefetto e perde l’occasione per dimostrare di essere “il Sindaco di tutti”.



La bilancia della Giustizia.
Ministero della Giustizia, stucco dello scalone.
Rappresentazione dei due piatti della bilancia, simbolo della Giustizia, ironicamente sbilanciati.
L'immagine, dal chiaro tono mordace, è probabilmente una delle numerose "pasquinate" sul tema "La legge è uguale per tutti".


Anche a Tavernerio la bilancia pende.


Il Prefetto ha scosso dal torpore letargico il Presidente pro-tempore della Fondazione Asilo Angelo Borella e lo ha costretto ad uscire allo scoperto.
Il Presidente, non potendosi più esimere dal rispondere, ha incaricato un avvocato, come si deduce dallo stile della risposta e dal fatto che questa è scritta in lingua italiana corretta, cosa che sarebbe riuscita impossibile a Renato Olivieri.
L’avvocato, pur esibendosi in un profluvio di parole e ripetendo ad ogni dove che il Presidente della Fondazione ha ragione, non ha potuto far altro che riconoscere il suo torto.
Le risposte inequivocabili alle tre domande poste dal Dr Giovanni Aiani, Consigliere di Tavernerio Città, sono:
1) “La possibilità di diventare sostenitori della Fondazione da parte di associati ad altri enti non è mai stata messa in dubbio”.
“La possibilità per i richiedenti esclusi, in quanto tali, di aderire è sempre aperta”.
2) L’annullamento delle schede con i voti attribuiti a Giovanni Aiani, Piero Brenna, Stefano Lomazzi è avvenuto sulla base del Regolamento approvato per il funzionamento del C.d.A. mancando, illegittimamente, il regolamento previsto dall’articolo 8 dello Statuto.
3) Il Presidente della Angelo Borella S.p.A. Alessandro Pozzoli, qualora eletto in Fondazione, avrebbe dovuto optare ad una delle due cariche.
Essendo egli già Presidente della AB è logico ritenere che avrebbe lasciato questa carica e optato per la Fondazione.

L’avvocato, più volte, a supporto delle proprie affermazioni, ha sottolineato che le varie irregolarità contestate non sono mai state impugnate facendo ricorso alla magistratura ordinaria.
Concediamo l’onore delle armi all’avvocato che, dovendo difendere chi aveva torto, ha fatto del suo meglio.
Non possiamo però non ricordare all’avvocato e più ancora a chi ha desiderio di conoscere i fatti e approfondire l’argomento, che si fa ricorso alla magistratura quando ci sono interessi personali da difendere.
La battaglia fatta e vinta da Tavernerio Città è una battaglia morale.
Per quale motivo, infatti, il Consigliere Aiani, una volta vista respingere l’interpellanza per carenza di forma (carenza peraltro del tutto contestabile) non l’avrebbe presentata con i crismi richiesti?
Si ritiene forse che Aiani non sia capace di apporre una firma?
Si ritiene forse che i singoli respinti, in maniera discriminatoria, da Renato Olivieri, non fossero capaci di adire le vie giudiziarie?
Si ritiene forse che Aiani, Brenna e Lomazzi, oltre che a far ricorso al Tribunale in seguito all’illegittima esclusione, non avrebbero potuto, a monte, presentare le proprie candidature nei termini e nei modi previsti dal regolamento, seppur illegittimo, del C.d.A.?
I motivi che hanno determinato le scelte fatte sono altri e facilmente intuibili.
Aiani ha informato il Sindaco di una situazione anomala.
Lo scopo era verificare il senso di giustizia del Sindaco stesso e la sua capacità morale di intervenire, almeno sul piano formale, così come ha fatto il Prefetto.
I candidati a diventare Soci sostenitori volevano diventare Sostenitori per la loro volontà di operare a favore della Fondazione, non per ordine del magistrato.
Aiani, Brenna e Lomazzi non avevano nessun interesse a diventare membri del C.d.A. di una Fondazione pressoché impossibilitata ad agire secondo gli intenti che la indussero, a suo tempo, a costituire una Società per Azioni, trovandosi con un Socio ottusamente e aprioristicamente contrario al funzionamento della Società ed alla costruzione del Villaggio della Terza Età, unica vera ragione che giustifica una Società per Azioni con il capitale sociale che si ritrova.
Essi avrebbero inoltre dovuto iniziare una lotta, defatigante e scarsamente produttiva visti gli intendimenti del Socio Comune, con almeno altri due membri del Consiglio incapaci, forse lo stesso Olivieri o Muscionico o, perché no, Rossi.
Inoltre avrebbero dovuto lottare per delegittimare i rappresentanti nominati in Consiglio di AB perché anch’essi incapaci.
Ecco perché si è iniziata una battaglia morale e non giudiziaria e si è vinta.
I legittimi, ancorché non riconosciuti, membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione sono Giovanni Aiani, Piero Brenna e Stefano Lomazzi.
Gli altri sono e restano illegittimi.
Il Prefetto ha fatto quello che poteva fare e cioè costringere la Fondazione ad esprimersi, non essendo compito del Prefetto entrare nel merito di una questione che riguarda una Fondazione.
Il Sindaco Giovanni Rossini ha perso un’occasione dignitosa per far bella figura senza dover cedere nulla.
Renato Olivieri ha risposto, dovendo ammettere quanto meno la propria insipienza.
Lo ha fatto perché costretto dal Prefetto e non dal Sindaco o per sua volontà.
In Fondazione non cambia nulla e nulla si vuol far cambiare, essendo ormai predisposti a veder trascorrere altri tre anni deludenti e inconcludenti.
Ma la brutta figura del Sindaco che, attaccandosi alla forma, ha finto di non sapere per non intervenire, resta.
Anche per questo “brutto” Sindaco di parte ci si è preparati a fargli trascorrere, in maniera piatta e inefficiente, tutto il suo mandato.

Osservazioni a margine della risposta della Fondazione.
Per una analisi attenta della risposta della Fondazione pervenuta e di seguito integralmente riprodotta, risposta che, come già detto, dimostra una buona abilità nel manipolare la verità cercando di dimostrare, soprattutto al lettore superficiale, le ragioni della Fondazione, si propongono le seguenti osservazioni.
Primo punto. “Sul preteso arbitrario di ammissione di nuovi sostenitori”.
Fra le varie contraddizioni, visto che «La possibilità di diventare sostenitori della Fondazione da parte di associati ad altri enti non è mai stata messa in dubbio. La possibilità per i richiedenti esclusi, in quanto tali, di aderire è sempre aperta», come dichiara l’avvocato, si segnalano queste affermazioni palesemente assurde.
I richiedenti l’iscrizione «risultavano essere stati reclutati dalla Associazione Culturale Tavernerio Città». «Da ciò si desumeva il chiaro intento, valutato ostativo, all’ammissione, di costituire all’interno della Fondazione una associazione».
Ma se è stato detto che «La possibilità di diventare sostenitori della Fondazione da parte di associati ad altri enti non è mai stata messa in dubbio» da dove viene fuori il «chiaro intento di costituire all’interno della Fondazione una associazione».
Inoltre, va bene “arrampicarsi sui vetri”, ma cosa vuole dire “costituire all’interno della Fondazione una associazione”? Come sarebbe possibile? Altro che “arrampicarsi sui vetri”, qui siamo di fronte alla pura farneticazione.
E, infine, se il motivo, pur farneticante, era ostativo allora perché non lo è più oggi, visto che si dice che «La possibilità per i richiedenti esclusi, in quanto tali, di aderire è sempre aperta»?
Cosa è successo nel frattempo, se non l’essersi resi conto che la discriminazione perpetrata era soltanto uno stupido e vergognoso abominio?
Potremmo continuare, ma ci sembra che basti.
Passiamo al secondo punto. “Sui motivi di censura di cui al secondo punto”.
L’avvocato, dopo aver affermato che «le censure sono infondate» (bravo avvocato, lei è pagato per fare bene il suo mestiere!), deve ammettere che il regolamento utilizzato è quello approvato in prima assemblea del 23/02/04 per il Consiglio di Amministrazione.
Bravo, ma lo avevamo capito.
Noi si sosteneva e si sostiene che lo Statuto dice un’altra cosa.
Lo Statuto, all’articolo 8, comma 8 dice: «I Sostenitori iscritti all’Albo, riuniti ai sensi del comma sei: 
a) disciplinano, con regolamento interno, modalità, procedure e tempi per la propria convocazione, nonché le modalità di nomina dei membri del C.d.A., a loro riservata;...»
Quindi il regolamento applicato non è quello previsto dallo Statuto.
Noi volevamo affermare solo questo.
Poi se qualcuno vuol dire che tanto “va sempre bene”, libero di farlo.
Tutte le regole “vanno sempre bene”, ma in una democrazia, fissate le regole, si rispettano. Se non vanno bene, si cambiano.
Ma questa facoltà spetta all’Assemblea dei Soci sostenitori.
L’interpretazione data dal Consiglio della Fondazione è una pura e semplice prevaricazione e l’avvocato, con tutta la sua maestria, non può dimostrare il contrario.
Terzo punto. “Sul terzo motivo di censura”.
L’avvocato si esibisce in una disquisizione tra incompatibilità e ineleggibilità.
Bravo, siamo perfettamente d’accordo con lui.
A noi premeva solo evidenziare che Alessandro Pozzoli, come lo stesso avvocato afferma, qualora fosse stato eletto in Fondazione, avrebbe dovuto dimettersi dalla carica di Presidente di AB o rinunciare alla nomina in Fondazione, ipotesi peraltro assurda se ci poniamo una semplice domanda: perché candidarsi per poi rinunciare alla nomina?
Quindi Pozzoli sperava di essere nominato in Fondazione e lì sarebbe rimasto, dimostrando quello che in più occasioni abbiamo avuto occasione di dire e di scrivere: Pozzoli si rende conto di non essere in grado di fare il Presidente di AB, ha accettato la carica obtorto collo e cerca, appena possibile, di uscirne.
Vi immaginate che razza di Presidente può essere e quali capacità può sviluppare uno che non aspira altro che ad andarsene?
Ecco perché, a costo di essere ripetitivi, possiamo affermare che da questa vicenda abbiamo ottenuto la prova inconfutabile della vergognosa parzialità del Sindaco, della conclamata incapacità di Renato Olivieri e di Alessandro Pozzoli e - per deduzione, conoscenza ed analogia - della congrega di personaggi che a questi squallidi individui ruotano intorno, per svolgere le mansioni cui, per sole ragioni politiche e di nepotismo e non di merito, sono stati chiamati.

Allegato: copia stralcio nota pervenuta a Prefetto da Fondazione Asilo Angelo Borella

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