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Storie d’altri tempi. Di prima del motore.
Di Admin (del 13/12/2012 @ 07:18:48, in Redazionale, linkato 3105 volte)
Oggi la Guardia di Finanza controlla più di prima le attività produttive e commerciali. I comuni aumentano le addizionali I.r.p.e.f. e calcano la mano sull’I.M.U..
L’esazione delle somme dovute è affidata a sistemi costosi che usano il pignoramento. Forse si ridiscuterà delle fasce di esenzione del cittadino nella sanità. Insomma correttamente si cerca di eliminare disfunzioni e furberie.
E alla Fondazione Borella? Ci sono comunicazioni? Qualcuno controlla? Come vanno le cose?
Se un cittadino avesse una società, anche solo per gestire il suo patrimonio di diversi milioni di euro, la chiuderebbe per intestarsi i beni personalmente?
Bhe, ognuno fa quello che preferisce. Si ma con la roba sua non con quella di tutti, si potrebbe osservare subito. Ma stiamo sul pezzo, nel merito delle cose.
La prima domanda che si dovrebbe fare è: mi conviene? Perchè se non mi conviene, e lo faccio, sono un pessimo amministratore e forse dovrei farmi dare una mano o affidare la conduzione ad altri.
Per farla breve e diretta: la Fondazione Angelo Borella, Via Cesare Battisti, 22 Tavernerio, possedeva una sua società Angelo Borella S.p.a. Alla fine era rimasto nella S.p.a. solo il patrimonio di diversi milioni di euro. La Fondazione controllando la S.p.a. poteva benissimo gestirlo direttamente: vendere, comprare, costruire. Poteva fare tutto liberamente con il solo costo di un amministratore unico che poteva anche solo fare il minimo vitale in attesa di un progetto di valorizzazione.
Ebbene cosa è avvenuto? Storie d’altri tempi. Di prima del motore.
Metti insieme due geni della finanza come l’ex Sindaco Gianni Rossini e l’onnipresente Presidente Renato Olivieri (presidente da 9 anni ininterrottamente: punta il record di Formigoni?)e cosa ti fanno?
Chiudono la società e intestano i beni al Comune e alla Fondazione. Geniale.  Si dirà hanno risparmiato i soldini per tenere la società aperta. Non per risparmiare l’I.M.U. quella la fondazione deve continuare a pagarla.
Va bene, ma quanto hanno speso dei soldi della fondazione per farlo? Avranno valutato per il meglio si direbbe.
Insomma spesi per l’operazione di liquidazione (a giudicare dal valore dei terreni assegnati) 300.000 euro, 600 milioni del vecchie lire. Per una azione inutile.
Spettacolare!!! E nessuno dice nulla su questo modo di amministrare? E continuano ad amministrare ancora? Si sussurra che si ricandideranno a gennaio 2013 per altri 3 anni (dopo averne già fatti 9). Scommettiamo che lo faranno?
Ah ci si dimenticava: ogni anno si dividono quasi 20.000 euro di compensi.
Storie d’altri tempi. Di prima del motore.