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Da un'amministrazione che tace, solo il Vicesindaco parla e fa disastri
Di Admin (del 25/05/2007 @ 13:50:55, in Archivio redazionali, linkato 90251 volte)

 

Il Paese

Il Comune di Tavernerio si era dotato di uno strumento di comunicazione che si chiamava “Il Paese”. Era un giornale periodico, che usciva due o tre volte all’anno, pensato per informare la popolazione delle realizzazioni già compiute e di quelle in fase di progetto e per comunicare le idee più propriamente politiche che stavano alla base dell’azione amministrativa. Questo spazio si chiamava:

Poi c’era uno spazio per le parti politiche, uno per le associazioni, uno per gli avvisi, uno culturale, uno per le lettere inviate dai cittadini e uno per le delibere di giunta e di consiglio.
Il giornale aveva un Direttore responsabile come previsto dalla legge, ruolo che deve essere coperto da un giornalista o da altra persona iscritta all’elenco speciale annesso all’Albo dei Giornalisti, era registrato presso il Tribunale, aveva un comitato di redazione composto da consiglieri di maggioranza e di minoranza; c’era anche un regolamento che normava il funzionamento del comitato di redazione.
Il giornale era uno strumento interessante per creare un rapporto istituzionale con la popolazione, aveva dietro una struttura democratica, che garantiva l’apporto e il controllo delle minoranze. Aveva un inconveniente: era poco elastico nei tempi in quanto occorreva molto tempo per raccogliere gli articoli, sottoporli al comitato di redazione, compiere i vari passaggi dal tipografo, organizzare la spedizione postale. Questo faceva sì che specie negli ultimi tempi il giornale acquistasse più la forma di una pubblicazione voluminosa e di riflessione che quella di un agile aggiornamento.

Il giornale è stato spento.
Eppure la struttura organizzativa è già pronta, basta nominare le persone, il nuovo Direttore, farlo iscrivere con una procedura facile all’albo dei giornalisti…. Perché è stato spento? I problemi organizzativi e di gestione sono limitati: basterebbe la volontà di farlo. Non si vuole aprire una porta? Non c’è niente da dire? Paura di trasparenza? Quando si faceva il giornale, le allora minoranze che ora governano si lamentavano di essere trascurate. Ora hanno risolto il problema dei rapporti tra maggioranza e minoranza: non fanno più il giornale.
Per ovviare al difetto della scarsa elasticità propria del giornale periodico, era venuta avanti l’idea di affidare l’aggiornamento rapido ad altre forme di comunicazione che nel frattempo erano divenute disponibili: il sito internet del Comune e gli schermi al plasma distribuiti nei punti strategici del territorio. 

Il portale di Tavernerio

Si chiamava TAVERNERIOPOLIS, cioè città di Tavernerio. Era gestito da Service 24 Divisione servizi. Era un sito vivo, nato per informare la gente sui servizi di Service 24, ma si stava ampliando in modo continuo con varie rubriche, come il sito storico curato da Sergio Gatti, il sito di MeteoComo, il nuovo Piano Regolatore, i giornali del giorno. L’idea era di farlo diventare il sito vivo, non solo burocratico, del Comune: era un lavoro complesso che richiedeva tempo per essere completato. Era e poteva diventare sempre più uno strumento agile di comunicazione e di servizio, anche interattivo coi cittadini e per giunta a costi molto più convenienti del giornalino.

Il sito è stato oscurato immediatamente dai nuovi amministratori per motivi ignoti: bisogno di cancellare le tracce ignobili dei ladri che amministravano prima? Il nome richiamava troppo da vicino l’appellativo di Taverneriocittà? Incapacità di gestire e portare avanti un sito che richiedeva molto lavoro, dedizione e capacità? Mancanza di un progetto di comunicazione coi cittadini? Interesse a coprire col silenzio i problemi? Sappiamo che quando si apre una porta di dialogo, nascono problemi di rapporto con gli utenti: la gente chiede, scrive, protesta, qualche volta apprezza, critica…. Maltagliati scriveva…. Se le porte si chiudono, la gente tace, sembra che tutto vada bene, le critiche non si sentono.
Le porte sono state chiuse. Bastava tenere aperto il sito e lavorarci se ci fosse stata intelligenza e perspicacia; io avrei cambiato il nome, le persone, ma avrei sfruttato l’impalcatura per fare qualcosa di diverso, di meglio, o anche, in caso di pigrizia o incapacità, mi sarei accontentato di proseguire sulla stessa strada. Cosa diranno ora i professionisti o i privati che vorranno consultare il nuovo piano regolatore e non lo troveranno più? Andranno in Comune a chiedere le tavole…. Modernità telematica!

Gli schermi al plasma sul territorio

Finanziati per il 70% dalla Regione Lombardia nell’ambito di una campagna di incentivazione delle iniziative di tipo commerciale sul territorio, erano stati proposti come veicolo pubblicitario sul territorio comunale, al posto degli arcaici e deturpanti cartelli pubblicitari e come strumento di comunicazione tra amministrazione e cittadini, appunto strumento agile e in tempo reale, al posto dei manifestini, degli avvisi col megafono e dei cartelli che nessuno legge affissi con la carta gommata sui pali della luce, tutti strumenti oggi ridicoli e di nessuna utilità.

Da pochi giorni sono stati installati alcuni di questi. Finora hanno trasmesso immagini di repertorio e gli orari dei servizi: potrebbero trasmettere le immagini provenienti da webcam poste in diversi luoghi del territorio. Per esempio si potrebbe vedere se c’è coda in piattaforma e scegliere il momento giusto per andarci, oppure vedere che tempo fa dal Monte Bollettone, o sul lago di Como. Si potrebbe trasmettere la pubblicità abolendo i cartelli e introitando i proventi della stessa. Forse si potrebbero sostituire i manifesti delle campagne elettorali, evitando di deturpare periodicamente (cioè quasi ogni anno) i muri del comune (e risparmiando le spese che tali deturpazioni comportano per il comune stesso, in termini di personale addetto e di materiali impiegati). Si potrebbero trasmettere gli avvisi delle associazioni, messaggi promozionali di servizi o di pubblicità progresso….
Certamente gli schermi sono uno strumento fantastico di comunicazione, ma occorre prevedere gli strumenti che lo sappiano gestire. Chi produrrà i programmi? Chi aggiornerà in tempo reale le informazioni? Chi svolgerà il compito di interfacciarsi con l’Amministrazione? Se un sito richiede strutture gestionali agili e veloci, gli schermi, proprio perché visti da tutti tutto il giorno, richiedono strutture agilissime e velocissime: chi lo saprà fare? Occorreva pensarci prima di accenderli, altrimenti la gente dirà, giustamente, che sono soldi spesi inutilmente per trasmettere nulla. 
Senza una organizzazione di questo tipo gli schermi per un po’ trasmetteranno immagini di repertorio e orari, poi si spegneranno, come il sito internet e come il giornalino.

L’Informa Famiglie

Spento IL PAESE, spento il sito del Comune, poco attivi gli schermi, il nostro Vicesindaco ha trovato “la terza via”, la vera soluzione del problema comunicativo: un giornale prodotto col fai da te, per informare le famiglie solo sui problemi sociali. Gli altri problemi non lo riguardano.

Ma quali sono i problemi sociali? Piccole iniziative di contorno, proposte da altri enti o associazioni. Una calda introduzione dell’assessore, che rappresenta un buon sesto dell’intero spazio messo a disposizione. Sono questi i problemi sociali del nostro Comune? La raccolta dei tappi delle bottiglie per una nobile causa promossa nel terzo mondo?
E l’asilo estivo di cui la gente non sa niente?
E le mense della scuola che si sente dire in procinto di cambio di gestione?
E i nostri ammalati come sono gestiti?
E gli ambulatori come funzionano?
E per i giovani disadattati cosa si vuol fare?
E per gli alcoolisti?
E per i minori affidati al Comune quale personale viene impiegato?
E come funzionano ora i servizi sociali dopo le amputazioni incredibili inferte ad Angelo Borella?
E perché non viene con forza suggerita la preferenza del 5 per mille alla Fondazione Borella, che è, con Angelo Borella, il futuro dei servizi sociali di Tavernerio? La Fondazione alla pari di telefono donna? E poi è addirittura sbagliato il codice fiscale della Fondazione.
L’informa famiglie non è uno strumento agile e serio: è uno scherzo inventato dall’assessore nonchè Vicesindaco Mimmo Prete per distribuire un po’ di buon umore tra la gente addormentata (forse) dal grigiore di questa amministrazione.
Il problema è che Mimmo Prete produce scherzi fregandosene bellamente di qualsiasi percorso legalmente corretto: distribuisce un periodico con lo stemma del Comune, privo di Direttore responsabile, senza registrazione presso il Tribunale, che scrive egli stesso senza nessuna garanzia di collegialità politica alle spalle, supplendo a tale autoreferenza con la richiesta ai cittadini, posta in calce, di inviare proposte utili e interessanti! Incredibile la leggerezza del nostro Vicesindaco, la sua propensione per il fai da te, come nel caso dei prelievi di sangue, quando mandava la moglie a supplire il personale del laboratorio di analisi San Nicolò, perché non si era ricordato di rinnovare il contratto. Eppure Mimmo Prete ha una struttura di redazione già pronta, con la quale potrebbe produrre il suo giornalino in piena correttezza legale, registrato in Tribunale, nelle forme che preferisce.
Invece per superare le difficoltà legate ad una macchina amministrativa pessima, produce un giornale illegale, che non è molto diverso dai fogli che facevamo all’oratorio quarant’anni fa: li facevamo uscire con il sottotitolo “stampato in proprio, numero unico” per non incorrere nei rigori della legge. Ma lui esce con lo stemma del Comune e ha l’aggravante che dimentica i problemi sociali!
Mimmo desiderava uno strumento agile per un’informazione in tempo reale? Poteva sollecitare l’istituzione del portale del Comune. Poteva essere il primo (libidine immensa) a trasmettere la sua foto sugli schermi al plasma!
Sorge un dubbio: finora quella di Mimmo Prete è l’unica forma di comunicazione apparsa da quando è stata eletta la nuova Amministrazione. E’ una comunicazione che, nonostante la sua portata ridicola, è così mal tollerata dai suoi compagni di Giunta, che porta solo il suo nome.

Conclusioni:
1) Prete Mimmo ha vita dura coi suoi compagni di destra e di sinistra.
2) Usa metodi dilettanteschi rischiando inutilmente per produrre carta straccia.
3) Questa amministrazione non ha né la volontà, né la capacità di comunicare con nessuno. 

Ex Sindaco